Patologie autoimmuni e alimentazione

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Le ricerche sull’interazione tra nutrizione e patologie immunitarie sono molteplici e comprendono sia lo studio di diversi regimi alimentari (restrizione calorica, categorie di alimenti ammessi o non ammessi ecc.) sia l’osservazione dell’impatto dei singoli nutrienti (minerali, vitamine, fibre ecc.) sul decorso della malattia.

 

Artrite reumatoide

L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune caratterizzata da un’infiammazione costante e debilitante delle articolazioni ossee. Negli individui che ne sono affetti si denota spesso una progressiva perdita di peso, dovuta sia all’utilizzo cronico di farmaci che influenzano l’appetito, sia al dolore e alla difficoltà di masticazione provocati dalla malattia. Questi pazienti hanno, quindi, necessità di aumentare il fabbisogno energetico quotidiano. Le linee guida alimentari in questi casi suggeriscono la suddivisione dell’introito calorico in 5/6 pasti durante il giorno. Il piano alimentare raccomandato nei soggetti affetti da artrite reumatoide è senz’altro la dieta mediterranea, che permette di mantenere un ottimo equilibrio tra i vari nutrienti (carboidrati, proteine e grassi), con una predilezione per le fonti proteiche derivanti dal pesce. Altre necessità nutrizionali in coloro che soffrono di artrite reumatoide sono le seguenti.

  • Incremento della quantità di proteine assunte con l’alimentazione
    Gli individui affetti da artrite sono infatti soggetti a una perdita di tono muscolare e a un elevato consumo proteico da parte dell’organismo, tipico della fase acuta della patologia. La percentuale giornaliera di proteine consigliata è circa il 20% con predilezione per le proteine derivanti da pesce e carne bianca.
  • Costante integrazione di acidi grassi omega 3 e DHA (acido docosaesaenoico).
    Presenti soprattutto nel pesce, tonno e salmone in particolare. L’assunzione di questi acidi grassi ha mostrato in diversi studi molteplici effetti benefici sulla patologia artritica, tra cui la riduzione del livello di infiammazione e un minor impiego di farmaci antinfiammatori (Fans). Le dosi consigliate sono 500 mg al giorno di DHA e 3 g al giorno di omega 3.
  • Integrazione di vitamina D
    È essenziale dato che bassi livelli di questa vitamina sono stati correlati a un peggioramento del decorso patologico. In generale la vitamina D influenza la risposta immunitaria nel nostro organismo svolgendo, quindi, un ruolo di primaria importanza nelle patologie autoimmuni. Un livello ottimale di vitamina D è pari a circa 45 ng. Se nel paziente è presente un deficit di vitamina D, il medico curante potrà prescrivere un’integrazione mirata.

Sclerosi multipla

La sclerosi multipla (SM) è una malattia infiammatoria autoimmune del sistema nervoso che colpisce prevalentemente i giovani adulti di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Questo disturbo autoimmune provoca delle lesioni, denominate placche, sulla mielina, una delle sostanze fondamentali per la trasmissione dell’impulso nervoso. Il decorso della patologia è generalmente cronico e degenerativo verso il sistema nervoso. Nel corso degli anni sono stati presi in esame dagli esperti diversi piani nutrizionali creati con lo scopo di migliorare il decorso di questa patologia. Il “nemico comune” identificato dalle proposte nutrizionali è il consumo di grassi animali, come carne di maiale e carne rossa, identificati come potenziali fattori scatenanti l’infiammazione nell’organismo e quindi peggiorativi per la patologia.
Nei pazienti affetti da sclerosi multipla si riscontrano diversi fabbisogni nutrizionali tipici.

  • Vitamina D e omega 3
    Anche nel caso della sclerosi multipla questi due nutrienti sembrano interagire in modo positivo con il sistema immunitario favorendone l’equilibrio. Numerose ricerche scientifiche hanno convalidato il ruolo della vitamina D come “immunomodulante”, ovvero modulatore dell’azione delle cellule immunitarie. Via libera, quindi, a pesce come tonno e salmone, frutta secca (noci e mandorle), uova (2-3 a settimana) e formaggi stagionati (come parmigiano reggiano). Nei pazienti con sclerosi multipla viene spesso effettuato il dosaggio ematico della vitamina D per mantenere stabile il livello di questa vitamina nell’organismo.
  • Antiossidanti
    Sono vitamine o minerali che possiedono un’azione antiossidante, ovvero, contrastano i danni dovuti all’ossidazione limitando, di conseguenza, anche i processi infiammatori. L’infiammazione costante rappresenta il “motore” della sclerosi multipla che è necessario mantenere il più possibile sottocontrollo. Un’alimentazione ricca di nutrienti antiossidanti può essere d’aiuto.

 

Lupus eritematoso

Il lupus eritematoso è una patologia autoimmune sistemica che coinvolge diversi organi e apparati del nostro organismo come pelle, articolazioni, reni, cuore e polmoni. Il sistema immunitario non riconosce più i tessuti dell’organismo come propri e li aggredisce favorendone il deterioramento. Data l’elevata frequenza di individui obesi tra i malati di lupus, che arriva al 50%, nel trattamento alimentare di questa patologia viene spesso raccomandato un piano nutrizionale ipocalorico che permetta di tenere sotto controllo il peso corporeo. Alcune ricerche hanno messo in evidenza come la perdita di peso, associata a una diminuzione degli zuccheri presenti nel sangue (glicemia), si sia dimostrata efficace nel ridurre l’affaticamento nei pazienti affetti da lupus. Inoltre, i ricercatori hanno notato che i soggetti normopeso riescono a superare meglio gli effetti collaterali delle frequenti terapie farmacologiche a base di cortisone. Altri due fattori da tenere sotto controllo nel caso del lupus sono il sale e le proteine. La funzionalità renale nei soggetti con lupus risulta spesso alterata. Per tale motivo gli esperti suggeriscono di limitare l’apporto di sale, che favorisce la ritenzione dei liquidi, e di proteine il cui metabolismo può affaticare la funzione renale.
Altri nutrienti utili nell’alimentazione del soggetto con lupus sono i seguenti:

  • Vitamine del gruppo B
    Questo complesso vitaminico ha dimostrato di possedere un’azione positiva sui sintomi clinici del lupus migliorando il decorso della malattia. Carne rossa, pollo, salmone, cereali e uova sono ottime fonti di queste vitamine.
  • Vitamina A
    Si è dimostrata efficace nel contrastare l’attacco del sistema immunitario tipico del lupus. Alcune fonti di vitamina A sono carote, zucca, spinaci e patate.
  • Fibre
    Sono presenti nei cereali integrali, nella frutta e nella verdura. L’azione delle fibre permette di ridurre i livelli di zuccheri e grassi assorbiti dopo i pasti contribuendo, così, a mantenere un peso corporeo adeguato.
  • Calcio
    Questo minerale diviene particolarmente importante durante le terapie a base di farmaci cortisonici che vengono impiegate nel lupus. Questi farmaci causano una perdita di calcio e vitamina D con possibili danni alle ossa e alle articolazioni. Una buona integrazione di questi elementi permette di combattere questi effetti avversi.
  • Vitamina D, omega 3 e zinco
    Il ruolo di questi tre elementi nutritivi nel lupus è comune alle altre patologie autoimmuni. Le proprietà immunomodulanti, antinfiammatorie e antiossidanti di questi nutrienti coadiuvano l’azione dei farmaci di sintesi e migliorano l’impatto dei sintomi della patologia sull’organismo.

Michela Clemente

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