Da alcuni anni si registra un crescente, nuovo e promettente interesse per i rimedi naturali. A crescere non è solo il numero delle vendite di prodotti di origine naturale, ma anche quello degli studi in questo ambito. I funghi, da sempre apprezzati per il loro valore gastronomico, sono oggi sempre più apprezzati anche per le loro numerose proprietà medicinali. Il loro utilizzo per promuovere e mantenere un buono stato di salute oltre che per trattare numerose malattie è noto fin dall’antichità nelle regioni asiatiche mentre in Occidente questo approccio è considerevolmente più recente.

A seguito di un numero crescente di studi scientifici sull’argomento, la micoterapia si dimostra oggi una disciplina dal futuro brillante, affermandosi come parte integrante della medicina naturale. Utilizzata in Oriente per millenni nella prevenzione e nella cura di diverse malattie trova oggi ampi consensi in Occidente, accompagnando e supportando la medicina tradizionale o trovando impiego anche come unica scelta terapeutica in numerosi disturbi, come accade per quelli di natura urinaria.

Polyporus: diuretico e non solo

Il Polyporus umbellatus, uno dei funghi medicinali più utilizzati e preziosi, è comunemente utilizzato in medicina per una vasta gamma di disturbi correlati a edema, urina scarsa, perdite vaginali e disfunzione urinaria torbida e dolorosa. L’ampia gamma di sostanze bioattive presenti in questo micelio ha attirato un crescente interesse da parte della comunità scientifica. Moderne ricerche fitochimiche e farmacologiche hanno dimostrato che gli estratti grezzi e i composti isolati di Polyporus umbellatus possiedono molteplici funzioni biologiche, in particolare per quel che concerne le attività diuretiche e il trattamento delle malattie renali, nonché come supporto alle terapie oncologiche.

La spiccata attività diuretica di questo micelio è stata dimostrata a livello scientifico, isolando il composto responsabile di questa sua peculiarità, l’ergone (ergosta-4,6,8(14),22-tetraen-3-one) dall’effetto diuretico anti-aldosteronico, capace di agire sull’equilibrio ionico Na+/K+. La capacità dell’ergone di aumentare il volume urinario in stati di ritenzione idrica o riassorbimento dell’acqua, iatrogeno da mineralcorticoidi, rende questo micelio un alleato nel trattamento di numerosi disturbi. 

Tra i composti a carattere diuretico isolati dal Polyporus umbellatus ci sono anche l’ergosterolo e il D-mannitolo che contribuiscono a potenziarne l’effetto diuretico. Anche la presenza delle proteine acquaporine AQP1, AQP2 e AQP3 favorisce l’eliminazione di acqua e sodio in eccesso [1]. Gli effetti diuretici del Polyporus sono stati studiati e paragonati alla furosemide, un diuretico di sintesi ampiamente utilizzato, evidenziando un significativo vantaggio nell’utilizzo del Polyporus poiché questo permette l’eliminazione di sodio e cloro preservando il livello di potassio intracellulare. 

Sessi diversi, stesso rimedio

Il Ganoderma lucidum, uno dei miceli più conosciuti ed utilizzati in Oriente, si rivela un valido sostegno sia per i disturbi urinari maschili che per quelli di natura femminile. Per quel che concerne la sfera femminile, l’utilizzo di questo micelio si presta molto efficacemente al trattamento di fastidiosi disturbi come le cistiti e le candidosi vaginali, tendenzialmente recidivanti e non di rado strettamente correlati tra loro, che i farmaci comunemente prescritti faticano talvolta a debellare. L’utilizzo del Ganoderma lucidum potrebbe spegnere il circolo vizioso infezione – remissione – recidiva, offrendo una soluzione definitiva al problema.

La Candida albicans, un fungo normalmente presente nel tratto intestinale, vaginale e nel cavo orale, in condizioni particolari come il caldo e l’umidità oppure attraverso l’uso di farmaci che riducono l’efficienza del sistema immunitario, può subire un’alterazione e sfociare facilmente in un’infezione.

Il Ganoderma lucidum lavora sulle difese immunitarie, favorendo una risposta pronta e immediata sia alle candidosi che alle cistiti. Le molteplici proprietà di questo micelio hanno destato la curiosità della comunità scientifica, arrivando a condurre numerosi studi finalizzati alla comprensione del loro meccanismo d’azione e al possibile impiego in campo medico. Tra questi è interessante quanto dimostrato da uno studio in doppio cieco condotto presso la facoltà di medicina di Kurume in Giappone, nel periodo da novembre 2004 ad aprile 2005 [7].

Coinvolgendo 63 uomini di età superiore ai 50 anni, affetti da disturbi urinari, lo studio prevedeva la somministrazione di Ganoderma lucidum per 4 settimane, evidenziando al termine dell’osservazione un passaggio dal grado medio al grado lieve dei sintomi urinari, apprezzando una significativa riduzione rispetto al dato registrato prima dell’inizio del trattamento. 

Incontinenza urinaria

Tra i disturbi urinari più frequenti e complessi da gestire, l’incontinenza urinaria rappresenta una delle sfide più ardue, potendosi manifestare in molte forme diverse. Che si tratti di una forma da stress, da urgenza o ostruttiva, anche una strategia di prevenzione risulta difficile da attuare. Negli ultimi anni, il fenomeno appare peraltro in crescita e non è raro che questo possa colpire anche a 50 anni.

Curiosamente nelle comunità asiatiche, in particolare Giappone, Corea e Cina, l’incidenza di questo disturbo appare significativamente meno numerosa, forse anche grazie all’abitudine di utilizzare il Ganoderma lucidum come elisir di longevità, avendo questo tra le altre proprietà un effetto rilassante sulla muscolatura della vescica.

Proprio per questa sua caratteristica, il Ganoderma risulta efficace da solo come rimedio risolutivo, oppure in occasioni più complesse può essere utile l’associazione con il Cordyceps sinensis, un micelio in grado di migliorare considerevolmente il tono muscolare, favorendo il buon funzionamento della vescica. L’utilizzo di questi miceli si rivela molto efficace anche in accompagnamento alle tradizionali terapie allopatiche, dove generalmente si interviene con protocolli terapeutici a base di duloxetina, ossibutinina o propiverina, contribuendo a migliorare la sintomatologia oltre che a mitigare gli effetti collaterali legati alla somministrazione farmacologica.

Amici della prostata

L’iperplasia prostatica benigna è una condizione patologica molto comune a partire dai 50 anni d’età. Secondo i dati diffusi dall’ISTAT, questa condizione ha un crescendo progressivo che aumenta proporzionalmente con l’avanzare dell’età, arrivando ad interessare il 90% della popolazione maschile sopra gli 80 anni. L’aumento del volume prostatico, comprimendo l’uretra, impedisce lo svuotamento completo della vescica, innescando un frequente ed impellente stimolo urinario. Il fungo più utile in questa condizione è la Grifola frondosa, noto anche con il nome di Maitake.

Gli studi condotti su questo micelio hanno dimostrato che la sua efficacia può risultare dalle 10 alle 20 volte superiore rispetto a quella della più nota Serenoa repens. Secondo uno studio condotto da Sensuke Konno del dipartimento di urologia del New York Medical College, questo micelio sarebbe in grado di ridurre del 75% i tumori prostatici e vescicali, aprendo la strada a nuove procedure e trattamenti in combinazione con le terapie convenzionali [2].

Un altro fungo dalla notevole importanza in questo ambito è il Ganoderma lucidum meglio conosciuto con il nome di Reishi che, grazie all’effetto inibitore sulla 5α-reduttasi, agisce riducendo significativamente l’accrescimento del volume prostatico [3], rendendosi un valido sostegno terapeutico nel trattamento delle iperplasie prostatiche benigne. In riferimento ad uno studio condotto nel 2011 dal Prof. Nahata [4] è stato possibile confermare che questo micelio è in grado di ridurre i valori di PSA, evidenziando inoltre come la sua somministrazione contribuisca a migliorare la struttura cellulare dei tessuti prostatici, a differenza del gruppo trattato con testosterone.

Un alleato non solo urinario

Alla fine degli anni ’90, alcuni studi condotti sul Polyporus umbellatus, hanno evidenziato la presenza di alcuni composti steroidei, come l’acetosiryngone e il polyporusterone tipo A e tipo B in grado di favorire la ricrescita e irrobustire unghie e capelli [6]. Lo studio, condotto su scalpi umani in vitro, dimostra come dosi di fungo comprese tra 1.28 e 6.4 μg/ml siano in grado di stimolare significativamente la ricrescita mentre dosi comprese tra 4 e 20 mg/ml la inibiscono.

Il Polyporus umbellatus migliora la stasi venosa, favorendo l’eliminazione delle tossine dalla matrice e riducendo la demineralizzazione conseguente all’acidosi mesenchimale. Risparmiando minerali, la struttura di unghie e capelli si rinforza ma anche la pelle ne trae un tangibile giovamento, apparendo più tonica, grazie all’azione che i composti di questo micelio svolgono sul sistema linfatico. Preservando i minerali, il Polyporus sostiene e migliora il metabolismo, aumentando anche l’energia percepita dall’organismo. Riducendo l’acidosi mesenchimale si riduce conseguentemente la precipitazione del calcio a livello urinario, riducendo così il rischio di calcoli urinari e renella a favore del buon funzionamento di reni e vescica.

Un aiuto nelle terapie oncologiche

Con il crescente aumento dei pazienti oncologici, la ricerca di molecole che possano offrire benefici è diventata prioritaria, sviluppando un approccio che oggi prende il nome di “oncologia integrata”, con l’obiettivo di offrire ai pazienti una riduzione degli effetti collaterali di chemio e radioterapia, sostenendo il sistema immunitario e migliornado la qualità della vita.

L’utilizzo di miceli come il Ganoderma lucidum e la Grifola frondosa, ricchi di β-glucani e triterpeni, è indicato per le capacità immunomodulanti, stimolanti dei macrofagi, dei linfociti T e delle cellule NK, essenziali per il controllo delle cellule tumorali. Per quel che concerne il quadro in campo urinario, in uno studio condotto nel 2024 è emersa la straordinaria capacità del polisaccaride di Polyporus umbellatus, noto come HPP, di indurre l’autofagia delle cellule tumorali della vescica, regolando i macrofagi nel sistema di co-coltura, con conseguente diminuzione della proliferazione delle cellule tumorali [8].

La micoterapia è una strategia naturale ben tollerata e supportata da importanti evidenze scientifiche. In ambito oncologico rappresenta una risorsa complementare in grado di contrastare gli effetti collaterali delle terapie oltre a sostenere l’organismo durante il difficile percorso di cura.

Bibliografia di riferimento

  • Zhang G, Zeng X, Han L, Wei JA, Huang H. Attività diuretica e midollo renale AQP1, AQP2, AQP3, V2R espressione dell’estratto acquoso di sclerozi di Polyporus umbellatus FRIES in ratti normali. J Etnofarmacolo. 24 marzo 2010; 128(2):433-7. DOI: 10.1016/j.jep.2010.01.032. Epub 2010 gennaio 18. PMID: 20083182.

  • Camilleri E, Blundell R, Baral B, Karpiński TM, Aruci E, Atrooz OM. Unveiling the full spectrum of maitake mushrooms: A comprehensive review of their medicinal, therapeutic, nutraceutical, and cosmetic potential. Heliyon. 2024 Apr 26;10(9):e30254. doi: 10.1016/j.heliyon.2024.e30254. PMID: 38707308; PMCID: PMC11068609.
  • Fujita R, Liu J, Shimizu K, Konishi F, Noda K, Kumamoto S, Ueda C, Tajiri H, Kaneko S, Suimi Y and Kondo R. (2005). “Anti-androgenic activities of Ganoderma lucidum.” Journal of Ethnopharmacology, 102, 107–112.
  • Nahata A, Dixit VK. Il Ganoderma lucidum è un inibitore dell’iperplasia prostatica indotta dal testosterone nei ratti. Andrologia. Maggio 2012; 44 Suppl 1:160-74. DOI: 10.1111/j.1439-0272.2010.1155.x. Epub 2011 8 giugno. PMID: 21651601.
  • Noguchi M, Kakuma T, Tomiyasu K, Kurita Y, Kukihara, H, Konishi F, Kumamoto S, Shimizu K, Kondo R and Matsuoka K (2008). ”Effect of an extract of Ganoderma lucidum in men with lower urinary tract symptoms: a double-blind, placebo-controlled randomized and dose-ranging study.” Asian J Andrology 10, 651–658.
  • Ishida H, Inaoka Y, Shibatani J, Fukushima M, Tsuji K. Studi sui principi attivi nelle erbe utilizzate per il trattamento dei capelli. II. Isolamento di sostanze per la ricrescita dei capelli, acetosiringone e poliporusterone A e B, da Polyporus umbellatus Fries. Biol Pharm Bull. novembre 1999; 22(11):1189-92. DOI: 10.1248/bpb.22.1189. PMID: 10598026.
  • Rajamahanty S, Alonzo C, Aynehchi S, Choudhury M, Konno S. Growth inhibition of androgen-responsive prostate cancer cells with brefeldin A targeting cell cycle and androgen receptor. J Biomed Sci. 2010 Jan 26;17(1):5. doi: 10.1186/1423-0127-17-5. PMID: 20102617; PMCID: PMC2843609.
  • Luo S, Huang X, Li S, Chen Y, Zhang X, Zeng X. Homogeneous Polyporus polysaccharide exerts anti-bladder cancer effects via autophagy induction. Pharm Biol. 2024 Dec;62(1):214-221. doi: 10.1080/13880209.2024.2316195. Epub 2024 Feb 14. PMID: 38353262; PMCID: PMC10868468.

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