Piccole, moderate o abbondanti quantità. Poco importano le dosi: l’esposizione all’alcool, anche nel periodo perinatale, prima cioè della scoperta di una gravidanza o della volontà di concepimento, può impattare sulla durata della gestazione e sulla salute del feto.

Sono le evidenze emerse da un recente studio della University of New Mexico Health Sciences Center, Stati Uniti, pubblicato su Alcohol Clinical and Experimental Research.

Lo studio

Gli effetti derivanti dall’assunzione di sostanze alcoliche in differenti quantità, da lievi a moderate fino al binge drinking, in fase prenatale (PAE), non erano sufficientemente noti.

Pertanto ricercatori americani del New Mexico, ne hanno indagato gli esiti in tre coorti prospettiche di donne per un totale di 281 partecipanti, di cui alcune bevitrici di alcool in diverse quantità ed altre non esposte all’assunzione in fase perinatale.

La ricerca è stata condotta sulla base di test di identificazione dei disturbi da uso di alcol, questionari di follow-back sulla sequenza temporale che coprivano il periodo periconcezionale, la metà della gestazione e la fine della gestazione e specifici biomarcatori.

Sono stati considerati, inoltre, l‘alcol assoluto al giorno (AAD) e al giorno di consumo (AADD), il numero di episodi di abbuffata e il numero massimo di drink in un periodo di 24 ore.

I risultati evidenziano che il consumo di sostanze alcoliche, indipendentemente dalle quantità, prima del riconoscimento della gravidanza, può influenzare negativamente la durata della gestazione sia in termini di età gestazionale che di percentile di lunghezza alla nascita, come anche impattare sulla salute del feto. I dati dello studio, nella loro totalità, confermerebbero una associazione dose-risposta tra alcol e esiti perinatali avversi.

I risultati

Tra le donne con PAE, il consumo medio di alcol durante il periodo periconcezionale e la gravidanza è stato di 0,37  ± 0,74 AA/giorno, pari cioè a una media di circa 5 drink/settimana.

Dopo aver aggiustato per la co-esposizione al tabacco e le caratteristiche sociodemografiche, sono state osservate associazioni significative tra tutte le misurazioni dell’alcol e l’età gestazionale al parto, comprese le misure cumulative di AAD (β = −0,58; IC al 95%: −0,98; −0,17) e AADD (β = −0,58; IC 95%: −0,90; −0,26) durante la gravidanza e il periodo periconcezionale. Inoltre è stata osservata un’associazione significativa tra il numero massimo di bevande in un periodo di 24 ore e il percentile della durata della nascita (β = −0,70; IC 95%: −1,36; −0,04).

Ovvero i risultati sottolineerebbero la relazione negativa tra PAE lieve-moderato e abbuffate episodiche con l’età gestazionale al momento del parto e il percentile della durata della nascita dopo aver aggiustato altri fattori, potenzialmente confondenti.

Fonte

Bakhireva LN, Ma X, Wiesel A et al. Dose–response effect of prenatal alcohol exposure on perinatal outcomes. Alcohol Clin Exp Res. 2024. Doi: http://doi.org/10.1111/acer.15284

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