In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, il 4 febbraio scorso, la Sala degli Atti Parlamentari del Senato ha ospitato il confronto “Quando nutrirsi è curarsi: il valore della nutrizione medica specializzata in oncologia”, promosso dalla Senatrice Licia Ronzulli con FAVO RA OdV, Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia.

L’incontro ha sancito un principio cardine della moderna oncologia: la nutrizione medica specializzata è una “cura nella cura” nonché una leva strategica per la sanità pubblica.

L’allarme di FAVO: i numeri della “malattia nella malattia”

Il Presidente FAVO, Francesco De Lorenzo, in apertura ha presentato un quadro epidemiologico severo: circa il 60% dei pazienti oncologici è a rischio di malnutrizione già alla diagnosi, una condizione che evolve in cachessia e sarcopenia nell’80% dei malati in fase avanzata.

«Questi quadri clinici – ha denunciato Francesco De Lorenzo, presidente Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO). – comportano un aumento del 250% della mortalità e un prolungamento delle degenze ospedaliere di circa il 30%. In questo contesto è dunque fondamentale la nutrizione medica con gli Alimenti a Fini Medici Speciali – AFMS, formulati per la gestione dietetica dei pazienti sotto controllo medico, di cui fanno parte gli ONS – Oral Nutrition Supplements, che apportano benefici comprovati sugli esiti clinici e sulla qualità di vita dei pazienti».

«Per questo motivo FAVO, già nel 2016, ha promosso, insieme ad AIOM e SINPE, la Carta dei diritti del malato oncologico all’appropriato e tempestivo supporto nutrizionale, uno dei pilastri delle Linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici del Ministero della Salute, approvate in Conferenza Stato-Regioni nel 2017. Tuttavia, a distanza di anni, solo poche Regioni le hanno recepite pienamente. Più recentemente, con l’approvazione della mozione dalla Camera, che impegna il Governo a rendere il supporto nutrizionale parte integrante dei percorsi oncologici, e dell’emendamento alla Legge di Bilancio 2026, che introduce l’obbligo di registrare in cartella clinica gli esiti dello screening nutrizionale, rendendo dunque misurabile, tracciabile e quindi esigibile la presa in carico nutrizionale, rappresentano una svolta per superare le disuguaglianze e per facilitare l’inserimento degli AFMS, veri e propri presidi terapeutici, nei LEA» ha sottolineato De Lorenzo.

Efficacia clinica ed economica: i risultati di una recente revisione

Il professor Riccardo Caccialanza, direttore della SC Dietetica e Nutrizione Clinica della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, nonché professore ordinario presso il Dipartimento di Oncologia e Onco-ematologia dell’Università degli Studi di Milano, ha presentato i risultati della recente revisione narrativa dellItalian Intersociety Working Group, dimostrando che l’uso degli ONS – Supplementi Nutrizionali Orali, riduce significativamente le complicanze.

«Le evidenze dimostrano che un supporto nutrizionale personalizzato nei pazienti oncologiciospedalizzati riduce drasticamente la mortalità a 30 giorni e migliora la qualità di vita» ha spiegato Caccialanza.

Relatori del convegno al Senato sul ruolo della nutrizione medica nei pazienti oncologici
Riccardo Caccialanza, direttore della SC Dietetica e Nutrizione Clinica della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia

Oltre ai benefici clinici, la revisione ha messo in luce un dato rilevante per la programmazione sanitaria. L’utilizzo appropriato degli ONS è associato a risparmi fino al 12% in ambito ospedaliero, frutto della riduzione di degenze e complicanze e territoriali fino al 9%, grazie a minori ri-ospedalizzazioni e accessi in emergenza. Al contrario, «la mancata identificazione e trattamento della malnutrizione comportano un incremento significativo dei costi sanitari».

Caccialanza ha chiarito quindi che un supporto nutrizionale strutturato genera risparmi netti di diverse migliaia di euro per paziente, a fronte di costi di implementazione minimi.

Superare la frammentazione: l’obiettivo LEA

Nonostante le evidenze, l’accesso agli ONS rimane oggi un “privilegio geografico”. Mentre la Regione Lombardia rappresenta un modello virtuoso, offrendo gratuitamente gli ONS ai pazienti oncologici in terapia attiva sin dal 2021, sanzionando il mancato screening nutrizionale e disponendo di una Rete Clinica Nutrizionale strutturata già dal 2022, gran parte del territorio nazionale sconta una grave frammentazione.

L’obiettivo istituzionale è chiaro: inserire gli Alimenti a Fini Medici Speciali – AFMS, in modo strutturale nei Livelli Essenziali di Assistenza – LEA. Solo così sarà possibile garantire un accesso equo e tempestivo, trasformando la nutrizione da supporto accessorio a elemento fondamentale del percorso terapeutico oncologico.

Per i professionisti della salute, il messaggio è inequivocabile: lo screening nutrizionale precoce e l’intervento tempestivo con ONS non sono più variabili indipendenti, ma componenti essenziali per l’efficacia delle cure oncologiche e la tenuta economica del Servizio Sanitario Nazionale.

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