Quale impatto può avere la musica sul benessere delle persone? A questa domanda prova a rispondere una ricerca realizzata da Eumetra, che ha analizzato il rapporto tra familiarità con la musica e numerosi indicatori relativi alla qualità della vita, agli stili di vita e alle relazioni sociali.
I risultati dell’indagine saranno presentati il 24 ottobre 2026 a Milano nell’ambito degli Harmony Days, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Lang Italia in collaborazione con la Fondazione Antonio Carlo Monzino e la Fondazione Mariani, dedicata quest’anno al tema «La Risonanza: come creare relazioni generative win-win». Lo studio, inserito nell’indagine “Benessere e sostenibilità”, ha coinvolto 3.000 cittadini italiani e ha confrontato un gruppo di persone particolarmente coinvolte nella pratica e nell’ascolto della musica con soggetti considerati meno interessati o indifferenti. Nel cluster degli “appassionati” rientrano persone che hanno studiato musica nei primi anni della vita, sanno leggere uno spartito, suonano uno strumento musicale oppure ascoltano musica abitualmente.
Dall’analisi emerge una correlazione tra interesse per la musica e livelli più elevati di soddisfazione personale. Gli appassionati riferiscono, infatti, un maggiore benessere esistenziale, una più elevata soddisfazione per la propria vita e un atteggiamento più ottimistico nei confronti del futuro rispetto a coloro che dichiarano un minore coinvolgimento musicale. Differenze significative si osservano anche nell’attenzione alla salute e agli stili di vita. Le persone con una maggiore familiarità con la musica dichiarano infatti una più marcata attenzione all’alimentazione, alla pratica di attività fisica, alla forma fisica e alla cura del proprio stato di salute. L’indagine evidenzia inoltre maggiori livelli di soddisfazione rispetto al percorso formativo e alle competenze personali. Gli appassionati di musica riportano una percezione più positiva della propria preparazione culturale e professionale, mostrando anche un più frequente interesse per l’informazione e per gli strumenti di comunicazione.
Anche l’ambito lavorativo registra differenze rilevanti. Tra i soggetti più coinvolti nella musica risultano più elevati gli indici di soddisfazione per l’attività svolta, per il reddito percepito e per le relazioni con i colleghi. Sul piano delle relazioni sociali, gli appassionati riportano una migliore qualità dei rapporti con amici, conoscenti e comunità di riferimento. Lo studio rileva inoltre livelli più elevati di attenzione nei confronti del rispetto delle persone e dell’ambiente, nonché una maggiore adesione a comportamenti riconducibili alla sostenibilità. Secondo i promotori dell’iniziativa, i risultati rafforzano il ruolo della musica come possibile strumento di crescita personale, educazione e inclusione sociale, in particolare durante l’infanzia e l’adolescenza. I dati saranno commentati da Remo Lucchi, presidente dell’Advisory Board di Eumetra, nel corso dell’evento milanese.



