Articolo realizzato in collaborazione con GUNA
Le Terapie Infusionali (IV Therapy) sono strategie terapeutiche basate sulla somministrazione endovenosa lenta di liquidi, nutrienti o farmaci [6].
Vengono utilizzate con successo in varie aree terapeutiche: dalla medicina interna alla medicina rigenerativa, dalla medicina estetica alla medicina della longevità, per potenziare l’efficienza metabolica dell’organismo, agendo su più livelli (funzionali e strutturali) attraverso cocktail di farmaci ad attività primariamente antinfiammatoria, detossificante, antidegenerativa, stimolante il metabolismo energetico, antiossidante, di riequilibrio neuroendocrino [4,7].
Le terapie infusionali possono prevedere inoltre l’utilizzo di soluzioni in grado di correggere carenze nutrizionali, attraverso per esempio combinazioni vitaminiche, amminoacidiche e minerali [6].
Il grande vantaggio offerto dalle terapie infusionali è senza dubbio la loro elevata biodisponibilità: la terapia infusionale garantisce un elevato assorbimento, un’azione immediata e la possibilità di un dosaggio preciso oltre, ovviamente, alla rapidità d’azione [7,8]; la terapia infusionale è utilizzata, ad esempio, quando l’obiettivo è volto a modulare in modo mirato uno o più network disregolati, come avviene nella Bioregulatory System medicine (BrSM), l’approccio medico che utilizza farmaci low dose multicomponent che normalmente, grazie alle loro caratteristiche, si prestano ad un impiego anche in terapie long-term [1].
Ma non trascurabile è anche la possibilità di personalizzazione (medicina di precisione) da esse offerta: la terapia infusionale consente infatti l’utilizzo di cocktail terapeutici differenziati in base alla storia clinica del paziente, alla diagnosi ed eventualmente all’analisi di esami strumentali e di laboratorio, favorendo la messa punto di un piano terapeutico su misura per ciascun paziente [3,6].
Ampio è l’ambito di applicazione delle terapie infusionali [4,9]:
• Patologie metaboliche
• Patologie croniche e degenerative
• Patologie cardiovascolari
• Patologie neurologiche
• Sindromi ansioso-depressive
• Sindromi da stanchezza cronica
• Sindromi dolorose croniche aspecifiche
• Potenziamento delle difese immunitarie
• Total Body Detox Therapy
• Declino cognitivo
• Supporto al metabolismo energetico
• Benessere generale ed anti-aging
• Miglioramento delle performance sportive
• LONGEVITY
Negli ultimi anni, in ambito IV Therapy, si è affermato il modello della Bioregulatory Systems Medicine (BrSM), che impiega medicinali naturali low dose multicomponent, specificatamente autorizzati per l’utilizzo endovenoso. L’impostazione metodologica della BrSM permette di focalizzare l’azione sul ripristino dell’omeostasi e sulla regolazione dei network funzionali disregolati, agendo così in profondità sulle cause eziopatogenetiche della patologia, e allo stesso tempo sulla manifestazione sintomatologica emergente [1].
La BrSM viene impiegata anche in quadri patologici cronici e complessi tipici, ad esempio, del paziente anziano, politrattato e con multi/co-morbidità, e consente di personalizzare in maniera dinamica la terapia, sempre in accordo alle buone pratiche cliniche, a seguito di un monitoraggio sistematico degli esiti, eventualmente prevedendo l’integrazione con altre terapie, ove necessario [6,9].
Medicina della longevità tra bio-regolazione e rigenerazione
Uno degli ambiti medici di maggior interesse degli ultimi anni in ambito infusionale è senza dubbio la medicina della longevità. Definita come Medicina preventiva avanzata e personalizzata, basata sull’identificazione di biomarcatori profondi di invecchiamento e volta al sostegno o recupero della resilienza e della robustezza del “sistema”, la medicina della longevità ha l’obiettivo di estendere l’healthspan e non solo il lifespan [2,3].
La Medicina della Longevità si configura come approccio globale al paziente, con un momento diagnostico basato anche (ma non solo) su genomica, imaging avanzato, biomarcatori (epigenetici, infiammatori, metabolico-energetici) e modelli predittivi per identificare vulnerabilità, “pre-disease” e rischio di mortalità precoce in soggetti apparentemente sani [2,3].
Prevenire le cronicità, ottimizzare le performance e aumentare la resilienza del soggetto sono i principali obiettivi terapeutici della medicina della longevità [3].
Tangente alla Medicina della Longevità è la Medicina Rigenerativa che, sebbene differente, può convivere con essa, ad esempio nelle condizioni in cui sia necessario avviare e sostenere meccanismi di riparazione e rigenerazione tissutale. È il caso, ad esempio, di alcuni trattamenti di medicina estetica avanzata.
Il paradigma della Bioregulatory Systems Medicine rappresenta uno strumento per una Medicina della Longevità che voglia offrire alla persona una risposta valida alla domanda di benessere fisico, mentale ed emozionale, espressione del perfetto incontro tra possibilità di bio-regolazione e capacità di rigenerazione [1].
L’integrazione delle terapie infusionali nella pratica clinica offre al medico un’opportunità concreta di evoluzione professionale, attraverso lo sviluppo di percorsi terapeutici, una migliore capacità di gestione del paziente complesso con multi-morbilità e l’offerta di una risposta terapeutica alle nuove richieste di salute (prevenzione, miglioramento della performance e recupero funzionale) [3,6].
Per domande e approfondimenti, è possibile scrivere all’indirizzo info@guna.it
Bibliografia:
- Goldman AW, Burmeister Y, Cesnulevicius K, et al. Bioregulatory systems medicine: an innovative approach to integrating the science of molecular networks, inflammation, and systems biology with the patient’s autoregulatory capacity. Frontiers in Physiology. 2015;6:225. DOI: 10.3389/fphys.2015.00225
- Tao X, Zhu Z, Wang L, et al. Biomarkers of Aging and Relevant Evaluation Techniques: A Comprehensive Review. Aging and Disease. 2024;15(3):977–1005. DOI: 10.14336/AD.2023.00808
- Moqri M, Herzog C, Poganik JR, et al. Biomarkers of aging for the identification and evaluation of longevity interventions. Cell. 2023;186(18):3758–3775. DOI: 10.1016/j.cell.2023.08.057
- Godic A, Townsend J. Intravenous longevity therapy: a critical review of evidence, mechanisms, and clinical utility Acta Dermatovenerologica APA. 2026. DOI: 10.15570/actaapa.2026.8
- Tyshkovskiy A, Ma S, Shindyapina AV, et al. Distinct longevity mechanisms across and within species and their association with aging. Cell. 2023;186(13):2929–2949.e20. DOI: 10.1016/j.cell.2023.05.002
- Wells C, Butcher R, McCormack S. Intravenous Multivitamin Therapy Use in Hospital or Outpatient Settings: A Review of Clinical Effectiveness and Guidelines, CADTH Rapid Response Report. Ottawa: Canadian Agency for Drugs and Technologies in Health; 2020.
- Alangari A. To IV or Not to IV: The Science Behind Intravenous Vitamin Therapy, Cureus. 2025;17(6):e86527. DOI: 10.7759/cureus.86527
- Alangari A, Arif J, Al Qureshah F, et al. Clinical benefits and risks of high-dose intravenous vitamin C: a systematic review, Journal of Medicine and Life. 2026;19(1):16–23. DOI: 10.25122/jml-2025-017
- Karasiewicz M, Lipiak A, Jóźwiak P, et al. Health Professionals’ Perspectives on Commercially Available Intravenous Nutrient Therapies: A Preliminary Report, Healthcare (Basel). 2024;12(3):386. DOI: 10.3390/healthcare12030386



