Il trattamento fitoterapico dell’ipertrofia prostatica benigna

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L’ipertrofia prostatica è molto comune al di sopra dei 50 anni. L’eziologia è sconosciuta, ma probabilmente implica modifiche nell’equilibrio ormonale associate all’invecchiamento. Conosciuta anche come iperplasia prostatica benigna (IPB), può causare fastidiosi disturbi come il bisogno di urinare frequentemente (anche di notte), difficoltà nell’iniziare ad urinare, scarsa “potenza” del getto, difficoltà nello svuotare completamente la vescica. La prostata ipertrofica, infatti, comprime l’uretra e fa pressione sulla vescica, e ciò ostacola la minzione e genera i fastidiosi sintomi che caratterizzano questa patologia. Una volta confermata tramite esami ematici e strumentali la natura benigna della patologia, potranno essere prescritti per periodi protratti rimedi fitoterapici, gemmoterapici e omeopatici: la loro efficacia verrà valutata via via dal paziente stesso (riduzione o scomparsa dei sintomi) e dal medico tramite i controlli periodici. In particolare, in fitoterapia si impiegano piante medicinali che, pur incidendo scarsamente sul volume della ghiandola, contribuiscono a migliorare la sintomatologia (disuria, pollachiuria diurna e notturna ecc.) riducendo lo stato infiammatorio e la congestione pelvica.

Serenoa repens

La Commissione E dell’Istituto Federale per i Prodotti Farmaceutici (BfArM) e l’OMS riconoscono l’impiego della Serenoa repens come adiuvante per trattare le turbe urinarie (pollachiuria, disuria, pesantezza pelvica) che accompagnano l’IPB lieve e moderata (fasi I e II). Per quanto riguarda il meccanismo d’azione, sembra sia in gioco un’azione di inibizione della 5-α-testosterone-reduttasi, con inibizione della conversione del testerone in diidrotestosterone, un’azione di inibizione della ciclo-ossigenasi e un’azione antiestrogenica che si manifesta a livello del tessuto stromale con inibizione diretta della proliferazione stromale (Bruneton J., 2009). Da non dimenticare l’effetto spamolitico e decongestionante, che favorisce il miglioramento del quadro infiammatorio a livello della mucosa vescicale e uretrale, spesso concomitante. I principali componenti contenuti nel frutto maturo ed essiccato (drupa) sono: β-sitosterolo, acidi grassi liberi, carotenoidi, olio essenziale e polisaccaridi.

  • Avvertenze: è considerata una pianta abbastanza sicura con pochi e rari effetti collaterali (disturbi gastrointestinali, nausea, cefalea, vertigini ecc.). Assumere a stomaco pieno. Si consiglia, solo a scopo precauzionale, vigilanza in pazienti che assumano farmaci anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici.
  • Posologia: estratto lipido-sterolico contenente dall’85 al 95% di acidi grassi (Commissione E del BfArM): 160 mg una-due volte al giorno, subito dopo i pasti principali, per almeno tre mesi.

Pygeum africanum

L’estratto lipido-sterolico, ottenuto dalla corteccia della pianta, manifesta un’importante azione antiedemigena e decongestionante. Tali proprietà contribuiscono a ridurre la sintomatologia disurica (pollachiuria e nicturia). La sua prescrizione è consigliata anche nel trattamento delle prostatiti. Studi condotti su cavia hanno dimostrato, inoltre, che un estratto standardizzato aiuta a mantenere la funzionalità contrattile della vescica in caso di ostruzione parziale: «fattore positivo in caso di IPB, poiché questa affezione riduce la capacità della vescica di contrarsi e quindi di vuotarsi» (Capasso F., 2009).

  • Avvertenze: non sono segnalati effetti secondari e tossici alle dosi terapeutiche, a meno di una particolare sensibilità individuale. Eventuali effetti collateral, assai rari, sono di tipo gastrointestinale.
  • Posologia: estratto standardizzato lipido-sterolico (14 % triterpeni – 0,5 % de n-docosanolo): 100- 200 mg/die (sei-otto settimane). «La dose giornaliera impiegata negli studi clinici è di 100-200 mg, corrispondenti a 10-20 g di corteccia» (Capasso F., 2009).

Urtica dioica

Commissione E, OMS ed ESCOP riconoscono l’uso delle preparazioni a base di radice di Urtica dioica per alleviare i disturbi della minzione associati a ipertrofia della prostata di grado I e II. La frazione polisaccaridica manifesta azione antinfiammatoria: l’azione antiedemigena può avere un ruolo importante nella riduzione dell’ostruzione cervico-prostatica contribuendo a migliorare il quadro funzionale. Sembra, inoltre, che alcune frazioni presenti nel fitocomplesso della pianta (lectine, sitosteroli ecc.) siano in grado di inibire, con un meccanismo che non è stato ancora chiarito, la crescita delle cellule prostatiche. La radice di ortica può essere associata vantaggiosamente a Serenoa repens (o Sabal serrulata) e Pygeum africanum.

  • Avvertenze: non si segnalano effetti secondari e tossici alle dosi terapeutiche, a meno che non vi sia una particolare sensibilità individuale. Occasionalmente sono segnalati sintomi gastrointestinali minori.
  • Posologia: estratto secco (titolato in steroli totali 0,4%): una capsula una-tre volte al dì; T.M.: 40 gocce, diluire in acqua, una-tre volte al dì.

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