Il fegato è uno degli organi più complessi del corpo umano grazie alla straordinaria varietà di funzioni che svolge quotidianamente. Tra le sue attività principali spicca la produzione della bile, prodotta dalle cellule epatiche (epatociti), essenziale per la digestione. La bile ha il compito di emulsionare i grassi, rendendoli più facilmente assimilabili, e stimola la peristalsi intestinale favorendo il corretto transito e assorbimento dei nutrienti. A raccogliere e condurre la bile fino al duodeno sono le vie biliari: un sistema di canali che, dal fegato, trasporta questo fluido digestivo fino al duodeno, dove svolge un ruolo fondamentale nella digestione dei grassi. Ma la bile ha anche un’altra funzione: rappresenta uno dei principali mezzi attraverso cui l’organismo elimina scorie e tossine metaboliche. Perché questo processo avvenga in modo efficace, è essenziale che la bile sia fluida e che il sistema biliare sia libero da ostacoli. Alterazioni nella secrezione o nel deflusso della bile possono compromettere la digestione, favorire l’accumulo di sostanze dannose e condizionare negativamente lo stato di salute generale.
Le funzioni
Oltre al suo ruolo nella digestione, il fegato è coinvolto anche in numerosi processi metabolici: produce glucosio, la principale fonte energetica per le cellule, e contribuisce alla produzione di colesterolo e trigliceridi, elementi fondamentali per la struttura e la funzione delle membrane cellulari. Non meno importante è la sua capacità di sintetizzare proteine plasmatiche essenziali per la coagulazione del sangue, come il fibrinogeno e la trombina. Queste molecole permettono al corpo di reagire efficacemente in caso di ferite, attivando meccanismi di riparazione e protezione. Un’altra funzione fondamentale del fegato è quella detossificante (detox). Questo organo è in grado di neutralizzare e smaltire numerose sostanze potenzialmente tossiche introdotte nell’organismo tramite l’alimentazione, l’assunzione di farmaci, alcool, additivi chimici, droghe,etc. Il processo avviene grazie all’azione di enzimi epatici specifici, in particolare appartenenti al sistema del citocromo P450, che trasformano queste molecole in derivati più idrosolubili e quindi più facilmente eliminabili. Una volta modificate, tali sostanze possono essere eliminate attraverso la bile oppure filtrate dai reni. Questa serie di reazioni biochimiche prende il nome di clearance epatica, ed è cruciale per mantenere l’equilibrio interno dell’organismo e prevenire l’accumulo di sostanze nocive.
La steatosi epatica: le cause
Uno stile di vita poco equilibrato, caratterizzato da abitudini alimentari scorrette, consumo eccessivo di alcol etc., terapie farmacologiche prolungate e sovrappeso, possono mettere seriamente sotto pressione il fegato. Questo sovraccarico funzionale, se protratto nel tempo, può favorire l’insorgenza della steatosi epatica (accumulo anomalo di lipidi negli epatociti). Con il tempo, questa condizione compromette l’efficienza del fegato, rallentandone i processi di detossificazione e favorendo l’accumulo di tossine e scarti metabolici nell’organismo. Se non si interviene con cambiamenti mirati (alimentari, comportamentali e terapeutici) si rischia un deterioramento progressivo della funzionalità epatica, con possibili conseguenze cliniche significative. Il fegato e i reni svolgono, pertanto, funzioni centrali nel metabolismo e nell’eliminazione delle tossine, siano esse di origine endogena o esogena.
Approccio terapeutico
Le cure depurative costituiscono interventi coadiuvanti volti a ottimizzare i processi fisiologici di detossificazione. Come evidenziato dal dott. B. Brigo, uno stile di vita dinamico e un regime alimentare equilibrato sono condizioni essenziali per garantire una digestione efficiente e per la prevenzione dell’accumulo di cataboliti nocivi. Il persistente deposito di scorie metaboliche nei tessuti può alterare l’omeostasi sistemica e generare sintomatologie diffuse. Le cure depurative, pertanto, si inseriscono in un approccio integrato volto al mantenimento della salute globale. In generale le cure depurative sono consigliate al cambio di stagione (primavera/autunno), quando si effettuano terapie farmacologiche e tutte le volte che si avverte la necessità di “ripulire” il proprio organismo. L’intervento terapeutico deve essere, però, mirato e limitato nel tempo per non “stressare” l’organismo. L’integrazione con attività come lo yoga e il tai-chi, etc. contribuisce, inoltre, alla modulazione dello stress e al mantenimento dell’omeostasi generale.
I rimedi fitoterapici
In ambito fitoterapico sono generalmente consigliate piante medicinali in grado di agire in modo selettivo su fegato e reni: migliorando la funzionalità di questi importanti organi ne potenziano, infatti, anche le loro proprietà depurative e migliorano la risposta dell’organismo ai processi di detossificazione. Grazie al loro impiego, l’organismo elimina più efficacemente le tossine e riduce il sovraccarico epato-renale. Viene a essere favorito così un riequilibrio psicofisico complessivo a cui fa seguito una sensazione di benessere e miglioramento del tono generale.
Le piante medicinali che emergono con maggiore evidenza sono: Taraxacum officinale Weber (tarassaco), Cynara scolymus L. (carciofo), Fumaria officinalis L. (fumaria).
Fumaria officinalis L. (Fumaria)
E’ una pianta medicinale nota soprattutto per la sua capacità di intervenire nel processo di produzione della bile. Se il flusso biliare è scarso, ne stimola la secrezione; se invece è eccessivo, lo modula, aiutando l’organismo a ritrovare un equilibrio funzionale ottimale. Grazie a questa duplice azione regolatrice (azione anfocoleretica), viene spesso utilizzata per contrastare i disturbi collegati a squilibri nella produzione della bile, quali digestione lenta, senso di pesantezza dopo i pasti, nausea e emicrania.Le emicranie definite “epatiche”, spesso collegate a una dieta scorretta, rispondono positivamente all’uso di preparati a base di Fumaria in quanto contribuiscono a ristabilire l’armonia funzionale alterata da cattive abitudini alimentari e dal conseguente sovraccarico metabolico. È dunque una risorsa preziosa per favorire il benessere epatico, soprattutto in caso di alimentazione disordinata o di problematiche legate alla cosiddetta “discinesia biliare” (disfunzioni del flusso biliare). Avvertenze: la pianta è ben tollerata e alle dosi terapeutiche non manifesta effetti secondari, a meno che non vi sia una particolare sensibilità individuale. Per la mancanza di dati farmacologici e clinici certi EMA/HMPC (2011) ne sconsiglia l’uso in gravidanza, allattamento e prima dei 12 anni di età. Chiedere pertanto il consiglio del medico e/o dell’operatore sanitario esperto in Fitoterapia. Posologia – Infuso: infondere 2-5 g di droga in una tazza di acqua calda (200 ml), fare infondere per 5-10 minuti; assumere 1 tazza al dì prima dei pasti principali; TM: 30 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al dì per 20 giorni -1 mese (drenaggio).
Cynara scolymus L.
La sua parte medicinale è la grande foglia dentata che guarnisce lo stelo (foglie caulinari). E’ da sempre apprezzata in fitoterapia per la sua azione regolatrice del flusso biliare e per le proprietà epatoprotettive.Grazie alla sua capacità di sostenere la funzionalità biliare, il carciofo risulta utile in molte condizioni associate a disfunzioni epatiche, come digestione difficile, cefalee di origine epatica, stitichezza, stanchezza persistente e cali di concentrazione. In questi casi può aiutare ad attenuare i sintomi, promuovendo una depurazione naturale (proprietà disintossicanti e anti-epatotossiche). Il carciofo agisce anche sul metabolismo dei grassi, favorendo la riduzione del colesterolo in eccesso (soprattutto nei casi lievi o moderati), e può quindi rappresentare un valido supporto quando si segue una dieta a basso contenuto lipidico. Gli effetti benefici sono soprattutto legati alla presenza di cinarinae acido caffeico, composti naturali con spiccata azione coleretica e antiossidante. Avvertenze: l’uso è controindicato in caso di occlusioni delle vie biliari o patologie epatiche gravi. In presenza di calcoli biliari, è necessario il parere medico. Per la mancanza di dati farmacologici e clinici certi EMA/HMPC(2018) ne sconsiglia l’uso in gravidanza, allattamento e prima dei 12 anni di età. Chiedere pertanto il consiglio del medico e/o dell’operatore sanitario esperto in Fitoterapia. Posologia – Infuso: 10-15 g di droga per litro di acqua bollente, infondere per 5 minuti. Assumere 1-2 tazze al dì ; TM: 30 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al dì per 20 giorni -1 mese.
Taraxacum officinale Weber (Tarassaco – Dente di leone)
E’ una pianta tradizionalmente usata nei trattamenti depurativi stagionali, grazie alla duplice azione di stimolo sulla diuresi e sulla funzionalità epatica. Questo la rende un vero e proprio drenante epato-renale, perfetto per aiutare l’organismo a liberarsi dalle scorie metaboliche accumulate, soprattutto in primavera e autunno. Tale prerogativa fa del Tarassaco un valido tonico generale che può essere impiegato nelle cosiddette “cure primaverili”(aprile / maggio) quando l’organismo ha bisogno di “ripulirsi” dalle scorie metaboliche accumulate durante l’inverno e recuperare il giusto tono, oppure in autunno per prepararsi al meglio ad affrontare l’inverno.
In primavera, quando possibile, si consiglia di consumare le sue foglie in insalata in quanto possono essere definite un medicamento-alimento. Consumare le sue foglie in insalata rappresenta, infatti, un modo semplice e naturale per favorire l’eliminazione delle tossine e ritrovare energia e tono. Ma il suo impiego va ben oltre: grazie all’effetto coleretico e colagogo, il tarassaco stimola la produzione di bile e ne migliora la fluidità, agevolando la digestione e contrastando disturbi come senso di pesantezza, gonfiore o appetito ridotto. In persone con artrosi, una cura depurativa a base di tarassaco può offrire benefici anche a livello articolare, poiché l’attivazione del metabolismo generale influisce positivamente sul tessuto connettivo. Avvertenze: per la presenza di principi amari può determinare disturbi gastrici da iperacidità (evitare la somministrazione in caso di gastrite o ulcera e in gravidanza e allattamento). Nelle calcolosi delle vie biliari la sua assunzione deve avvenire soltanto su indicazione medica. Per la mancanza di dati farmacologici e clinici certi EMA/HMPC (2019) ne sconsiglia l’uso in gravidanza, allattamento e prima dei 12 anni di età. Chiedere pertanto il consiglio del medico e/o dell’operatore sanitario esperto in Fitoterapia. Posologia – Infuso (foglie): un cucchiaino di foglie essiccate in 200 ml di acqua bollente, lasciare in infusione per 5-10 minuti, Filtrare e assumere una 1-3 tazze al giorno; TM: 30 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al dì per 20 giorni -1 mese.
Formula disintossicante
Cynara scolymus TM
Taraxacum officinale TM
Fumaria officinalis TM in parti uguali in flacone unico
Versare 30 gocce del composto in mezzo bicchiere di acqua e assumere prima dei due pasti principali. Per 20 giorni. Questa formulazione deve essere preparata in farmacia.
→ Prescrizione ad azione disintossicante. È conosciuta come “I tre moschettieri della fitoterapia” in quanto in grado, secondo la tradizione fitoterapica, di “sbaragliare” le scorie metaboliche dal nostro organismo.
Gocce disintossicanti
Fumaria officinalis TM 1 flacone
Versare 30 gocce in un bicchiere di acqua e assumere 1-2 volte al dì lontano dai pasti per 20 giorni.
→ Prescrizione ad azione disintossicante. Indicata in caso di intemperanze alimentari.
La Gemmoterapia
Può essere particolarmente efficace quando si voglia effettuare una “cura depurativa”allo scopo di disintossicare l’organismo grazie alla innocuità dei suoi preparati (non sono segnalati ad oggi effetti collaterali o interazioni farmacologiche) e il loro basso grado alcolico. E’ bene sottolineare, inoltre, che i tessuti embrionali delle gemme avrebbero la potenzialità di aiutare le cellule del nostro corpo a riparare i guasti dovuti allo stress ossidativo contribuendo al benessere generale.
In particolare:
▪ Rosmarinus officinalis MG 1DH
Il gemmoderivato, ottenuto dai giovani getti del rosmarino, agisce migliorando la produzione della bile e favorendo il regolare svuotamento della cistifellea: contribuisce così a migliorare la funzionalità del fegato (azione epatoprotettiva) e a regolare la concentrazione di colesterolo e trigliceridi nel sangue (azione di riequilibrio del profilo lipidico). Con la sua assunzione si assiste anche ad un miglioramento della funzionalità intestinale. Tali proprietà sono fondamentali per la disintossicazione dell’organismo. Rosmarinus officinalis MG1DH si rivela un valido supporto nei casi di squilibrio epatico lieve e alterazioni del profilo lipidico, spesso correlati ad abitudini alimentari scorrette. In particolare, è indicato per soggetti che seguono diete ricche di alimenti ultraprocessati come dolci, snack e alcolici. Grazie alla sua azione depurativa e regolatrice sulla funzionalità epatica, questo gemmoterapico può favorire un miglior equilibrio metabolico e contribuire alla detossificazione dell’organismo. La sua assunzione è utile, inoltre, in concomitanza ad una terapia farmacologica in quanto ne può contrastare gli effetti secondari grazie alla migliorata funzionalità epatica. In questi casi viene spesso associato a Juniperus communis MG1DH (drenante epato-renale). Avvertenze: non assumere la sera. Si consiglia cautela in caso di ipertensione. Posologia: Rosmarinus officinalis MG 1DH, 30 gocce, diluite in mezzo bicchiere di acqua, da sorseggiare lentamente, 1-2 volte al dì, lontano dai pasti, per 20 giorni -1 mese.
▪ Juniperus communis MG 1DHIl gemmoderivato, ottenuto dai giovani getti del Ginepro, è apprezzato per la sua azione detossificante: agisce, infatti, a livello della cellula epatica, ove stimola i processi rigenerativi e ne favorisce la funzionalità. Questo supporto al fegato è fondamentale per facilitare l’eliminazione delle tossine, rendendolo un alleato prezioso nei trattamenti post-farmacologici o nelle cure chemioterapiche. L’effetto drenante si estende anche ai reni, e contribuisce a incrementare la diuresi. Posologia: Juniperus communis MG 1DH, 30 gocce, diluite in mezzo bicchiere acqua acqua, da sorseggiare lentamente, 1-2 volte al dì, lontano dai pasti, per 20 giorni -1 mese.
Probiotci e prebiotici
Per aiutare l’organismo a depurarsi in modo efficace è utile, inoltre, l’assunzione di probiotici, come Lactobacillus acidophilus e Bifidobacterium bifidum. Questi fermenti lattici sono preziosi perché favoriscono il riequilibrio della flora batterica intestinale, spesso compromessa da cattive abitudini alimentari o da sostanze nocive. Ma da soli non bastano: vanno abbinati ai prebiotici, veri e propri alleati del nostro microbiota: si tratta di sostanze in grado di “nutrire” i probiotici e stimolarne l’attività. Ciò si può fare consumando alimenti ricchi in inulina e frutto-oligosaccaridi (frutta e verdura). Una dieta ricca di fibre (frutta, verdura, cereali), come la classica dieta mediterranea, determina effetti positivi sull’asse intestino-fegato con miglioramento del profilo della funzionalità epatica e lo sviluppo a livello intestinale di micro-organismi capaci di degradare le fibre e di produrre molecole in grado di ridurre l’incidenza delle malattie infiammatorie, delle malattie cardiovascolari e metaboliche. I prebiotici sono presenti “in molti integratori di fermenti lattici, ma anche in diversi cibi in particolar modo nella farina di frumento, nelle banane, nel miele, nel germe di grano, nell’aglio, nella cipolla, nei fagioli e nei porri” (Fondazione Veronesi).
La dieta
Per avviare un’efficace depurazione dell’organismo, è essenziale adottare abitudini alimentari equilibrate e consapevoli. Un’alimentazione sana rappresenta infatti la base per stimolare i processi di eliminazione delle tossine e sostenere il benessere generale. In particolare è bene consumare quotidianamente e in abbondanza verdure crude e frutta di stagione per assicurare una valida azione antiossidante e contrastare così i danni dovuti ai radicali liberi responsabili di numerose malattie cardiovascolari, infiammatorie, tumorali, degenerative e dell’invecchiamento cellulare precoce. Si consiglia, inoltre, di favorire l’assunzione di cereali completi (pane e pasta integrale) ed evitare gli alimenti ad alto indice glicemico (evitare il consumo di dolciumi e zuccheri raffinati), di ridurre al massimo il consumo delle proteine animali (carne, formaggi, uova) e di prediligere le proteine di origine vegetale presenti, ad esempio, nei legumi (fagioli, piselli, fave, lenticchie, ceci). E’ bene evitare, inoltre, i grassi saturi di origine animale presenti nelle carni rosse, burro, lardo, strutto, ecc., e favorire, invece, l’assunzione di acidi grassi omega 3, ad azione antiossidante: buona fonte sono il pesce (pesce azzurro, sardine, salmone, sgombro, tonno) e gli oli vegetali spremuti a freddo e biologici (olio di oliva, lino, girasole, mais, vinacciolo, sesamo). Nella scelta degli alimenti prediligere i cibi biologici, senza additivi, conservanti, ecc. e, possibilmente a Km zero. È quindi consigliabile comprare prodotti freschi piuttosto che conservati, facendo particolare attenzione alle etichette che segnalano la presenza di additivi. E’ importante bere, lontano dai pasti, almeno 1,5 litri di acqua al giorno, possibilmente oligominerale. Le acque oligominerali presentano azione diuretica e contribuiscono all’eliminazione di azoto ed acido urico con le urine. Sono consigliati anche i succhi (non zuccherati), spremute e centrifughe di frutta e verdura, oltre alle minestre e alle zuppe.



