Forza muscolare, memoria, capacità di movimento, vista, udito, benessere psicologico e livello di energia potrebbero diventare in futuro indicatori importanti quanto pressione arteriosa e colesterolo. È la prospettiva aperta dal concetto di capacità intrinseca, un parametro che sta attirando crescente interesse nella ricerca sull’invecchiamento sano e sulla longevità.
Definita dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la capacità intrinseca rappresenta l’insieme delle risorse fisiche e mentali di cui dispone una persona. Come ha detto al New York Times John Beard, professore di Invecchiamento attivo alla Mailman School of Public Health della Columbia University, che ha poi spiegato le due parole: «“Intrinseca” indica tutto ciò che appartiene alla persona dall’interno, “capacità” indica quanto l’organismo riesce a funzionare». L’obiettivo è superare una valutazione basata esclusivamente sulla presenza o assenza di malattie e considerare invece la capacità dell’individuo di mantenere autonomia e funzionalità nel tempo.
I cinque domini della capacità intrinseca
La valutazione della capacità intrinseca si basa su cinque aree fondamentali:
- Cognizione, che comprende memoria, attenzione e altre funzioni mentali;
- Locomozione, ovvero forza muscolare, equilibrio, mobilità e velocità del cammino;
- Funzioni sensoriali, con particolare attenzione a vista e udito;
- Benessere psicologico, legato all’umore e alla presenza di eventuali sintomi depressivi;
- Vitalità, che riflette il livello di energia e la capacità dell’organismo di affrontare gli stress fisici.
Alcuni di questi parametri sono già utilizzati nella pratica geriatrica, ma al momento non esiste un test unico e universalmente riconosciuto per misurare la capacità intrinseca nel suo complesso.
Uno strumento per intercettare precocemente il declino funzionale
Secondo i ricercatori, il valore di questo approccio risiede soprattutto nella possibilità di monitorare tali parametri nel tempo. Anche in assenza di patologie evidenti, piccoli cambiamenti nella forza, nella velocità del passo, nella memoria o nelle capacità sensoriali potrebbero rappresentare segnali precoci di un futuro declino funzionale.
L’identificazione tempestiva di queste variazioni consentirebbe di intervenire su fattori modificabili come attività fisica, alimentazione, qualità del sonno, isolamento sociale, deficit sensoriali o malattie non adeguatamente controllate, con l’obiettivo di preservare più a lungo indipendenza e qualità della vita.
Le sperimentazioni in corso
L’interesse per la capacità intrinseca sta già trovando applicazioni concrete. In Francia è attivo un programma che monitora periodicamente gli anziani attraverso questionari dedicati ai principali domini della capacità intrinseca. In caso di peggioramento, i partecipanti vengono indirizzati verso una valutazione specialistica per approfondire eventuali criticità e pianificare interventi mirati.
Parallelamente, negli Stati Uniti alcuni ricercatori stanno valutando se questo parametro possa diventare un indicatore utile per misurare l’efficacia di interventi e farmaci destinati a rallentare i processi dell’invecchiamento biologico.
Oltre la malattia, verso una medicina centrata sulla persona
La capacità intrinseca si inserisce in una visione sempre più integrata della salute, nella quale conta non solo la presenza di una patologia, ma anche il mantenimento delle funzioni che consentono alla persona di vivere in modo autonomo e soddisfacente.
Pur essendo ancora oggetto di studio e validazione, questo concetto potrebbe contribuire a spostare il focus della medicina dalla semplice cura della malattia alla conservazione delle risorse fisiche e mentali lungo tutto l’arco della vita, diventando uno dei nuovi riferimenti per la promozione della longevità in salute.
Studi
https://arpa-h.gov/sites/default/files/2026-05/Consensus%20Statement%20to%20the%20FDA.pdf



