Oggi, 4 marzo, ricorre la Giornata Mondiale contro l’HPV. Il papillomavirus è responsabile nella quasi totalità dei casi di tumore della cervice uterina ed è associato anche a tumori dell’ano, della vagina, della vulva, del pene e della regione testa-collo. È un virus estremamente diffuso: infatti, circa l’80% delle persone sessualmente attive lo contrae almeno una volta nella vita.

«In Italia ogni anno circa 5.000 tumori sono legati al papillomavirus umano. Parliamo di una malattia che, in molti casi, può essere prevenuta grazie alla vaccinazione e allo screening. Per questo guardiamo con favore alla legge in arrivo e rinnoviamo il nostro impegno a fianco delle Istituzioni per rafforzare la prevenzione», dichiara Francesco Schittulli, presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT).

La LILT è infatti tra i firmatari del Manifesto per l’eliminazione dei tumori correlati al papillomavirus.

Il ruolo delle Istituzioni e delle associazioni

L’iniziativa odierna, sostenuta da associazioni di pazienti, società scientifiche e organizzazioni civiche per rafforzare le politiche di prevenzione e sostenere le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha come obiettivo l’eliminazione del tumore della cervice uterina, problema di sanità pubblica.

Schittulli ribadisce il ruolo dello screening e della prevenzione: «La vaccinazione anti-HPV rappresenta uno degli strumenti più efficaci di sanità pubblica che abbiamo a disposizione. È fondamentale continuare a investire sulla prevenzione, sull’informazione corretta e sull’aumento delle coperture vaccinali, soprattutto tra i più giovani».

In questa direzione si inseriscono gli sforzi della LILT, che ha sottoscritto un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione finalizzato a promuovere percorsi di educazione alla salute e alla prevenzione.

La comunità scientifica internazionale considera, infatti, la combinazione tra vaccinazione e screening la strategia più efficace per prevenire i tumori HPV-correlati. Tuttavia, in Italia le coperture vaccinali restano lontane dagli obiettivi fissati a livello internazionale, che puntano a raggiungere entro il 2030 almeno il 90% della popolazione target vaccinata.

«È fondamentale recuperare i ritardi accumulati negli anni della pandemia e accelerare le coperture vaccinali, – conclude Schittulli. – Solo attraverso una forte alleanza tra istituzioni, sistema sanitario, scuola e associazioni sarà possibile proteggere le nuove generazioni e avvicinarci all’obiettivo di eliminare i tumori HPV-correlati».

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here