Cuba, Scuola Latino Americana di Medicina

scuola latino americanabLa Escuela Latino Americana de Medicina (ELAM) nasce nel 1999 dallo studio di un programma di prevenzione, cura e riabilitazione elaborato dopo i due uragani del 1998 che causarono un numero impressionante di vittime in Centro America. Alcuni giorni dopo il passaggio degli uragani, partirono da Cuba le “brigate della salute” medici volontari specializzati in diversi settori che raggiunsero le località più remote del Centro America ed iniziarono a provvedere ai bisogni sanitari immediati dei campesinos. Da questa cooperazione sanitaria nasce il programma di formazione universitaria per medici provenienti dai paesi caraibici e sudamericani. L’obiettivo era ed è di formare a Cuba futuri medici per il mondo sottosviluppato. La Scuola che sorge in una ex accademia navale a Santa Fe a 3 km e mezzo dal centro dell’Habana su un’estensione di ben 1.200.000 mq. È stata progettata per accogliere ogni anno 3500 studenti: giovani che sognano di studiare medicina nei loro paesi, ma non ne hanno la possibilità. Quindi il 75% degli alunni proviene da quelle comunità che hanno bisogno di medici, in particolare da una grande varietà di minoranze etniche e popolazioni indigene. Attualmente la scuola diploma circa 1500 alunni all’anno e nei programmi scolastici è inclusa l’attività fisica sportiva (secondo l’idea che il medico per primo debba mettere in pratica la prevenzione e gli stili di vita di cui è tenuto a farsi promotore) e i corsi di lingua inglese con esame annuale. La pratica medica si effettua sia nei reparti ospedalieri che nei centri di assistenza primaria. Il maggior introito del governo cubano è dato dalla sanità che supera gli incassi realizzati col turismo, questo grazie ad accordi con i vari Stati dell’America Latina nei quali molti tra i migliori medici cubani sono inviati: con il programma Barrio Adentro. Dal 2002 il governo venezuelano ha voluto garantire cure mediche di base per tutti adottando il modello cubano. Cuba, nella fase iniziale di Barrio Adentro, ha inviato circa 18.000 medici in Venezuela; da parte sua Chavez garantiva forniture di petrolio a Cuba. Nel 2008 i medici cubani che lavoravano in paesi esteri erano circa 37.000, sparsi in più di 70 paesi. Attualmente i medici che decidono di lavorare all’estero ricevono compensi maggiorati. Tutto questo induce malcontento nella popolazione cubana che vede nei centri di assistenza primaria solo medici giovanissimi o ancora alle prese con gli esami universitari. Esiste quindi un rischio di caduta di qualità delle cure e dell’assistenza sanitaria in Cuba in contrapposizione ad un alto livello di formazione dei medici inviati all’estero. Così come gli allievi della Escuela di Medicina Latino-Americana che dopo la loro eccellente formazione da Cuba ritornano a prestare la loro opera nei paesi di origine.

 

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