Il microbiota intestinale agisce come un vero e proprio organo e manifesta un impatto molto importante sullo stato di salute di ogni individuo. Svolge, infatti, funzioni essenziali per l’organismo come la digestione degli alimenti per produrre nutrienti, la sintesi di vitamine, il metabolismo dei farmaci e la detossificazione di sostanze potenzialmente nocive. Contribuisce, inoltre, al rinnovo cellulare intestinale, rafforza il sistema immunitario e influenza la salute mentale. Il microbiota produce, infatti, molecole che regolano umore e stress: serotonina, GABA, dopamina e SCFA (acidi grassi a catena corta) che attenuano l’infiammazione. Quando l’equilibrio microbico si altera, cambiano i segnali nervosi e immunitari diretti al cervello con effetti su umore, stress e funzioni cognitive. Queste variazioni possono riflettersi, pertanto, sul benessere mentale.
La composizione del microbiota intestinale varia da individuo a individuo in funzione di vari fattori, da quelli genetici allo stile di vita: “La ricchezza e la diversità dei microrganismi presenti nell’organismo dipendono, infatti, da diversi fattori, tra cui la modalità del parto (naturale o cesareo), l’alimentazione, l’attività fisica e, successivamente, lo stile di vita, la presenza di eventuali patologie e lo stato psicofisico generale, incluso lo stress. Nel corso della vita, il microbiota subisce, inoltre, variazioni significative in corrispondenza di fasi ormonali cruciali come la pubertà, la gravidanza, la menopausa e l’invecchiamento. È stato osservato che mantenere una buona diversità microbica nel tempo può contribuire a rallentare i processi di invecchiamento e a preservare lo stato di salute generale” (8).
Quando l’equilibrio tra i microrganismi intestinali si altera, condizione nota come disbiosi, possono manifestarsi numerose patologie, tra cui infiammazioni croniche che favoriscono l’invecchiamento cellulare e l’insorgere di una serie di svariati disturbi quali gonfiore, meteorismo, irregolarità intestinale (stipsi o diarrea), colon irritabile, sensibilità o intolleranze alimentari e una generale difficoltà digestiva. Un ulteriore ambito di ricerca promettente riguarda “il legame tra microbiota e patologie neurodegenerative croniche, come Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, SLA e disturbi dello spettro autistico. Fino a poco tempo fa, non si riteneva che queste malattie potessero essere influenzate dal mondo microbico, ma le evidenze recenti stanno cambiando questa prospettiva.” (8).
In sostanza, la salute dell’intero organismo dipende anche dal benessere intestinale, che a sua volta è legato all’armonia del suo ecosistema microbico. La ricerca sta mettendo sempre più in luce, infatti, il ruolo centrale del microbiota nella salute umana: un microbiota in equilibrio favorisce un invecchiamento sano, mentre la disbiosi accelera i processi biologici che portano fragilità, infiammazione e malattie croniche.
Un percorso efficace per favorire il benessere intestinale richiede un approccio integrato che definisca una strategia terapeutica o preventiva adeguata. Questo approccio comprende alimentazione equilibrata, abitudini di vita corrette, gestione appropriata dello stress e la guida di un professionista.
Per contrastare l’invecchiamento cellulare e tissutale è essenziale preservare un microbiota intestinale equilibrato attraverso l’assunzione di probiotici e prebiotici. Un intestino sano favorisce, infatti, l’assorbimento di nutrienti chiave, riduce l’infiammazione e sostiene il benessere generale. Oltre all’assunzione di probiotici, in particolare lattobacilli ebifido batteri, è importante favorire l’introduzione di prebiotici, sostanze che “nutrono” il microbiota, sostenendone la crescita e il corretto funzionamento. Si trovano soprattutto in alimenti ricchi di inulina e frutto‑oligosaccaridi, come frutta e verdura. Le fibre fornite da un’alimentazione ricca di frutta, verdura e cereali integrali, tipica della Dieta Mediterranea, nutrono i batteri intestinali benefici, che le trasformano in molecole protettive capaci di contrastare i disturbi legati alla disbiosi.
Fitoterapia e gemmoterapia possono offrire un supporto mirato al benessere intestinale grazie all’impiego di piante medicinali note per la loro capacità di sostenere la digestione, ridurre gonfiore e tensione addominale e favorire una motilità regolare. Alcune contribuiscono anche a migliorare la risposta allo stress, fattore che influisce in modo significativo sulla funzionalità dell’apparato digerente. Grazie a queste proprietà, e alla loro azione positiva sulla flora batterica intestinale, tali piante sono in grado di favorire i processi fisiologici che mantengono stabile l’ecosistema enterico e aiutano a contrastare i fattori che predispongono alla disbiosi.
Un aiuto dalla tavola
Una buona fonte di probiotici è rappresentata da alimenti fermentati come yogurt, kefir, crauti, sottaceti, tempeh, miso, kimchi, etc. In particolare, il kefir è una bevanda fermentata che può essere preparata con diversi tipi di latte, anche vegetale (riso, cocco, etc.), utilizzando i granuli di kefir (un mix di fermenti lattici e lieviti detti kefiran). Il kefir presenta un buon contenuto in vitamine del gruppo B, calcio, magnesio, fosforo, zinco. Simile allo yogurt, ha un sapore più acidulo. Può essere consumato puro oppure aggiungendo frutta e cereali, e come ingrediente per primi, secondi piatti e dolci.
Rimedi fitoterapici
In fitoterapia sono consigliate piante medicinali tradizionalmente utilizzate per trattare i disturbi gastrointestinali: camomilla, melissa, finocchio, anice, aneto, cumino sono apprezzate per la loro capacità di ridurre gonfiore, spasmi e favorire la digestione; lo zenzero è impiegato per sostenere la motilità intestinale; la curcuma contribuisce ai processi digestivi e al benessere della mucosa intestinale; pisillio, semi di lino e malva, ricchi di mucillagini, aiutano invece a promuovere la regolarità intestinale.
Inoltre, ansia e stress possono svolgere un ruolo importante nell’instaurarsi della disbiosi con aumentata formazione di gas intestinale. In questo caso risulteranno utili piante medicinali ad azione riequilibrante il sistema neuro-vegetativo e ad azione blandamente sedativa (melissa, passiflora, valeriana, ecc.).
– MATRICARIA RECUTITA L. (camomilla comune, capolini fioriti)
Oltre alle note proprietà antinfiammatorie, è conosciuta da sempre per le proprietà antispasmodiche che contribuiscono a rilassare la muscolatura gastrointestinale. Grazie a tali caratteristiche risulta particolarmente indicata per favorire i processi digestivi, trattare le turbe dispeptiche, il meteorismo e per sedare manifestazioni dolorose, quali coliche, cefalea, ecc. I suoi preparati sono indicati anche quando la flora batterica risulta alterata, situazione in cui contribuiscono a favorirne la ricostituzione, ad esempio dopo una terapia antibiotica.
La camomilla agisce grazie alla sinergia dei suoi principi attivi, soprattutto flavonoidi come l’apigenina e sesquiterpenicome bisabololo e camazuleni, che riducono l’infiammazione e i danni ossidativi, fattori che favoriscono la disbiosi. Tali molecole contribuiscono in tal modo a ristabilire un ambiente intestinale più equilibrato, favorevole alla ripresa del microbiota. La pianta esercita un effetto sedativo sul sistema nervoso centrale attraverso la modulazione dei recettori GABA-ergici. Questa azione attenua la risposta allo stress, una condizione che incide in modo rilevante sulla comparsa e sull’esacerbazione dei disturbi digestivi. L’OMS ne riconosce l’impiego per alleviare gli stati di agitazione nervosa e per l’insonnia che ne consegue. In questo modo M. recutita interviene sul funzionamento dell’asse intestino-cervello e ne migliora l’efficienza complessiva. Possiede, infine, indubbie proprietà antibatteriche, cicatrizzanti e ulcero protettive.
Avvertenze: l’uso è sconsigliato ai soggetti con ipersensibilità individuale accertata alle Asteraceae (Compositae), famiglia botanica a cui appartiene la pianta. L’abuso può provocare insonnia e nausea.
Posologia: Infuso: 1 cucchiaio da minestra della droga (ca. 3 g) per tazza d’acqua bollente (150 ml); coprire e filtrare dopo 5-10 minuti. Assumere 1-3 tazze al dì tra i pasti; T.M. 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al dì.
– FOENICULUM VULGARE MILL. (finocchio, frutti)
I frutti maturi (impropriamente chiamati semi) grazie alle proprietà stimolanti-aromatiche, antisettiche e sfiammantifavoriscono la digestione e contribuiscono a migliorarne il tono e la funzionalità dell’apparato gastrointestinale con conseguente incremento dei movimenti intestinali (peristalsi) e facilitazione dell’espulsione dei gas in eccesso. Oltre ad essere migliorata la motilità gastroenterica (azione antispasmodica), viene segnalata anche un’aumentata secrezione salivare, gastrica e biliare. Preparati a base di finocchio possono rappresentare, pertanto, un valido aiuto per alleviare i sintomi causati dalla disbiosi.
Avvertenze: non assumere per lunghi periodi di tempo. Il finocchio è debolmente allergizzante (allergia crociata verso altre Apiaceae).
Posologia – Infuso: 1 cucchiaino di frutti frantumati e posti in acqua bollente (150 -200 ml); lasciare in infusione, coperto, per 5-10 minuti, filtrare e bere una tazza dopo i pasti; Estratto secco, 1 capsula dopo i pasti; TM, 30 gocce diluite in acqua, 1-3 volte al dì.
– CURCUMA LONGA L. (curcuma, rizoma)
Nella pratica clinica il rizoma polverizzato viene impiegato nelle turbe funzionali dei processi digestivi attribuibili a un’origine epatica, in particolare mal di stomaco, nausea, perdita di appetito, gonfiore addominale, ecc. Segnalazioni recenti ne descrivono l’impiego nei disturbi intestinali legati a disbiosi, come la sindrome dell’intestino irritabile e le malattie infiammatorie intestinali. La curcuma aiuta, infatti, a correggere la disbiosi in quanto interviene a più livelli: riequilibra la flora batterica, riduce l’infiammazione, sostiene la produzione di metaboliti protettivi che rafforzano la barriera intestinale. Una revisione del 2024 (12) ha evidenziato che la curcumina tende ad accumularsi, dopo assunzione orale, nel tratto gastrointestinale, suggerendo un possibile effetto diretto sull’ecosistema microbico. Il microbiota la trasforma in metaboliti che favoriscono la crescita di specie benefiche (Bifidobacterium, Lactobacillus), limitano quelle pro‑infiammatorie e incrementano la sintesi di acidi grassi a catena corta, in particolare butirrato, essenziale per la salute della mucosa intestinale. Le sue attività biologiche, in particolare antinfiammatorie e antiossidanti, agiscono attraverso diversi meccanismi, tra cui “l’inibizione di NF‑κB con conseguente riduzione del rilascio di diversi fattori pro-infiammatori; a ciò si associano la neutralizzazione dei radicali liberi e la riduzione della produzione di ROS, contribuendo così a diminuire lo stress ossidativo ed esercitare i suoi effetti antiossidanti” (12). I ricercatori segnalano la curcuma come un promettente supporto nelle patologie infiammatorie intestinali.
Avvertenze: in caso di calcolosi biliare e patologia epatica la droga deve essere utilizzata solo sotto controllo medico.
Posologia: Polvere: 1,5-3 g (½-1 cucchiaino da tè) al giorno di rizoma essiccato in polvere. La polvere dovrebbe essere assunta durante o subito dopo i pasti in quanto la presenza di grassi ne aumenta l’assorbimento; Estratto secco: 1 capsula, da assumere con acqua, ai pasti principali.
– ZINGIBER OFFICINALE ROSCOE (zenzero, rizoma)
In ambito medico il rizoma è utilizzato per le note attività stimolanti‑aromatiche, capaci di migliorare la funzionalità digestiva, e per le proprietà antinausea, efficaci nei casi di nausea e vomito di diversa origine. La pianta manifesta anche un’azione antiepatotossica e incrementa il tono intestinale, con un conseguente miglioramento della funzionalità digestiva e della peristalsi. I gingeroli e gli shogaoli, presenti nel fitocomplesso, modulano le principali vie infiammatorie e contribuiscono ad attenuare processi infiammatori cronici del tratto gastrointestinale, mentre i composti fenoliciesercitano un’azione antimicrobica in grado di inibire le specie patogene e favorire un ambiente più favorevole allo sviluppo dei batteri benefici. L’insieme di queste proprietà sostiene l’equilibrio del microbiota e contribuisce a migliorarne la composizione e la funzionalità.
Posologia – Infuso: infondere circa 5 g di zenzero fresco grattugiato (= 0,5-1 g di zenzero secco) in 150-250 ml di acqua per 10-15 minuti; Polvere: 500 mg di polvere per capsula, 1 cps 1-3 volte al dì, 30 minuti prima dei pasti; TM: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al dì.
Gocce composte
Matricaria recutita* TM 1 flacone
Foeniculum vulgare TM 1 flacone
*oppure: Melissa officinalis
Versare, da ogni flacone, 20 gocce in mezzo bicchiere di acqua; assumere dopo i pasti principali
Rimedi gemmoterapici
Vaccinium vitis idaea (mirtillo rosso, giovani getti) il gemmoderivato è considerato il rimedio di riferimento per i disturbi del colon, grazie alle proprietà antispasmodiche e regolatrici della motilità intestinale. Presenta anche lievi effetti antisettici ed è utilizzato come coadiuvante in caso di stipsi cronica, spasmi colici e diarrea post‑antibiotica.
Juglans regia MG 1DH (noce, gemme) è un gemmoderivato al quale sono attribuite proprietà antinfettive, antinfiammatorie ed epatodrenanti. È utile nel meteorismo legato a disbiosi, nella flatulenza e nel gonfiore postprandiale; in questi casi può essere associato a Vaccinium vitis idaea MG 1DH. È indicato anche in presenza di alitosi di origine gastrointestinale.
Juniperus communis MG 1DH (ginepro, giovani getti) gemmoderivato con spiccata azione drenante epato‑renale, utile per favorire l’eliminazione delle scorie metaboliche e sostenere la funzionalità di fegato e reni. Può aiutare a ridurre gli effetti secondari di terapie farmacologiche grazie al miglior supporto epatico. Mostra, inoltre, un organotropismo intestinale ed è indicato in caso di meteorismo, soprattutto in associazione a Vaccinium vitis idaea MG 1DH.
Rosmarinus officinalis MG 1DH (rosmarino, giovani getti) considerato un ottimo drenante del fegato utile come coadiuvante per migliorare la funzionalità epatica e intestinale. Sono segnalate anche proprietà stimolanti la corteccia surrenale e una valida azione antisenescente: il gemmoderivato manifesta, infatti, azione tonica e stimolante l’attività cerebrale (miglioramento dei processi mnemonici). Si consiglia di non assumerlo la sera e cautela in caso di ipertensione.
Tilia tomentosa MG 1DH (tiglio, gemme) ad azione ansiolitica e riequilibrante neurovegetativa favorisce rilassamento e benessere digestivo. In rari casi si può osservare un effetto paradosso: il gemmoderivato può indurre una risposta eccitatoria invece dell’atteso effetto calmante (1). È pertanto buona norma iniziare la terapia partendo dalla posologia minima (10-20 gocce) e aumentarla, eventualmente, con gradualità.
Posologia per i gemmoderivati citati: 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 15 minuti prima dei pasti principali, per più cicli di 20 giorni al mese.
Meteorismo da disbiosi intestinale
Vaccinium vitis idaea MG 1DH, 30-50 gocce, diluire in acqua, al risveglio
Juglans regia MG 1DH, 30-50 gocce, diluire in acqua, la sera prima di coricarsi
Cicli di 20 giorni al mese per 2-3 mesiIn presenza di ansia: Tilia tomentosa MG 1DH 20 gocce, diluire in acqua, a metà mattina e/o a metà pomeriggio.
Articolo tratto dal numero di ottobre 2026 di Medicina Integrata
Bibliografia
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- Campanini E., 2019, Gonfiore addominale, Tecniche Nuove, Milano
- Campanini E., 2022, Manuale pratico di gemmoterapia, 3° edizione, Tecniche Nuove, Milano
- Campanini E., 2022, Dizionario di Fitoterapia e Piante Medicinali, 4° edizione, Tecniche Nuove, Milano
- Campanini E., 2021, Un aiuto dalla natura – Natura & Salute –Tecniche Nuove, Milano
- Campanini E., Biondo S., 2026, Benessere naturale nella terza età– Fitoterapia, gemmoterapia, omeopatia e stili di vita per vivere meglio dopo i 60, Tecniche Nuove, Milano
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