Un’integrazione con alte dosi di polifenoli può modificare il profilo lipidico nelle donne in postmenopausa, aumentando colesterolo totale, LDL e trigliceridi, ma associandosi al tempo stesso a una marcata riduzione delle LDL ossidate e a cambiamenti potenzialmente favorevoli delle caratteristiche delle particelle LDL.
È quanto emerge da uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e con disegno crossover, condotto su 90 donne di 45-59 anni con colesterolemia moderatamente elevata e non in trattamento farmacologico.
Lo studio
Le partecipanti hanno assunto per otto settimane una miscela di estratti vegetali ad alto contenuto di polifenoli, ellagitannini e acido ellagico da melograno, resveratrolo da Polygonum cuspidatum e isoflavoni da trifoglio rosso, oppure placebo. Dopo un periodo di washout di quattro settimane, sono passate all’altro trattamento per ulteriori otto settimane.
Gli effetti sul profilo lipidico
Dopo l’assunzione dei polifenoli, il colesterolo totale è aumentato in media del 7%, il colesterolo LDL del 9,5% e i trigliceridi del 16%. Gli incrementi hanno interessato circa l’80% delle partecipanti e sono risultati più evidenti con l’avanzare dell’età, soprattutto per colesterolo totale e LDL.
Non sono invece state osservate variazioni significative di peso, circonferenza addominale, glicemia, funzionalità epatica e tiroidea. Parallelamente all’aumento dei parametri lipidici tradizionali, lo studio ha rilevato una riduzione media del 39% delle LDL ossidate. L’ApoB, indicatore del numero di particelle potenzialmente aterogene, ha mostrato una tendenza alla diminuzione, pur al limite della significatività statistica.
LDL ossidate e caratteristiche delle particelle
Secondo gli autori, questi dati suggeriscono che, pur aumentando la quantità di colesterolo trasportata dalle LDL, il numero delle particelle non sarebbe aumentato in risposta ai polifenoli. Le LDL sarebbero diventate mediamente più grandi, meno ossidate e quindi, sulla base delle conoscenze disponibili, potenzialmente meno aterogene.
Il ruolo del microbiota intestinale
Un elemento rilevante riguarda il microbiota intestinale. La capacità di produrre metaboliti specifici dei polifenoli, come equolo, urolitine o lunularina, varia infatti tra gli individui. Nelle donne produttrici di equolo, la riduzione delle LDL ossidate è stata particolarmente marcata, pari a circa il 65% rispetto ai livelli iniziali.
Il dato conferma che la risposta agli stessi composti può differire in modo significativo in funzione delle caratteristiche del microbiota intestinale, oltre che dell’età.
Limiti dello studio
Lo studio presenta i punti di forza propri di un trial randomizzato e controllato, ma anche alcuni limiti. La durata del trattamento è stata di sole otto settimane; inoltre, poiché ellagitannini, resveratrolo e isoflavoni sono stati somministrati insieme, non è possibile attribuire i diversi effetti a uno specifico gruppo di polifenoli.
Va inoltre considerato che le dosi utilizzate erano elevate e non sovrapponibili alle quantità di polifenoli normalmente introdotte con un’alimentazione ricca di frutta, verdura e altri alimenti vegetali.
Le implicazioni cliniche
Nel complesso, i risultati indicano che l’integrazione con alte dosi di polifenoli può aumentare modestamente colesterolemia totale, colesterolo LDL e trigliceridemia, riducendo al contempo l’ossidazione delle LDL e modificando alcune caratteristiche delle particelle lipoproteiche.
Saranno necessari studi più lunghi, con dosaggi differenti e su popolazioni più ampie, per chiarire il significato clinico di queste osservazioni.



