Il 21 giugno di ogni anno, in coincidenza con il solstizio d’estate, ricorre la Giornata Internazionale dello Yoga, un’occasione istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2014 per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sui benefici dello yoga, una pratica millenaria che unisce corpo, mente e spirito. Nella tradizione yogica, il solstizio d’estate è il momento in cui, secondo la mitologia induista, Shiva, il primo yogi (o Adiyogi), iniziò a trasmettere gli insegnamenti dello yoga ai suoi sette discepoli, i Saptarishi.

Il tema scelto dall’ONU per il 2026 è stato “Yoga per un invecchiamento sano”, a rimarcare l’importanza dello yoga per tutte le età: lo yoga favorisce infatti molte delle capacità che aiutano le persone a rimanere attive, autonome e socialmente partecipi con l’avanzare dell’età.

In occasione di questa giornata, in tutto il mondo sono state organizzate sessioni di yoga, meditazioni collettive e conferenze per promuovere il benessere fisico e mentale.

Verso una pratica su misura

Un numero crescente di studi suggerisce che lo yoga può rappresentare un intervento sicuro, adattabile e realizzabile per gli anziani, con evidenze che ne documentano l’elevata accettabilità sia in contesti comunitari che clinici.

Lo yoga può essere adattato a diversi livelli di mobilità e a differenti condizioni croniche attraverso vari approcci, quali pratiche svolte da seduti o con l’ausilio di supporti. Gli effetti avversi segnalati sono rari e generalmente associati a forme di yoga più intense, che non sono comunemente praticate dagli anziani. Pratiche dolci e personalizzate sono state associate a miglioramenti in flessibilità, equilibrio, funzionalità cardiovascolare e regolazione dello stress, che a loro volta possono supportare l’indipendenza, la partecipazione sociale e la qualità della vita correlata allo stato di salute.

L’invecchiamento sano secondo l’OMS

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’invecchiamento sano come il processo di sviluppo e mantenimento della capacità funzionale che consente il benessere in età avanzata. Il Decennio dell’Invecchiamento in Buona Salute dell’OMS (2021-2030) è un’iniziativa globale allineata con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e richiede un’azione coordinata in quattro ambiti:

  • cambiare gli atteggiamenti verso l’età e l’invecchiamento;
  • creare ambienti a misura di persona anziana;
  • fornire servizi sanitari integrati e incentrati sulla persona;
  • garantire l’accesso all’assistenza a lungo termine per coloro che ne hanno bisogno.

Nel loro insieme, queste aree d’azione forniscono un quadro di riferimento per promuovere e sostenere il benessere nella terza età.

Lo yoga nel Decennio dell’Invecchiamento in Buona Salute dell’OMS

Nonostante la crescente mole di evidenze, non esiste ancora un quadro conciso che mappi i potenziali contributi dello yoga alle quattro aree di intervento del Decennio dell’Invecchiamento in Buona Salute dell’OMS.

Una recente revisione, pubblicata sul Journal of Ageing and Longevity, offre una prospettiva sull’allineamento teorico e concettuale tra lo yoga, inteso come pratica olistica mente-corpo, e le quattro aree di intervento del Decennio dell’Invecchiamento in Buona Salute dell’OMS (2021-2030). Integrando le prove esistenti con spunti pratici, sottolinea le potenziali implicazioni per le politiche e la pratica applicata, pur distinguendosi da una revisione sistematica o narrativa della letteratura.

Le evidenze suggeriscono che lo yoga può migliorare la flessibilità, l’equilibrio, la mobilità e la funzione cardiovascolare, ridurre il dolore e supportare la gestione delle patologie croniche tipicamente associate all’invecchiamento.

La ricerca psicologica e cognitiva indica inoltre una diminuzione dello stress, dell’ansia e dei sintomi depressivi, oltre a potenziali benefici per l’attenzione, la memoria e le funzioni esecutive.

In aggiunta, sono stati segnalati miglioramenti nella qualità della vita correlata allo stato di salute (HRQoL) in ambito fisico, psicologico e sociale, con vantaggi che si mantengono con la pratica regolare.

Adattamenti come le pratiche da seduti, le posture di rilassamento e l’uso di supporti migliorano l’accessibilità e la sicurezza, consentendo la partecipazione a persone con diversi livelli funzionali.

La mindfulness e le componenti dello yoga incentrate sul respiro possono favorire la regolazione emotiva, la resilienza e il benessere psicologico, in particolare tra gli anziani che sperimentano stress o mobilità ridotta. Le pratiche yoga sono generalmente ben tollerate, mostrano un’elevata adesione e possono essere erogate sia di persona che online, superando le comuni barriere all’accesso.

In prospettiva futura, ampliare il ruolo dello yoga nell’invecchiamento sano richiederà sforzi coordinati tra ricerca, politica e implementazione. Una sfida fondamentale riguarda l’interdipendenza tra la produzione di evidenze e l’adozione di politiche: spesso sono necessarie solide prove per giustificare finanziamenti e sostegno politico, ma le limitate opportunità di finanziamento ostacolano studi su larga scala di pratiche basate sullo yoga.

Garg A, Estevao C, Chetri S. Yoga for Healthy Ageing: Evidence, Clinical Practice, and Policy Implications in the WHO Decade of Healthy Ageing. Journal of Ageing and Longevity. 2026; 6(1):14. https://doi.org/10.3390/jal6010014

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here