Menopausa, in arrivo una TOS che combina due ormoni naturali

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La Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS) in una parte di donne in menopausa non ha mai ricevuto, fin dai suoi esordi, un’accoglienza positiva, a causa dei timori per un possibile aumentato rischio di insorgenza di tumori ormonosensibili, come alcune topologie di cancro della mammella, e di trombosi. Sono effetti collaterali a cui si associa la terapia nell’opinione collettiva, ma smentiti da numerosi studi in letteratura quando somministrati con appropriatezza terapeutica in donne che non presentano controindicazioni all’uso (come una pregressa storia di tumore sensibile agli ormoni e/o fattori di rischio di altra natura).

Eventi avversi che possono essere ulteriormente scongiurati dall’introduzione di una nuova TOS, a breve disponibile in Italia, basata su 2 ormoni (17 beta estradiolo e progesterone micronizzato), con una struttura chimica identica a quella degli ormoni prodotti fisiologicamente dal corpo della donna, presentata in occasione della Giornata Mondiale della Menopausa (18 Ottobre).

Menopausa, il contrasto agli effetti collaterali

Secondo studi di letteratura, oltre 8 donne su 10 in menopausa presentano vampate di calore, altamente impattanti quando intense e frequenti, mentre circa il 50% lamenta sudorazione notturna associata a continui risvegli, causa nel 60% dei casi di un sonno generalmente disturbato. Eventi che ricadono sulla riduzione della qualità della vita e del riposo, sulla diminuzione delle performance professionali e sulle attività quotidiane.

In assenza di questi sintomi, variabili da donna a donna, restano invece un denominatore comune della menopausa le alterazioni del tono dell’umore, la perdita di memoria, disturbi vaginali, ovvero un accelerato processo di invecchiamento naturalmente associato a questa fase del ciclo vitale. Il quale mal si adatta a una donna che fra i 45-52 anni, quelli che denotano la cessazione dell’attività ormonale, oggi è ancora nel pieno della vita lavorativa, socio-relazionale, famigliare.

«La gestione della menopausa deve essere contestualizzato in un concetto più ampio, di valenza internazionale, di longevità attiva – ha dichiarato Rossella Nappi, Responsabile UOSD Ostetricia e Ginecologia, Procreazione Medicalmente Assistita, Endocrinologia Ginecologica e della Menopausa ad Alta Complessità, IRCCS Fondazione Policlinico S. Matteo, Università degli Studi di Pavia e Segretario Generale della Società Internazionale della Menopausa – Con l’aumento della prospettiva di vita le donne, infatti, trascorrono circa un terzo della loro esistenza in menopausa, quando sono ancora particolarmente attive nel ruolo di madri, partner, professioniste, caregiver. È quindi fondamentale considerare la menopausa come un momento di passaggio da una fase di vita a un’altra e la sua gestione deve essere parte di una progettualità di salute che aggiunge non solo quantità, ma soprattutto qualità agli anni».

Terapia Ormonale Sostitutiva

La TOS rappresenta ad oggi un valido aiuto per contrastare in modo efficace i sintomi della menopausa. Grazie ai progressi della scienza medica sono disponibili diversi dosaggi per offrire terapie sempre più personalizzate e su misura. Ad esempio l’ultima nata, indicata per i sintomi da carenza di estrogeni in donne in menopausa con utero intatto e almeno 12 mesi dalle ultime mestruazioni, a base di ormoni definiti “naturali” in quanto presentano una struttura chimica identica a quella degli ormoni prodotti fisiologicamente dal corpo femminile.

«Si tratta di una formulazione – aggiunge Nappi – che viene incontro alle esigenze anche delle donne più reticenti e timorose nell’utilizzo di farmaci a base di ormoni». I risultati di uno studio clinico di fase III hanno dimostrato l’efficacia di questa nuova formulazione nel ridurre frequenza e gravità dei sintomi vasomotori e dei disturbi del sonno. Inoltre, a 3 mesi dall’inizio della terapia, nell’82% delle pazienti si è registrata una condizione molto o estremamente migliorata, secondo il loro dichiarato. A garanzia del risultato anche un buon profilo di sicurezza: il progesterone micronizzato non aumenta il rischio di carcinoma mammario e di tromboembolismo venoso.

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