Potenzialità del miele in gocce nella cheratocongiuntivite primaverile

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Working BeeSono stati studiati gli effetti e la sicurezza dell’applicazione di gocce oculari a base di miele in pazienti con diagnosi di cheratocongiuntivite primaverile (VKC). Nello studio sono stati coinvolti 60 pazienti con diagnosi di VKC che sono stati assegnati random ad uno dei due gruppi sperimentali (n=30 per gruppo). Tutti i pazienti sono stati trattati con collirio a base di sodio cromoglicato e di fluorometolone 1% unitamente (conseguentemente ad assegnazione random) a collirio a base di miele (60% in lacrime artificiali) o placebo (lacrime artificiali). Il trattamento è stato applicato quattro volte al giorno. Alla visita basale e a quelle di follow-up del 1°, 3° e 6° mese i pazienti sono stati esaminati con torcia e lampada a fessura per monitorare il rossore, le papille a livello del limbus e la pressione intraoculare. Lo studio è stato completato da 60 pazienti (19 donne: 31,7%) e fra coloro che sono stati trattati con gocce al miele è stato rilevato (verso placebo) un aumento significativo della pressione oculare, una riduzione dell’arrossamento e delle papille al limbus (p <0.05). Alla fine dello studio un paziente del gruppo con gocce di miele e 7 pazienti dell’altro gruppo presentavano papille limbari (p <0,05). Gli autori della sperimentazione ritengono che l’applicazione topica di gocce con miele, se associata al trattamento con sodio cromoglicato e fluorometolone, potrebbe essere utile per il trattamento della cheratocongiuntivite primaverile. Ricerca realizzata da associati a: Feiz Hospital-Ophthalmology Center, Isfahan University of Medical Sciences, Qods Square, Isfahan, Iran. Salehi A, Jabarzare S, Neurmohamadi M, Kheiri S, Rafieian-Kopaei M. A double blind clinical trial on the efficacy of honey drop in vernal keratoconjunctivitis. Evid Based Complement Alternat Med 2014;2014:287540.

Roberto Adamoli

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