Oltre 176 milioni di donne soffrono, nel mondo, di endometriosi. Più di 1.800.000 in Italia, secondo i dati recenti dell’Istituto Superiore di Sanità al 2025, con tassi d’incidenza del triennio 2021-2023 stabile, con qualche picco più elevato in alcune regioni.
Critico il contesto: l’endometriosi, malattia complessa ormonale e immunitaria cronica, che colpisce globalmente circa il 10% delle donne in età riproduttiva in tutto il mondo, ha un ritardo diagnostico accertato di 6-7 anni e cause ancora da accertare. Alcune indicazioni preliminari, da studi dell’Istituto Superiore di Sanità, riconducono il rischio di malattia anche a residenza in aree contaminate da inquinanti con potenziale azione di interferenza endocrina.
Per sensibilizzare alla problematica e migliore conoscenza, l’Endometriosis Association ha istituito dal 1993, l’Endometriosis Awareness Month. Marzo è, infatti, il mese della consapevolezza sull’endometriosi, con una giornata dedicata alla malattia il 28 . A fianco della cultura servono infatti approcci, innovativi, integrati, farmacologici e non farmacologici, capaci di affrontare anche i contesti psico-emotivi legati all’endometriosi e educhino ai corretti approcci nutrizionali che possono spegnere l’infiammazione.
Si stima che tra il 30-40% di donne che soffrono di endometriosi possa sviluppare problemi di fertilità o subfertilità. Nel 2023 il Parlamento italiano ha approvato una legge per il riconoscimento dell’endometriosi come malattia cronica invalidante.
La conoscenza
Cure e difficoltà di trattamento restano ad oggi degli unmeet need e la consapevolezza e l’educazione sulla malattia ancora limitate, contribuendo a un significativo ritardo nella diagnosi, senza contare che l’endometriosi concorre al rischio di sviluppo di diversi altri disturbi di salute che ricadono sulla paziente e le loro famiglie. Alcuni disagi anche associati alle terapie laddove ad esempio si intervenga con la chirurgia.
Uno studio trasversale del 2020, sull’European Journal of Pain, rileva che queste donne spesso accusano un dolore pelvico persistente dopo la rimozione della lesione e l’ottimizzazione del trattamento ormonale. La valutazione comprende una visita ginecologica addominopelvica per l’identificazione di spasmi muscolari del pavimento pelvico e esame neuromuscoloscheletrico per stimare l’allodinia paraspinale e l’iperalgesia bilateralmente e i trigger point miofasciali in 13 coppie di muscoli.
I risultati attestano che 20 donne su 30 avvertono il dolore pelvico come focale, sebbene si sia rilevata una disfunzione miofasciale diffusa e generale con basse soglie di dolore pressorio e punti trigger in oltre due terzi delle 26 regioni valutate, una sensibilizzazione segmentale diffusa a livello spinale presente in 17/30, toracica in 21/30 e lombosacrale/pelvica in 18/30, mentre la sensibilizzazione cervicale si è manifestata con basse soglie di dolore pressorio, in 23/30 donne che hanno riferito anche cefalee ricorrenti e intense e 21/30 che hanno manifestato dolore orofacciale.
Coloro con dolore pelvico irradiato avevano maggiori probabilità di avere una sensibilizzazione diffusa (p = 0,024) e lombosacrale/pelvica (p = 0,036) e dolore in oltre 10 aree corporee (p = 0,009). Obiettivo terapeutico dell’endometriosi, pertanto, deve essere la caratterizzazione della presenza e la distribuzione del dolore, della disfunzione miofasciale e della sensibilizzazione oltre la pelvi laddove il dolore pelvico cronico associato all’endometriosi e del corretto approccio integrato, oltre il sintomo fisico.
Strategie di coping
Un insieme di tecniche possono aiutare ad affrontare eventi stressanti in maniera efficace. Sono parte strutturale e cruciale del coping positivo:
- Ottimismo: essere realistici riguardo alla malattia ed avere una prospettiva equilibrata, senza perdere fiducia.
- Accettazione: Riconoscere di provare dolore è il primo passo per affrontarlo, cercando di rimanere funzionali. Questa strategia spesso aiuta le donne a costruire un’immagine interiore di controllo.
- Rilascio della tensione: liberare le paure e sfogare le emozioni, come rabbia, tristezza e disperazione, dove il pianto può essere una “soluzione” efficace.
- Cercare di supporto sociale: gruppi di amici, familiari, medici e colleghi possono essere solidali nell’affrontare insieme l’endometriosi.
- Risoluzione dei problemi: porsi in un atteggiamento pro-attivo verso la malattia, con un senso di “assunzione di responsabilità” nell’affrontarla, sia verso contesti comportamentali o cure mediche tradizionali e approcci non tradizionali, come l’agopuntura, la dieta e gli hobby creativi.
- Riorganizzazione di priorità e obiettivi: fare una lista oggettiva e obiettiva di valori e aspetti che potrebbero dover essere modificati, comprese le decisioni sulla gravidanza, le relazioni, il matrimonio o la pianificazione della carriera.
- Partecipazione attiva: diventare protagonista nella propria assistenza sanitaria, migliorando l’assertività, aiuta ad affrontare meglio la malattia, con risposta superiore anche ai trattamenti.
- Ignorare selettivamente: è positivo concentrarsi solo sulle conseguenze e gli aspetti positivi della malattia, dicendosi ad esempio: “Ho l’endometriosi, ed è un grosso problema, ma questa crisi mi ha avvicinato alla mia famiglia e/o ai miei amici”.
Sono strategie di coping negativo, che rovesciano la medagli del con testo in positivo:
- la negazione: può essere una buona strategia per affrontare aspetti particolari della malattia, come la minaccia di recidiva, il timore di cronicità o l’infertilità, tala da consentire in alcuni casi di avere maggiori probabilità di ritardare l’accesso alle cure mediche.
- Negativismo: anticipare le conseguenze negative e l’esito peggiore della malattia, è una sorta di auto-preparazione all’evento, una “corazza” ad affrontare con più forza e determinazione quello che potrà arrivare.
- Evitamento: questa strategia di coping può consentire di alleviare il dolore o l’ansia causati dall’endometriosi distraendosi o allontanando lo stress mentale verso la malattia, attivando percorsi di evasione anche molto semplici come leggere, dormire e guardare la televisione.
Dall’altro esistono però aspetti di coping negativo con effetti realmente tali come: - il ritiro: andare a letto o rimanere a letto, evitando amici, familiari o altre donne affette dalla malattia, sono una manifestazione tipica.
- Rassegnazione passiva: dimostrare impotenza e passività, desiderare l’assistenza d familiari, amici e medici, fino ad affidarsi ad altri che prendano decisioni al proprio posto sono una chiara espressione di coping negativo “rassegnato” .
Nutrizione, una dieta benefica per l’endometriosi
Verdure ed erbe fresche, tra cui coriandolo, ravanelli, spinaci, carote e lattuga romana. Vitamine, minerali, integratori, inseriti in un corretto piano dietetico possono aiutare a supportare apparato digerente, sistema immunitario, apparato riproduttivo, migliorando in generale il potenziale di guarigione del corpo.
Ad esempio tra gli integratori di efficacia suggeriti dall’Endometriosis Association per ridurre i sintomi dell’endometriosi vi sono: olio di pesce di alta qualità che aiuta a rafforzare il sistema immunitario, favorendo la migliore regolazione dell’infiammazione, il metabolismo delle lipoproteine e la funzione cerebrale, a vantaggio anche di un umore più positivo.
Effetti che sono dovuti al contenuto nell’olio di pesce di due acidi grassi omega-3, EPA e DHA; multivitaminici, ad alto contenuto di vitamine, minerali, oligoelementi, antiossidanti e carotenoidi naturali; magnesio, essenziale per molti processi metabolici ed enzimatici che facilitano il rilassamento della muscolatura liscia (involontaria) e che aiuta anche a convertire carboidrati, proteine e grassi in energia; vitamina C, un potente antiossidante che tutela dai danni dei radicali liberi e dagli inquinanti, contribuendo a bilanciare le difese del sistema immunitario, oltre a combattere gli effetti dello stress fisiologico, metabolizzare e disintossicare i farmaci e favorire la guarigione delle ferite.
A questi si possono associate e aggiungere diversi altri integratori, dietro prescrizione di uno specialista o del medico di riferimento.
Fonte
Phan VT, Stratton P, Tandon HK et al. Widespread myofascial dysfunction and sensitisation in women with endometriosis-associated chronic pelvic pain: A cross-sectional study. European Journal of Pain, 2020. Doi: https://doi.org/10.1002/ejp.1713



