La premenopausa e la menopausa rappresentano fasi delicate della vita della donna caratterizzate da variazioni ormonali legate alla progressiva riduzione della funzionalità ovarica e al conseguente calo nella produzione di estrogeni e progesterone. Queste modificazioni endocrine generano effetti sistemici che coinvolgono la sfera neurovegetativa, il metabolismo, i tessuti osteo‑articolari e l’equilibrio psico‑emotivo. Le variazioni ormonali possono influire, quindi, sul benessere complessivo con possibili ripercussioni sulla percezione della qualità di vita.
Come riportato da ISSalute, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità, “Le evidenze disponibili e le principali agenzie internazionali, compresa l’Agenzia Europea del Farmaco, raccomandano la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS) alle donne che hanno disturbi attribuibili della menopausa come vampate, sudorazioni e conseguenti problemi del sonno, percepiti come importanti, duraturi e responsabili di un peggioramento della qualità della vita. Alla luce delle evidenze disponibili, la TOS in menopausa non è raccomandata per la prevenzione dei problemi di salute che potrebbero manifestarsi più avanti nella vita quali, ad esempio, le malattie cardiovascolari o l’osteoporosi” (14).
La TOS può rappresentare, pertanto, un passaggio utile, ma non costituisce una soluzione definitiva o permanente. Se per alcune donne, infatti, può aiutare ad accettare meglio l’ingresso in menopausa, è anche vero che la maggioranza sceglie un approccio naturale per il timore, non infondato, di effetti collaterali. Esistono condizioni, inoltre, per le quali la TOS non è indicata: storia personale o familiare di tumori ormono‑sensibili, patologie vascolari o tromboemboliche,ipertensione non controllata, calcolosi biliare o malattie epatiche e renali, diabete o ipertrigliceridemia familiare ecc.
In tali casi, la terapia ormonale non va utilizzata e si valutano alternative più sicure. Si ricorda, infine, che la terapia ormonale (TOS) non può essere assunta in premenopausa, ma eventualmente solo in menopausa: “Iniziare la terapia sostitutiva ormonale in presenza di flussi mestruali alternanti metterebbe la donna a rischio di mestruazioni troppo forti o troppo abbondanti” (12).
In questo periodo della vita della donna, le risorse offerte dalla medicina naturale, come fitoterapia e gemmoterapia, sono considerate strumenti complementari utili a sostenere i processi di adattamento dell’organismo alle variazioni ormonali e, quindi, a modulare e contenere i sintomi. Oltre a rappresentare un valido complemento alle strategie mediche convenzionali, offrono un sostegno aggiuntivo nei percorsi di cura orientati al benessere generale. Tali interventi terapeutici sono generalmente descritti come ben tollerati e consentono di curare i disturbi “in maniera dolce, rapida ed efficace” (1). Il loro principale punto di forza risiede, fra l’altro, nella possibilità di poter individualizzare la terapia e offrire a ogni donna una risposta strettamente personale.
Una strategia terapeutica fondata, inoltre, sulla valutazione integrata dei fattori psicologici e comportamentali può rappresentare un ulteriore e rilevante supporto nei processi di adattamento ai cambiamenti fisiologici della transizione menopausale. L’integrazione mirata dei diversi approcci terapeutici favorisce, infatti, una modulazione più armonica dei sistemi di regolazione dell’organismo e contribuisce a mantenere l’equilibrio tra le funzioni coinvolte, sostenendo in modo globale la salute della donna.
Rimedi fitoterapici
In ambito fitoterapico, l’attenzione si concentra sull’impiego di specie vegetali contenenti composti ad attività estrogeno‑simile, come i fitoestrogeni di Trifolium pratense (trifoglio rosso) e Glycine max (soia), e di piante tradizionalmente associate a un’azione progestino‑simile, quali Vitex agnus‑castus e Alchemilla vulgaris e Dioscorea villosa.
In particolare:
- Vitex agnus castus Kurz (agnocasto, frutti o bacche): la pianta è tradizionalmente utilizzata per alleviare diversi disturbi del ciclo mestruale, sindrome premestruale, mastalgia e dismenorrea, e risulta utile anche nei sintomi della peri‑menopausa come mal di testa, stanchezza e sbalzi d’umore. Pur non contenendo ormoni, l’agnocasto modula l’attività neuroendocrina e contribuisce a riequilibrare il rapporto tra estrogeni e progesterone. Esercita la sua azione modulante attraverso l’agonismo dopaminergico D2 sui recettori ipofisari, a cui consegue inibizione delle cellule lattotrope e riduzione della secrezione di prolattina. Livelli più bassi di prolattina permettono al sistema neuroendocrino di mantenere un tono progestinico più stabile. In tal modo viene sostenuta indirettamente la funzione progestinica e stabilizzate le fluttuazioni ormonali grazie al ruolo del progesterone nel bilanciamento dell’attività estrogenica. Sono stati identificati nei diterpeni del fitocomplesso (clerodadienoli ecc.) i composti ad attività dopaminergica in grado di ridurre i livelli di prolattina (fissazione dei diterpeni sui recettori dopaminergici D2). L’azione dopaminergica sembra sia da attribuire anche alla presenza dei flavonoidi e degli iridoidi (Campanini, 2022).
Preparati a base di agnocasto risultano, pertanto, particolarmente utili quando la progressiva riduzione del progesterone, tipica della premenopausa, compromette la regolarità del ciclo e si associa a ritenzione idrica, cefalea, stanchezza e instabilità emotiva. Possono contribuire, inoltre, a ridurre l’intensità e la frequenza delle vampate, migliorare il sonno, diminuire il gonfiore generalizzato e sostenere il tono dell’umore.
Avvertenze: non sono segnalati effetti secondari tossici, a meno che non via sia una ipersensibilità individuale. Rari, moderati e transitori gli eventuali effetti collaterali: cefalea, nausea, prurito. Si consiglia vigilanza in caso di assunzione contemporanea di terapie ormonali (anche i contraccettivi) e di farmaci agonisti e antagonisti della dopamina. Si raccomanda di assumere dietro consiglio del medico e/o dell’operatore sanitario esperto in Fitoterapia.
Posologia – Estratto secco: 1 compressa al giorno. Assumere con acqua.
- Trifolium pratense L. (trifoglio dei prati o trifoglio rosso, parti aeree): appartenente alla famiglia delle Fabaceae (Leguminose), è una pianta erbacea le cui part aeree risultano ricche in isoflavoni ad azione estrogenica: i suoi preparati sono utilizzati, in particolare, per trattare le turbe vasomotorie della menopausa (vampate di calore), per sostenere la mineralizzazione ossea e migliorare il tono generale.
Fonte naturale di isoflavoni, il trifoglio rosso può contribuire a ridurre ansia e depressione grazie ai suoi effetti neuroprotettivi. Gli isoflavoni svolgono, infatti, un ruolo potenzialmente rilevante nella protezione neuronale: aiutano a controllare i processi infiammatori che danneggiano le cellule nervose e contrastano la tossicità glutammatergica, cioè l’eccessiva stimolazione da glutammato (neurotrasmettitore eccitatorio) che provoca un ingresso anomalo di Ca²⁺ nei neuroni con conseguente stress ossidativo e danno mitocondriale. Questo insieme di alterazioni compromette le reti neuronali coinvolte nella regolazione dell’umore, del sonno e della risposta allo stress. Poiché il calo degli estrogeni aumenta la vulnerabilità del sistema nervoso a tali meccanismi, la modulazione esercitata dagli isoflavoni può offrire un supporto utile al benessere emotivo. Preparati a base di trifoglio rosso possono favorire, inoltre, la salute di capelli, pelle e unghie, spesso compromesse durante la menopausa, migliorare l’elasticità dei tessuti e risultare utili in caso di secchezza vaginale o infezioni vaginali ricorrenti. Gli isoflavoni del trifoglio rosso, infatti, sostengono il trofismo cutaneo e mucoso: favoriscono sintesi di collagene, idratazione ed elasticità dei tessuti e migliorano la funzionalità della mucosa vaginale, riducendo secchezza e vulnerabilità alle infezioni.
Avvertenze: per il trifoglio rosso valgono le stesse avvertenze riportate per la TOS (vedi sopra). Occorre cautela in caso di assunzione di farmaci anticoagulanti di cui può potenziare l’azione.
Posologia – Estratto secco titolato in isoflavonoidi (40-80 mg): 1-2 cps al dì. Assumere con acqua.
- Actaea racemosa L. (Cimicifuga racemosa L. Nutt.) (cimici fuga, rizoma): pianta erbacea particolarmente indicata in premenopausa e in menopausa per attenuare vampate di calore, sudorazione eccessiva (anche notturna), disturbi del sonno e oscillazioni del tono dell’umore. I suoi preparati sembrano migliorare la disponibilità di serotonina, sostenendone la sintesi e l’attività. Una maggiore presenza di questo neurotrasmettitore, fondamentale per la regolazione dell’umore, del ritmo sonno‑veglia e dell’appetito (che tende a ridurre), può contribuire al miglioramento del benessere emotivo. L’eventuale attività estrogenica dei suoi componenti rimane oggetto di dibattito: alcuni studi suggeriscono un’interazione con i recettori estrogenici, mentre altri non confermano tale meccanismo. A dosaggi elevati è stata segnalata anche una possibile azione ipotensivante.
Avvertenze: si consiglia di limitare l’assunzione a non più di sei mesi. È bene evitarne, a scopo precauzionale, l’impiego in tutte le situazioni in cui vi siano controindicazioni all’uso di sostanze estrogeniche o estrogeno-simili (precedenti di tumore al seno, ecc.) poiché esistono dati contrastanti circa la presunta attività estrogenica. Segnalati, solo per soggetti sensibili e per dosaggi elevati, disturbi gastrici; evitare in caso di reflusso gastro-esofageo.
Posologia – Estratto secco: 1 cps 1-2 volte al dì. Assumere con acqua; Tintura Madre (TM): 20 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.
- Possono essere impiegate anche piante medicinali ricche in minerali facilmente assimilabili (Equiseto, Alfalfa), ad attività sedativo‑riequilibrante (Melissa, Passiflora, Valeriana, Biancospino, ecc.) o depurativa (Pilosella, Tarassaco, ecc.). La scelta della pianta medicinale più appropriata si baserà, pertanto, sulle esigenze e sulle caratteristiche individuali della donna.
Gocce composte
Actaea racemosa TM 1 flacone
Passiflora incarnata TM 1 flacone
S/ Versare, da ogni flacone, 20 gocce in mezzo bicchiere di acqua e assumere1-2 volte al giorno.
Formulazione indicata in caso di vampate di calore e stato ansioso (pre-menopausa/menopausa).
Rimedi gemmoterapici
In gemmoterapia, come scrivono Max Tétau e Daniel Scimeca sono segnalati principalmente Vaccinium vitis idaea eRubus idaeus “i due grandi gemmoterapici della donna in menopausa e che dovranno essere presi a partire da questo periodo in modo molto regolare.” (15).
- Vaccinium vitis idaea MG 1DH: il gemmoterapico ottenuto dai giovani getti di Vaccinium vitis‑idaea (mirtillo rosso) è considerato un rimedio di prima scelta in premenopausa e menopausa. Grazie alla sua azione antisenescente, sostiene l’equilibrio dei tessuti e contribuisce a contrastare i processi di invecchiamento cellulare che tendono ad accentuarsi in questa fase della vita. Vaccinium vitis idaea risulta particolarmente indicato nelle strategie di prevenzione dei disturbi correlati alla carenza estrogenica quali alterazioni dell’umore, caldane, disturbi trofici vaginali e cutanei. Sostiene inoltre il rimodellamento osseo in caso di osteopenia e contribuisce alla prevenzione dell’osteoporosi. Migliora, infatti, lo stato della mucosa intestinale (azione antinfiammatoria e di riequilibrio della flora batterica) favorendo così un aumentato assorbimento di calcio e fitoestrogeni introdotti con l’alimentazione o come farmaco.
Posologia – Vaccinium vitis idaea MG 1DH, 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 1-2 volte al dì.
- Rubus idaeus MG 1DH: i giovani getti del lampone, con i quali si prepara il gemmoterapico, agiscono come regolatori della funzione ovarica, stimolano le ovaie quando la loro funzione è rallentata sia per quanto riguarda la secrezione estrogenica che progestinica. È particolarmente indicato, pertanto, nel trattamento della menopausa precoce e nei disturbi del climaterio caratterizzati da ritenzione idrica, gonfiore, alterazione del flusso mestruale, ecc. Questo gemmoderivato completa, inoltre, l’azione di Vaccinium vitis idaea MG 1DH nella menopausa conclamata, agendo efficacemente in caso di vampate di calore, che contribuisce a ridurre.
Posologia – Rubus idaeus MG 1DH, 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 1-2 volte al dì per più mesi (cicli).
- Utile può risultare l’associazione con Tilia tomentosa MG 1DH gemmoderivato considerato di prima scelta nel trattamento degli stati ansiosi e in casi di stress. È buona norma iniziare la terapia partendo dalla posologia minima e aumentarla con gradualità: si può verificare in qualche raro caso, infatti, una inversione di effetto: l’assunzione del gemmoderivato può eccitare invece di calmare (1).
Posologia – 20-50 gocce, diluire in acqua,1-2 volte al dì per 20 giorni al mese per almeno 2 mesi.
Climaterio
Rubus idaeus MG 1DH, 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente,
prima di colazione e pranzo.
Tilia tomentosa MG 1DH, 20-50 gocce, diluite in acqua, la sera prima di coricarsi.
Articolo tratto dal numero di settembre 2026 di Medicina Integrata
Bibliografia
- Brigo B., 1997, L’uomo, la fitoterapia, la gemmoterapia, Tecniche Nuove, Milano
- Campanini E., a cura di, 2024, Menopausa…Meno paura, Tecniche Nuove, Milano.
- Campanini E., Biondo S. 2026, Benessere naturale nella terza età, Tecniche Nuove,Milano.
- Campanini E., 2022, Dizionario di Fitoterapia e Piante Medicinali, 4a edizione, Tecniche Nuove,
- Milano.
- Campanini E., 2022, Manuale pratico di gemmoterapia, 3a edizione, Tecniche Nuove, Milano.
- Campanini E., 2021, Un aiuto dalla natura – Natura & Salute–Tecniche Nuove, Milano
- Campanini E., 2017, Fitoterapia, Gemmoterapia, Omeopatia – Impiego terapeutico per un approccio integrato, Tecniche Nuove, Milano
- Capasso F., 2011, Farmacognosia, Springer-Verlag Italia
- European Scientific Cooperative On Phytotherapy, 2006, Monografie ESCOP: le basi scientifiche dei prodotti fitoterapici, Planta medica
- Mazzanti G., et al., 2020, Farmacognosia e Fitoterapia, Piccin, Padova
- Piloni S., Perrone G., 2019, Ginecologia senza problemi, Tecniche Nuove, Milano.
- Tétau M., Scimeca D., 2005, Rajeunir nos tissus avec les bourgeons, Trédaniel Editeur, Paris
- https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/t/terapia-ormonale-sostitutiva-tos#tipi-di-terapia



