Alzheimer: estratti vegetali alla prova della medicina moderna

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La malattia di Alzheimer è caratterizzata clinicamente da deficit di memoria, comportamento alterato e funzioni cognitive compromesse. L’industria farmaceutica sta affrontando sfide impegnative per trovare nuovi farmaci efficaci e alcune soluzioni promettenti potrebbero derivare dal mondo vegetale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’80% della popolazione mondiale si affida a rimedi naturali per curare i propri problemi di salute. Le piante sono una ricca fonte di metaboliti primari e secondari e da secoli, sia nell’ambito della medicina tradizionale occidentale sia secondo gli approcci cinesi e ayurvedici, sono prescritti diversi estratti vegetali anche per i disturbi degenerativi.

Un team di ricercatori pakistani ha fatto una rassegna (“Pharmacological exploration of traditional plants for the treatment of neurodegenerative disorders”) di moltissime erbe che si ritiene possano aiutare le persone affette da disturbi cognitivi: dalla Melissa officinalis, «utilizzata da duemila anni per i disturbi della memoria», al Panax ginseng, che è «uno dei rimedi più venduti al mondo per i suoi numerosi effetti terapeutici sul sistema nervoso centrale», all’Uncaria rhynchophylla, che «protegge i neuroni dell’ippocampo».

Gli estratti vegetati sono numerosissimi, ma nuovi studi hanno evidenziato alcuni dei meccanismi attraverso cui questi rimedi potrebbero svolgere la loro azione terapeutica: l’aumento della crescita dei nervi e dei fattori neurotrofici, la riduzione dell’infiammazione e del danno da stress ossidativo.

Prima di poter essere utilizzati, gli estratti erboristici subiscono diversi trattamenti e gli autori della revisione sottolineano quanto sia importante sottoporli a rigorosi studi scientifici randomizzati e controllati in doppio cieco, che ne comprovino l’efficacia e l’assenza di effetti avversi gravi. Alcuni farmaci derivati dalle piante usate nelle medicine tradizionali hanno superato con successo questi studi e hanno già ottenuto il brevetto dalle autorità regolatorie, in particolare quelli che sfruttano le proprietà della galantamina e della rivastigmina.

Wahid, Muqeet, et al. Pharmacological exploration of traditional plants for the treatment of neurodegenerative disorders. Phytotherapy Research (2020)

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