La salute degli occhi viene spesso presa in considerazione solo quando compaiono criticità evidenti. Eppure molte condizioni oculari possono evolvere a lungo senza sintomi, mentre alcuni fattori che contribuiscono al rischio visivo fanno ormai parte della quotidianità: il tempo trascorso davanti agli schermi, abitudini più sedentarie e meno attività all’aperto nei giovani, ma anche l’invecchiamento della popolazione e la crescente diffusione delle patologie croniche.

È da questa prospettiva che acquista significato la Giornata Mondiale della Vista 2026, promossa in Italia dalla Fondazione IAPB Italia ETS – che gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica. Il messaggio è semplice ma estremamente concreto: la vista non è un patrimonio da proteggere soltanto quando compaiono i primi problemi, ma una funzione da custodire lungo tutto l’arco della vita. L’iniziativa, presentata il 1° ottobre a Roma presso l’Auditorium del Ministero della Salute, porterà l’8 ottobre screening, consulenze e attività di informazione in oltre 90 città italiane.

Una popolazione che invecchia, una vista più esposta

La prevenzione assume un peso particolare in un Paese longevo come l’Italia. Secondo IAPB Italia, glaucoma, degenerazione maculare legata all’età e retinopatia diabetica rappresentano una parte rilevante delle patologie oculari cronico-degenerative associate all’invecchiamento e interessano complessivamente oltre 3 milioni di persone nel nostro Paese. Diagnosi precoce e accesso tempestivo alle cure possono contribuire a contenere il peso della disabilità visiva.

Il quadro, tuttavia, è globale: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, almeno 2,2 miliardi di persone convivono con una compromissione della vista e, in almeno 1 miliardo di casi, il problema potrebbe essere prevenuto o non è ancora stato adeguatamente affrontato.

La tutela della vista passa quindi da un insieme di interventi che accompagnano le diverse fasi della vita: riconoscere i fattori di rischio, sottoporsi ai controlli indicati, correggere i difetti visivi e adottare comportamenti favorevoli alla salute degli occhi.

La miopia come spia tra i più giovani

Un esempio particolarmente significativo arriva dai più giovani. La prevalenza della miopia è aumentata rapidamente nelle ultime decadi: secondo i dati riportati da IAPB Italia, a livello globale riguardava circa un bambino o un adolescente su quattro nel 1990, mentre nel 2023 la quota è arrivata a sfiorare il 36%; per il 2050 la stima è di circa il 40%, pari a 740 milioni di persone. Tra i fattori chiamati in causa ci sono anche i cambiamenti degli stili di vita, il maggior tempo trascorso in ambienti chiusi e l’esposizione crescente agli schermi digitali.

Il dato invita dunque a guardare alla salute visiva anche fuori dallo studio oculistico. Il tema non riguarda soltanto il tempo davanti allo schermo, ma l’equilibrio complessivo tra attività da vicino, tempo trascorso all’aperto e abitudini quotidiane. L’OMS indica infatti i fattori di rischio modificabili tra gli elementi che contribuiranno alla crescita della miopia nei prossimi anni.

Una campagna che prova a farsi vedere anche da chi non vede

È proprio sulla necessità di trasformare la prevenzione in un messaggio accessibile e quotidiano che si concentra la campagna 2026 di IAPB Italia. Il simbolo scelto è quello della perla, preziosa e delicata, da custodire con cura: un’immagine che richiama il valore della vista e la necessità di proteggerla nel tempo. La campagna prende forma anche attraverso un murales realizzato dall’artista Jerico in via Galvani 10, nel quartiere Testaccio di Roma, pensato per portare nello spazio pubblico un messaggio di sensibilizzazione sulla salute degli occhi.

Giornata Mondiale della Vista 2026

Ma c’è un elemento che rovescia il significato stesso di una campagna visiva: il murale è tattile. «Un’opera unica, così bella che la vede anche un cieco», ha sottolineato Mario Barbuto, presidente di IAPB Italia e dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. L’opera diventa così non soltanto uno strumento di comunicazione, ma un modo concreto per ricordare che la prevenzione deve parlare a tutti. «La vista non va semplicemente conservata, va custodita per tutta la vita».

Dalla sensibilizzazione al controllo

Il passaggio decisivo resta però quello che porta dalla consapevolezza all’azione. Per questo la Giornata Mondiale della Vista non si limita alla comunicazione: l’8 ottobre IAPB Italia promuoverà, con la collaborazione delle strutture territoriali dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, screening, consulenze e momenti di educazione sanitaria in oltre 90 città italiane.

La logica è quella di una medicina preventiva che non aspetta la comparsa del danno per intervenire. Perché la vista, come ricorda la campagna, è una risorsa che accompagna apprendimento, lavoro, autonomia e relazioni sociali. E proprio per questo la sua tutela non può essere affidata soltanto alla correzione di un difetto o alla cura di una malattia: comincia molto prima, nelle scelte quotidiane e nella capacità di non rimandare un controllo.

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