Valorizzare l’eccellenza scientifica al femminile, incoraggiare modelli di leadership capaci di guardare al domani e offrire un contributo concreto al miglioramento della ricerca biomedica: è da queste premesse che prende forma il primo Manifesto di Fondazione Onda ETS e delle Top Italian Women Scientists (TIWS).
Il Manifesto è stato presentato a Milano, nella cornice di Palazzo Lombardia, durante la cerimonia di premiazione del Club TIWS, che quest’anno festeggia il suo decimo anniversario.
Un’iniziativa quanto mai necessaria in un contesto in cui, per le donne, la possibilità di arrivare ai vertici della carriera accademica resta quasi dimezzata rispetto agli uomini. In Italia, infatti, le donne costituiscono il 57,3% dei laureati e oltre il 42% dei dottori di ricerca nelle discipline STEM, una quota superiore alla media europea del 37%. Tuttavia, questa presenza si assottiglia progressivamente con l’avanzare del percorso accademico: se nell’ambito biomedico, settore distintivo del Club TIWS, le ricercatrici a tempo determinato rappresentano il 50%, la percentuale scende al 29% tra i professori ordinari. Nel sistema universitario e nella ricerca pubblica, inoltre, il divario retributivo di genere raggiunge il 16,6%, mentre il cosiddetto “maternal wall” continua a segnare una frattura decisiva: la fase della pianificazione familiare coincide spesso con il momento in cui le carriere femminili registrano la maggiore penalizzazione, soprattutto nel passaggio da ricercatrice a professoressa associata.
Alessandro Fermi, assessore Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, commenta: «La presentazione del primo Manifesto della Fondazione Onda ETS, insieme alle Top Italian Women Scientists, rappresenta un passaggio concreto verso una vera trasformazione culturale della comunità scientifica. Non si tratta solo di un documento di intenti, ma di una presa di posizione chiara su nodi strutturali che da tempo condizionano l’equità e la qualità della ricerca. Costruire una comunità scientifica più inclusiva non deve più essere un obiettivo accessorio, ma una condizione necessaria per generare innovazione di qualità e rendere il sistema più equo, ma anche più competitivo e capace di rispondere alle sfide della società contemporanea. Chiudo facendo i miei più sinceri complimenti alle donne premiate oggi, che incarnano alla perfezione questa necessaria evoluzione.»

Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda ETS, dichiara: «Con questo Manifesto celebriamo un’evoluzione: trasformare il valore delle scienziate in una leva concreta per migliorare ricerca e salute. Il Manifesto è uno strumento strategico per promuovere modelli più equi, trasparenti e meritocratici e investire nella leadership femminile come motore di qualità e innovazione. Un punto di partenza per un cambiamento sistemico fondato su azioni concrete: mentoring, modelli di carriera flessibili, integrazione della medicina di genere e coinvolgimento di tutti gli stakeholder.»
Adriana Albini, presidente del Club Top Italian Women Scientists, commenta: «Investire nella ricerca biomedica delle donne significa ampliare lo sguardo della scienza, renderla più rappresentativa, innovativa e inclusiva. Il Manifesto vuole proporre un impegno collettivo per superare barriere ancora presenti e costruire un sistema della ricerca che sappia riconoscere e valorizzare pienamente il merito e il talento femminile.»
Il decalogo
Il Manifesto individua dieci azioni prioritarie: dall’equità di genere nei percorsi di carriera alla riduzione dei bias nei sistemi di valutazione, dalla promozione della leadership femminile all’integrazione della dimensione di sesso e genere nella ricerca scientifica. Un impegno che mira a costruire una comunità scientifica più inclusiva, capace di generare innovazione e migliorare gli esiti di salute. Sonia Levi, vicepresidente del Club TIWS, osserva: «Questo decalogo non propone solo una questione femminile, ma una revisione globale del modo in cui facciamo ricerca. Una scienza che non discrimina è, semplicemente, una scienza migliore.»

Queste sono le azioni indicate nel decalogo:
1. Promuovere l’equità di genere nella ricerca scientifica. Garantire pari opportunità di accesso, sviluppo e avanzamento di carriera, contrastando ogni forma di discriminazione diretta e indiretta.
2. Riconoscere e superare i bias di genere. Integrare strumenti di valutazione trasparenti e basati su criteri oggettivi per ridurre l’impatto dei pregiudizi e dei bias nei processi di selezione, finanziamento e promozione.
3. Contrastare stereotipi e discriminazioni sistemiche. Attuare programmi di formazione e sensibilizzazione per riconoscere e superare stereotipi culturali, sociali e professionali.
4. Valorizzare la leadership femminile. Favorire l’accesso delle donne a ruoli decisionali e di governance, promuovendo modelli di leadership inclusivi e diversificati.
5. Promuovere modelli di carriera flessibili e inclusivi. Riconoscere percorsi non lineari, contestualizzando le interruzioni di carriera e le differenti traiettorie professionali.
6. Rafforzare il tutoraggio e i modelli di riferimento, supportare le giovani ricercatrici. Sostenere programmi strutturati di mentoring e creare reti di supporto per favorire la crescita professionale e la condivisione di esperienze; valorizzare figure femminili di eccellenza come esempi di riferimento e “role model” per ispirare le nuove generazioni.
7. Promuovere la cultura dell’inclusione nella progettualità della ricerca. Integrare la dimensione di genere nella conduzione dei progetti scientifici, nei protocolli di ricerca e nell’innovazione. Promuovere una maggiore partecipazione delle donne allo sviluppo dei modelli di IA.
8. Integrare la dimensione di sesso e di genere nei protocolli della ricerca. Promuovere l’inclusione del sesso e del genere nei disegni sperimentali, negli studi e nella sperimentazione clinica.
9. Garantire un equilibrio sostenibile tra vita professionale e personale. Sviluppare politiche concrete di supporto alla genitorialità, alla cura degli anziani e al benessere personale, all’equilibrio tra vita e lavoro, rispettando i tempi dedicati alla vita privata e superando modelli organizzativi incompatibili con carriere sostenibili.
10. Favorire un impegno collettivo e multi-stakeholder. Coinvolgere istituzioni, università, enti di ricerca, società scientifiche e settore privato in una strategia condivisa per il cambiamento.



