Articolo realizzato in collaborazione con Eli Lilly Italia S.p.A
I numeri sono importanti. Secondo l’ultimo Rapporto dell’ Italian Barometer Obesity Forum (1) della IBDO (Italian Barometer Diabetes Observatory) Foundation, obesità e sovrappeso hanno raggiunto a livello mondiale e territoriale dimensioni da attenzionare con nuove politiche sanitarie, sviluppo di strategie per cura innovative e nuovi farmaci.
La ricerca offre opportunità e risposte efficaci. Fermo restando che la gestione del paziente con obesità e sovrappeso deve essere considerata “cronica”, con una continuità assistenziale, multidisciplinare, sostenuta da diversi specialisti e professionisti sanitari (endocrinologo, diabetologo, nutrizionista, dietista, dietologo, chirurgo, psicologo, infermiere ospedaliero), nell’ottica di accompagnare il paziente nel percorso di cura, favorirne il miglior ingaggio, promuovere l’aderenza e, quindi, la risposta terapeutica. Specie nelle fasce più critiche della patologia: il mantenimento dei risultati, quando il paziente, al decremento del peso ponderale, ha la tendenza ad abbandonare il trattamento esponendosi a recidive.
Dimensioni del fenomeno
Si stima una prevalenza dell’obesità del 10-15% e del 35% per il sovrappeso, suggerendo che in Italia quasi 1 persona su 2 ha problemi di eccesso ponderale, con alcune differenze di genere: l’obesità è più frequente nel sesso maschile, rispetto al femminile, con dati che insieme a sovrappeso superano il 50%, rispetto al 35-40% circa nelle donne.
Tuttavia, l’edizione 2026 dell’Italian Barometer Obesity Forum fa osservare un aumento dell’incidenza, cioè di nuovi casi, nella donna giovane. A incidere sul fenomeno sovrappeso e obesità vi è una pluralità di fattori: genetici, culturali, stili di vita, abitudini alimentari, sedentarietà e attività fisica, income.
Elevata la prevalenza di obesità in età infantile e adolescenziale, tra le più alte d’Europa: una persona su 4, tra 5 e 18 anni, pari al 25% della popolazione, ha problemi di eccesso ponderale, con picchi tra 3 e 10 anni e una prevalenza maggiore al Sud piuttosto che al Nord Italia. Anche i determinanti sociali hanno un peso importante in sovrappeso e obesità: il bullismo in adolescenza, ad esempio, barriere professionali e sociali in età adulta e forme di pregiudizio anche in contesti sanitari in cui la persona con obesità può essere etichettata come più pigra, meno affidabile, con minore volontà di risoluzione del proprio problema.
Identikit dell’obesità
«Si tratta di una malattia sistemica, cronica, che può colpire tutti gli organi e tessuti – spiega Gianluca Perseghin, professore Ordinario di Endocrinologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, direttore del Dipartimento di Medicina Interna e Riabilitazione al Policlinico di Monza – associata a un alto tasso di complicanze di cui le più note sono malattie cardiovascolari dovute all’aterosclerosi, come infarto e ictus, ma anche malattie tromboemboliche, patologie metaboliche tra cui diabete, alcune tipologie di tumori, affezioni respiratorie quali le OSAS (Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno), malattie osteoarticolari per carico eccessivo su ginocchia e anca, implicazioni sull’apparato riproduttivo con problemi più marcati nella donna perché si associa spesso alla sindrome dell’ovaio policistico. Infine, molto forte è anche l’associazione tra malattie psichiatriche e obesità (2). Tutte condizioni che impattano su qualità di vita, aspetti sociali e economici: l’obesità ha costi correlati molto alti, diretti (farmaci, visite, esami, ricoveri) e indiretti (produttività, calo delle performance)».

In Italia, sfiorano l’1% del PIL (Prodotto Interno lordo), 10 miliardi euro all’anno (1).
Approcci terapeutici
«Le opportunità di trattamento – prosegue Perseghin – sono riconducibili a tre aree di intervento: correzioni degli stili di vita, terapia farmacologica e chirurgia bariatrica, ciascuna sostenuta da consolidati dati evidence-based (2). Questi approcci hanno diversa indicazione ed efficacia, con modalità di applicazione relativa al grado di severità dell’obesità che, in quanto malattia cronica, ha tendenza a recidivare maggiormente in caso di interventi sugli stili di vita, poiché impongono un cambiamento radicale delle normali abitudini e comportamenti, difficili da mantenere nel tempo (3). Anche la terapia farmacologica, che punta ad aumentare il senso di sazietà e a togliere il piacere edonico del cibo, si associa ad alti tassi di recidiva alla sospensione del trattamento. Una tendenza spesso osservata nel paziente una volta raggiunto il peso ponderale auspicato, annullando rapidamente gli effetti sulla riduzione di gusto e piacere del cibo, quindi, il ritorno ai precedenti comportamenti alimentari. Pertanto, è necessario poter disporre di terapie sicure, anche per periodi prolungati nel tempo, protocolli robusti (oggi non ancora pienamente validati) per il mantenimento del peso una volta raggiunto l’obiettivo terapeutico, sviluppando strategie a indirizzo del clinico su come gestire la terapia di “follow-up”. Per esempio, tecniche per la riduzione graduale della dose nel tentativo di controllare il desiderio di cibo, ma anche di approcci comunicazionali ed educativi corretti per (in)formare il paziente sugli outcome e le attese terapeutiche».
Ad esempio, per lo stile di vita, l’aspettativa realistica di riduzione del peso può variare dal 5 all’8%, combinando intervento nutrizionale per ridurre le calorie, con attività fisica. Da studi clinici, ad oggi non si è osservato la prevalenza a medio-lungo termine di un regime alimentare rispetto a un altro, ad esempio fra dieta mima-digiuno, riduzione di carboidrati o grassi e dieta chetogenica (4). Va tenuto conto che alcuni interventi nutrizionali non possono essere mantenuti in “cronico”, con il rischio di andare incontro a un re-gain del peso. Il secondo approccio riguarda il supporto farmacologico, con variabilità di efficacia dipendente dalla tipologia di farmaco impiegato e dalla risposta del singolo paziente.
Farmaci anti-obesità
«Abbiamo gli agonisti del recettore GLP1, farmaci peptidici rappresentati principalmente da Liraglutide, Dulaglutide, Semaglutide e, più di recente, Tirzepatide. Quest’ultima, è innovativa, perché agisce simultaneamente sul recettore del GLP1 e del GIP (Gastric Inhibitory Peptide o Glucose-dependent Insulinotropic Polypeptide) con effetti additivi sulla riduzione del peso e per le persone con il diabete della glicemia, grazie a un’azione sinergica sui due recettori. Questi farmaci agiscono prevalentemente sul SNC (Sistema Nervoso Centrale), inibendo il senso di fame e modulando il gusto e il piacere per il consumo del cibo. Inoltre, questi farmaci hanno dimostrato un’azione anche a livello periferico, rallentando la velocità con la quale lo stomaco si svuota e aumentando così il senso di sazietà. Benché entrambi i farmaci siano particolarmente efficaci, in studi testa a testa, Tirzepatide ha fatto osservare un certo grado di prevalenza nel controllo del diabete e della riduzione del peso» (5,6).
Al momento sono farmaci iniettivi, sottocute, somministrati 1 volta a settimana che necessitano di titolazione, cioè una dose bassa iniziale a cui segue un graduale aumento mese su mese per mitigare la nausea, effetto collaterale più frequente che interessa quasi 1 su 2, ma che tende spontaneamente a regredire, a fronte di 5-10%, costretto a sospendere la terapia. Le aspettative di riduzione del peso fluttuano tra 15-20%, nell’arco di circa 6-12 mesi, in pazienti con obesità senza diabete, con riduzioni minori in pazienti con diabete.
«La criticità si pone in pazienti obesi senza diabete – sottolinea l’esperto – per i quali sembrerebbe ovvio che, raggiunto un obiettivo terapeutico, si possa sospendere il trattamento senza alto rischio di riguadagnare anche rapidamente il peso. Occorre pertanto definire delle comuni strategie di azione e gestione. La prima raccomandazione è di non interrompere bruscamente la terapia, ma di scalare la dose lentamente, consentendo all’organismo di trovare un nuovo equilibrio, ma anche ingaggiando maggiormente la persona, ad esempio nell’attività fisica o in altre combinazioni di interventi per favorire il mantenimento/riduzione del peso».
Il panorama terapeutico si completa con Semaglutide in formulazione orale, a breve seguita dall’arrivo di un’altra soluzione orale: Orforglipron, molecola di sintesi, non peptidica. Infine, in Europa è disponibile da tempo anche Orlistat (7), orale, noto per la capacità di inibire l’assorbimento dei lipidi, favorendo una riduzione ponderale media del 5-8%, tuttavia poco amato dai pazienti per la steatorrea e la combinazione precostituita naltrexone/bupropione (8), in associazione fissa, precostituita che agisce sulla compulsività (craving) nell’assunzione degli alimenti. Questi interventi potrebbero essere competitivi per i costi inferiori di GLP1 e GIP, ma sono meno efficaci.
La chirurgia bariatrica è proposta a pazienti con obesità severa con BMI (Indice di Massa Corporea) superiore a 40 kg/m2 o compreso tra 35-40 ma complicato ad esempio dal diabete. La risposta è mediamente superiore rispetto agli altri interventi e di lunga durata (9), con possibilità di ottenere una perdita media del peso del 30%, a fronte tuttavia del rischio chirurgico (infezioni, complicanze, etc.).
«Spesso è necessaria la combinazione anche con terapia farmacologica pre-intervento – chiarisce l’endocrinologo – per ridurre la massa corporea e facilitare la tecnica chirurgica o nel post-intervento per mantenere il risultato. Approcci combinati che molto probabilmente ridisegneranno anche il futuro terapeutico dell’obesità».
Benefici oltre alla perdita di peso
Mentre i movimenti dei social hanno acceso l’interesse di questi farmaci, impiegati in prima linea per la cura del diabete, per gli effetti positivi sulla riduzione del peso, è molto importante ricordare che Liraglutide (10), Dulaglutide (11), Semaglutide (12) e Tirzepatide (13) hanno dimostrato in modo consistente di ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e di rallentare la progressione di malattia renale.
Sono famosi gli studi Leader (10), Rewind (11), Sustain-6 (12), SURPASS-CVOT (13) nelle persone con diabete mellito e dati positivi sono stati generati anche con la formulazione orale della Semaglutide nello studio SOUL (14). Sono stati, inoltre, generati studi che documentano minore necessità di chirurgia osteoarticolare (15), come impianto di protesi di ginocchio o anca, miglioramento della sindrome delle apnee ostruttive (16), nonché riduzione del rischio di danni epatici (cirrosi e fibrosi) (17). Anche nelle persone senza diabete l’effetto di prevenzione cardiovascolare è stato confermato con Semaglutide (studio SELECT) (18) e presto si concluderà lo studio con Tirzepatide (SURMOUNT-MMO) (19). «È importante ricordare – commenta Perseghin – che questi studi hanno reclutato pazienti con rischio cardiovascolare molto alto e spesso con precedenti eventi cardiovascolari».
Il ruolo del medico di medicina generale nella presa in carico
Gianluca Perseghin conclude sottolineando la necessità di una presa in carico multidisciplinare con fiducia ed empatia tra il paziente e il team che lo gestisce, in una collaborazione che è destinata a durare nel tempo. La cronicità della gestione deve accompagnare la cronicità della malattia. Tale alleanza è difficile da costruire, ma fondamentale, sebbene impegnativa per il paziente.
«Avere una rete strutturata e consolidata per la gestione delle persone con diabete e/o obesità, con un ruolo di coordinamento del medico di famiglia che accompagni la persona lungo il percorso, è un aspetto determinante per il successo terapeutico» conclude l’esperto.
Referenze
1. Italian Barometer Obesity Forum 2026, Sala degli Atti Parlamentari, Biblioteca del Senato, Luglio 2026
2. Rubino F, Cummings DE, Eckel RH, Cohen RV, Wilding JPH, Brown WA, Stanford FC, Batterham RL, Farooqi IS, Farpour-Lambert NJ, le Roux CW, Sattar N, Baur LA, Morrison KM, Misra A, Kadowaki T, Tham KW, Sumithran P, Garvey WT, Kirwan JP, Fernández-Real JM, Corkey BE, Toplak H, Kokkinos A, Kushner RF, Branca F, Valabhji J, Blüher M, Bornstein SR, Grill HJ, Ravussin E, Gregg E, Al Busaidi NB, Alfaris NF, Al Ozairi E, Carlsson LMS, Clément K, Després JP, Dixon JB, Galea G, Kaplan LM, Laferrère B, Laville M, Lim S, Luna Fuentes JR, Mooney VM, Nadglowski J Jr, Urudinachi A, Olszanecka-Glinianowicz M, Pan A, Pattou F, Schauer PR, Tschöp MH, van der Merwe MT, Vettor R, Mingrone G. Definition and diagnostic criteria of clinical obesity. Lancet Diabetes Endocrinol. 2025 Mar;13(3):221-262. doi: 10.1016/S2213-8587(24)00316-4. Epub 2025 Jan 14.
3. Look AHEAD Research Group; Wing RR, Bolin P, Brancati FL, Bray GA, Clark JM, Coday M, Crow RS, Curtis JM, Egan CM, Espeland MA, Evans M, Foreyt JP, Ghazarian S, Gregg EW, Harrison B, Hazuda HP, Hill JO, Horton ES, Hubbard VS, Jakicic JM, Jeffery RW, Johnson KC, Kahn SE, Kitabchi AE, Knowler WC, Lewis CE, Maschak-Carey BJ, Montez MG, Murillo A, Nathan DM, Patricio J, Peters A, Pi-Sunyer X, Pownall H, Reboussin D, Regensteiner JG, Rickman AD, Ryan DH, Safford M, Wadden TA, Wagenknecht LE, West DS, Williamson DF, Yanovski SZ. Cardiovascular effects of intensive lifestyle intervention in type 2 diabetes. N Engl J Med. 2013 Jul 11;369(2):145-54. doi: 10.1056/NEJMoa1212914.
4. Sacks FM, Bray GA, Carey VJ, Smith SR, Ryan DH, Anton SD, McManus K, Champagne CM, Bishop LM, Laranjo N, Leboff MS, Rood JC, de Jonge L, Greenway FL, Loria CM, Obarzanek E, Williamson DA. Comparison of weight-loss diets with different compositions of fat, protein, and carbohydrates. N Engl J Med. 2009 Feb 26;360(9):859-73. doi: 10.1056/NEJMoa0804748.
5. Frías JP, Davies MJ, Rosenstock J, Pérez Manghi FC, Fernández Landó L, Bergman BK, Liu B, Cui X, Brown K; SURPASS-2 Investigators. Tirzepatide versus Semaglutide Once Weekly in Patients with Type 2 Diabetes. N Engl J Med. 2021 Aug 5;385(6):503-515. doi: 10.1056/NEJMoa2107519.
6. Aronne LJ, Horn DB, le Roux CW, Ho W, Falcon BL, Gomez Valderas E, Das S, Lee CJ, Glass LC, Senyucel C, Dunn JP; SURMOUNT-5 Trial Investigators. Tirzepatide as Compared with Semaglutide for the Treatment of Obesity. N Engl J Med. 2025 Jul 3;393(1):26-36. doi: 10.1056/NEJMoa2416394.
7. L Sjöström, A Rissanen, T Andersen, M Boldrin, A Golay, H P Koppeschaar, M Krempf Randomised placebo-controlled trial of orlistat for weight loss and prevention of weight regain in obese patients. European Multicentre Orlistat Study Group Lancet 1998 Jul 18;352(9123):167-72. doi: 10.1016/s0140-6736(97)11509-4.
8. Apovian CM, Aronne L, Rubino D, Still C, Wyatt H, Burns C, Kim D, Dunayevich E; COR-II Study Group. A randomized, phase 3 trial of naltrexone SR/bupropion SR on weight and obesity-related risk factors (COR-II). Obesity (Silver Spring). 2013 May;21(5):935-43. doi: 10.1002/oby.20309.
9. Barboza BP, Ferrara P, Ye L, Losa L, Perseghin G, Cesana G, Berta P, Mantovani LG. Long-Term Metabolic Outcomes Following Bariatric Surgery: A Systematic Review, Meta-Analysis, and Meta-Regression. Obes Rev. 2026 Aug 19:e70211. doi: 10.1111/obr.70211.
10. Marso SP, Daniels GH, Brown-Frandsen K, Kristensen P, Mann JF, Nauck MA, Nissen SE, Pocock S, Poulter NR, Ravn LS, Steinberg WM, Stockner M, Zinman B, Bergenstal RM, Buse JB; LEADER Steering Committee; LEADER Trial Investigators. Liraglutide and Cardiovascular Outcomes in Type 2 Diabetes. N Engl J Med. 2016 Jul 28;375(4):311-22. doi: 10.1056/NEJMoa1603827.
11. Gerstein HC, Colhoun HM, Dagenais GR, Diaz R, Lakshmanan M, Pais P, Probstfield J, Riesmeyer JS, Riddle MC, Rydén L, Xavier D, Atisso CM, Dyal L, Hall S, Rao-Melacini P, Wong G, Avezum A, Basile J, Chung N, Conget I, Cushman WC, Franek E, Hancu N, Hanefeld M, Holt S, Jansky P, Keltai M, Lanas F, Leiter LA, Lopez-Jaramillo P, Cardona Munoz EG, Pirags V, Pogosova N, Raubenheimer PJ, Shaw JE, Sheu WH, Temelkova-Kurktschiev T; REWIND Investigators. Dulaglutide and cardiovascular outcomes in type 2 diabetes (REWIND): a double-blind, randomised placebo-controlled trial. Lancet. 2019 Jul 13;394(10193):121-130. doi: 10.1016/S0140-6736(19)31149-3.
12. Steven P Marso 1, Stephen C Bain 1, Agostino Consoli 1, Freddy G Eliaschewitz 1, Esteban Jódar 1, Lawrence A Leiter 1, Ildiko Lingvay 1, Julio Rosenstock 1, Jochen Seufert 1, Mark L Warren 1, Vincent Woo 1, Oluf Hansen 1, Anders G Holst 1, Jonas Pettersson 1, Tina Vilsbøll 1; SUSTAIN-6 Investigators Semaglutide and Cardiovascular Outcomes in Patients with Type 2 Diabetes N Engl J Med 2016 Nov 10;375(19):1834-1844. doi: 10.1056/NEJMoa1607141.
13. Nicholls SJ, Pavo I, Bhatt DL, Buse JB, Del Prato S, Kahn SE, Lincoff AM, McGuire DK, Miller D, Nauck MA, Nishiyama H, Nissen SE, Sattar N, Weerakkody G, Wiese RJ, Zinman B, Zoungas S, Basile J, Davies MJ, Giorgino F, Kellerer M, Ji L, Varkonyi T, Menon V, Broder JC, Herschtal A, D’Alessio D; SURPASS-CVOT Investigators. Cardiovascular Outcomes with Tirzepatide versus Dulaglutide in Type 2 Diabetes. N Engl J Med. 2025 Dec 18;393(24):2409-2420. doi: 10.1056/NEJMoa2505928.
14. Darren K McGuire 1 2, Nikolaus Marx 3, Sharon L Mulvagh 4, John E Deanfield 5, Silvio E Inzucchi 6, Rodica Pop-Busui 7, Johannes F E Mann 8 9, Scott S Emerson 10, Neil R Poulter 11, Mads D M Engelmann 12, Maria Sejersten Ripa 12, G Kees Hovingh 12, Kirstine Brown-Frandsen 12, Stephen C Bain 13, Matthew A Cavender 14, Mette Gislum 12, Jens-Peter David 12, John B Buse 14; SOUL Study Group Oral Semaglutide and Cardiovascular Outcomes in High-Risk Type 2 Diabetes N Engl J Med 2025 May 29;392(20):2001-2012. doi: 10.1056/NEJMoa2501006. Epub 2025 Mar 29.
15. Henning Bliddal 1, Harold Bays 1, Sébastien Czernichow 1, Joanna Uddén Hemmingsson 1, Jøran Hjelmesæth 1, Thomas Hoffmann Morville 1, Anna Koroleva 1, Jesper Skov Neergaard 1, Patricia Vélez Sánchez 1, Sean Wharton 1, Alicja Wizert 1, Lars E Kristensen 1; STEP 9 Study Group Once-Weekly Semaglutide in Persons with Obesity and Knee Osteoarthritis N Engl J Med 2024 Oct 31;391(17):1573-1583. doi: 10.1056/NEJMoa2403664
16. Atul Malhotra 1, Ronald R Grunstein 1, Ingo Fietze 1, Terri E Weaver 1, Susan Redline 1, Ali Azarbarzin 1, Scott A Sands 1, Richard J Schwab 1, Julia P Dunn 1, Sujatro Chakladar 1, Mathijs C Bunck 1, Josef Bednarik 1; SURMOUNT-OSA Investigators Tirzepatide for the Treatment of Obstructive Sleep Apnea and Obesity N Engl J Med 2024 Oct 3;391(13):1193-1205. doi: 10.1056/NEJMoa2404881
17. Sanyal AJ, Newsome PN, Kliers I, Østergaard LH, Long MT, Kjær MS, Cali AMG, Bugianesi E, Rinella ME, Roden M, Ratziu V; ESSENCE Study Group. Phase 3 Trial of Semaglutide in Metabolic Dysfunction-Associated Steatohepatitis. N Engl J Med. 2025 Jun 5;392(21):2089-2099. doi: 10.1056/NEJMoa2413258.
18. Michael Lincoff, Kirstine Brown-Frandsen, Helen M Colhoun, John Deanfield, Scott S Emerson, Sille Esbjerg, Søren Hardt-Lindberg, G Kees Hovingh, Steven E Kahn, Robert F Kushner, Ildiko Lingvay, Tugce K Oral, Marie M Michelsen, Jorge Plutzky, Christoffer W Tornøe, Donna H Ryan; SELECT Trial Investigators. Semaglutide and Cardiovascular Outcomes in Obesity without Diabetes N Engl J Med 2023 Dec 14;389(24):2221-2232
19. Carolyn S P Lam, Angel Rodriguez, Ali Aminian, Ele Ferrannini, Hiddo J L Heerspink, Ania M Jastreboff, Luke J Laffin, Ambarish Pandey, Kausik K Ray, Paul M Ridker, Arun J Sanyal, Hannele Yki-Jarvinen, Denise Mason, Michelle Strzelecki, Amy K Bartee, Can Cui, Karla Hurt, Bruno Linetzky, Mathijs C Bunck, Steven E Nissen.Tirzepatide for reduction of morbidity and mortality in adults with obesity: rationale and design of the SURMOUNT-MMO trial Obesity (Silver Spring) 2025 Sep;33(9):1645-1656. doi: 10.1002/oby.24332



