Medicina Antroposofica: L’allergia come barriera di protezione

L’allergia ha un significato fisiopatologico molto importante per l’organismo umano, tanto che il suo interesse riveste in medicina un ruolo fondamentale. Secondo la Medicina Antroposofica molti sono i rimedi utili a riequilibrare l’organismo.

I rimedi

Silice

In una visione terapeutica ampliata, come viene proposta dalla Medicina Antroposofica, la terapia base è data da Silicea. Il silicio è uno degli elementi più abbondanti sulla terra. Il minerale del silicio costituisce il 28.9% della crosta terrestre, essendo con il quarzo la forma più comunemente presente. È normalmente presente all’interno del corpo umano nella forma di Silice, un composto naturale costituito di silicio e ossigeno (SiO2). Le molecole di Silice favoriscono l’assorbimento delle proteine essenziali da parte del corpo, comportandosi come un agente legante. La matrice mesenchimale è molto ricca in Silice: la sua azione è quella di portatrice delle regolazioni di funzioni sensoriali nel milieu interno. La silice è una sostanza che agisce entro il tessuto connettivo; essa favorisce il passaggio del calore formatosi nella sfera del ricambio, al sistema neurosensoriale, tramite il metabolismo intermedio del tessuto interstiziale. Il calore formatosi nell’ambito del ricambio viene trasformato in calore libero, in energia ‘libera’, che può servire da base per l’attività neurosensoriale, ovvero per l’attività senziente e di coscienza. Il quarzo è secondo Rudolf Steiner il portatore dell’organizzazione dell’io, che agisce nel corpo fisico tramite la mediazione del calore. Il quarzo quindi, nella sua forma farmaceutica, ha un’azione sui processi degenerativi del tessuto connettivo lasso e sulla relativa perdita di calore e di energia. Questo spiega perché il quarzo è indicato quando l’organismo del calore presente nel connettivo sottomucoso s’irrigidisce, provocando un raffreddamento cronico. Le infiammazioni croniche sono il tentativo di ripristinare la trasformazione del calore metabolico in «calore sensoriale».

Citrus/Cydonia

Rimedio tipico delle riniti stagionali, sviluppato sulla base delle indicazioni di Rudolf Steiner nel 1920, è il Citrus/Cydonia, succo di limone (Citrus limon) mischiato all’estratto di mela cotogna (Cydonia oblonga) che sono frutti con gesto centripeto e condensante. Nel caso dell’allergia predominano forze centrifughe dissolventi che sono contrastate dall’uso di questo preparato, caratterizzato nell’impiego di due frutti che hanno in comune la qualità di avere un processo di fruttificazione verso l’interno, con bucce molto dure e resistenti. L’impiego può avvenire per via sottocutanea, inalatoria o topica (gocce oculari, spray nasale). Il potere astringente del limone è anche caratterizzato dal gesto tipico di questo frutto, attraverso la separazione netta tra il suo liquido e la sua buccia. La caratteristica della mela cotogna, della famiglia delle Rosaceae, invece è data dalla sua estrema durezza, segno di avere un organismo eterico forte: “alla sua forza gonfiante, centrifuga, si oppone quella centripeta del dominio astrale. Nel processo floreale regna un buon equilibrio tra eterico e astrale. (W.Pelikan). Il succo ha la caratteristica di trasformarsi facilmente in gelatina, stadio intermedio tra liquido e solido. La mucillagine presente è molto ricca di calcio.

Calcium carbonicum /Cortex Quercus

Altro rimedio importante è Calcium carbonicum /Cortex Quercus, che favorisce i processi di ristrutturazione nel ricambio anabolico, stimolando l’organizzazione dell’Io quando l’organizzazione senziente è carente, come nelle dermatiti o nelle allergie. La corteccia della quercia è sempre stata utilizzata per il suo alto contenuto di tannini, soprattutto nei casi di dissenteria e di emorragia. C’è una relazione molto stretta della corteccia della quercia con il calcio: infatti il contenuto di ossido di calcio può arrivare al 95%. Il calcio, quando è in uno stato ancora vivente, può anche attenuare le forze vitali proliferanti. Quindi le forze della componente neurosensoriale in formazione si fanno avanti a detrimento delle forze anaboliche debordanti. Il calcio permette, dunque, di strutturare e equilibrare il campo di forze della componente metabolica, in modo tale da permettere ai tannini, che possiedono notevoli forze formative e limitanti, di far entrare le forze neurosensoriali e modularle.

Organopreparati

Interessante è l’approccio terapeutico con gli organopreparati, come Mesenchym Gl D5, Amnion Gl D5, Membrana sinuum paranasalium Gl D6; gli organoterapici sono farmaci d’elezione per il ripristino della funzionalità organica. I farmaci d’origine animale nella pratica medica antroposofica vennero proposti da R. Steiner in “Scienza dello Spirito e medicina” (1920). I preparati d’organo vengono ricavati da bovini allevati secondo i dettami della biodinamica. Viene scelto il bovino poiché la sua peculiarità è quella di esaltare maggiormente l’attività della digestione, del ricambio e dell’anabolismo; quindi si potrebbe dire che nel bovino vivono intensamente le forze costruttive eteriche. L’organismo in toto, o l’organo interessato, reagiscono al preparato d’organo dinamizzato con un aumento o una diminuzione del loro metabolismo energetico fisiologico. Quindi anche dopo ripetute somministrazioni, di regola non si scatenano reazioni allergiche. Si potrebbe anche dire che la terapia con preparati d’organo né impedisce la malattia (come la vaccinazione), né la rende incapace di esprimersi (come fanno i nosodi). Essa invece sostiene l’organismo nel processo di guarigione fornendogli un modello di funzionamento. È stata definita “bystander reaction” (reazione immunologica di soccorso) la sequenza di eventi determinata dalla somministrazione di antigeni alle dosi di nanogrammi. Le componenti proteiche antigeniche (di origine vegetale o animale, rese atossiche, diluite e dinamizzate), avviano, grazie all’effetto di “reazione alle basse dosi antigeniche” (low dose antigen-reaction), una reazione immunologica “di soccorso”, così definita poiché aiuta ad ottenere una risposta immunitaria in grado di regolare la risposta infiammatoria. Le componenti antigeniche contenute nei farmaci organoterapici a dosi ipomolecolari, una volta assorbite, vengono fagocitate dai macrofagi, ridotte in frammenti di 5-10 aminoacidi e così presentate ai linfociti “naives” (linfociti T vergini, non ancora programmati). Le componenti antigeniche, in concentrazioni di nanogrammi, hanno la proprietà esclusiva d’indurre la trasformazione dei linfociti T naives in linfociti T helper di regolazione (linfociti Th3). Questa trasformazione è preceduta da un importante passaggio definito “homing”. Questo termine significa “insediamento”: i linfociti naives (“vergini”), attivati dalle componenti antigeniche a basse dosi e divenuti “linfociti capostipiti dei Th3”, attraverso i vasi linfatici si insediano nei linfonodi regionali (homing), ove iniziano a moltiplicarsi e a produrre un gran numero di copie (cloni) di particolari linfociti definiti “regolatori”, in grado di regolare i processi infiammatori. Completata questa fase d’incubazione nei linfonodi, i linfociti Th3 maturi cominciano a circolare nel torrente ematico. Sostanze liberate dal tessuto sede di un processo infiammatorio, fungono da segnali di richiamo per questi linfociti regolatori (chemiotassi). I linfociti regolatori, così richiamati da fattori chemiotattici (chemochine), raggiungono i tessuti ammalati. Qui abbondano i linfociti flogogeni (Th1 e Th2). Questi ultimi recano sulle proprie membrane di superficie strutture antigeniche proprie del tessuto ammalato, che svolgono funzione di segnale per i linfociti regolatori Th3, che riconoscono gli antigeni esposti sui Th1 e Th2 come “simili” ai propri, legandosi ai substrati, con meccanismo competitivo, e conseguente effetto antiflogistico, attraverso la liberazione di TGF-ß (Transforming Growth Factor-ß), citochina altamente antinfiammatoria e fattore di crescita. L’attività antiflogistica derivante dall’attivazione dei Th3 è dovuta alla loro capacità di antagonizzare o ridurre l’espressione genica dei Th1 e Th2. Purtroppo il continuo vivere in una civiltà che ha perso il contatto con la Natura nel senso più ampio del termine, tenendo conto che le malattie allergiche sono più diffuse nelle popolazioni che vivono in città rispetto a quelle in campagna, ha di fatto permesso una mancanza di condivisione con le sostanze naturali dato dall’aumento della presenza di sostanze inquinanti nell’aria e nell’acqua, dall’uso di sostanze artificiali, chimiche e geneticamente modificate e da cibi conservati e trattati industrialmente, da un aumento degli aspetti stressanti quotidiani, tali da affaticare sempre di più la componente neurosensoriale dell’uomo, favorendo l’insorgere diffuso di tensione nervosa, inquietudine, ansia e paure. Crediamo che in un rapporto più stretto con Madre Natura, con un miglioramento della qualità del cibo, biologico o biodinamico, e con una vita personale e di relazione più umana, possa aiutare, soprattutto nelle più giovani generazioni, a migliorare maggiormente la qualità della “memoria” immunologica.

Giovanni Francesco Di Paolo

Responsabile scientifico Research Institute of Clinical Homeopathy, Acupuncture, Psycotherapy and Anti Aging Medicine, Membro S.I.M.A. – Roma

 

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