L’8 settembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Fisioterapia (World PT Day), l’appuntamento promosso dalla World Physiotherapy che ogni anno valorizza il contributo della fisioterapia alla salute e al benessere delle persone e offre un’importante occasione di sensibilizzazione per cittadini, istituzioni e professionisti.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è dedicato al ruolo della fisioterapia nella prevenzione, gestione e riabilitazione delle malattie cardiovascolari e dell’ictus, due tra le principali cause di disabilità e mortalità a livello globale. Attraverso la campagna di quest’anno, la World Physiotherapy mette in evidenza come i fisioterapisti possano contribuire in modo determinante alla promozione della salute cardiovascolare, al recupero funzionale e all’incremento della qualità di vita delle persone.
Un riferimento per invecchiare in salute
Il fisioterapista è una figura professionale di riferimento nella valutazione e nella gestione del declino funzionale negli anziani, concentrandosi principalmente sull’esecuzione di valutazioni fisiche dettagliate e sull’attuazione di interventi mirati per favorire la mobilità, la forza e l’equilibrio. La sua competenza risiede nel riconoscimento delle menomazioni fisiche e nella progettazione di programmi di esercizio individualizzati per promuovere la funzione fisica e prevenire un ulteriore declino.
Con l’invecchiamento della popolazione, l’obiettivo principale dei fisioterapisti, insieme ad altri professionisti sanitari, è identificare gli anziani ad alto rischio e intervenire efficacemente per arrestare o ritardare il declino funzionale e dello stato di salute associato al processo di invecchiamento.
Nell’ambito della pratica quotidiana, i fisioterapisti elaborano programmi di esercizio personalizzati, finalizzati al potenziamento della mobilità, della forza, dell’equilibrio e della resistenza, elementi cruciali per il mantenimento dell’indipendenza con l’avanzare dell’età. Educano, inoltre, i pazienti sulla corretta meccanica corporea e sulla prevenzione degli infortuni, contribuendo ulteriormente alla salute e alla capacità funzionale a lungo termine. Integrando questi aspetti specifici nella pratica, i fisioterapisti possono concorrere al miglioramento della qualità della vita e del benessere generale degli anziani.
Un supporto in caso di malattie cardiovascolari
Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte a livello globale. Il fisioterapista supporta i pazienti nella gestione di tali malattie, riducendo la probabilità di nuovi eventi cardiaci, come un infarto, attraverso:
- l’individuazione dei principali fattori di rischio individuali e la promozione di comportamenti volti ad adottare e mantenere nel tempo uno stile di vita sano;
- la proposta di programmi di esercizio su misura, aiutando le persone a superare l’eventuale paura di fare sforzi fisici;
- l’educazione terapeutica sulle strategie migliori per prevenire ulteriori problematiche cardiache;
- il miglioramento della forma fisica, stimolando le persone a rimanere attive e a godere di una migliore qualità di vita;
- il supporto e la consulenza per imparare a gestire la propria condizione di salute in autonomia.
Prevenzione dell’ictus e riabilitazione post-ictus
I fisioterapisti svolgono un ruolo fondamentale nella riduzione del rischio di ictus, in primis aiutando le persone ad essere più attive fisicamente e a gestire le patologie croniche a lungo termine. Bastano appena trenta minuti di esercizio cinque volte a settimana per ridurre il rischio del 25%.
La riabilitazione rappresenta una parte centrale del percorso di recupero dopo un ictus. Guida la persona nel riprendere gradualmente le attività quotidiane, migliora la qualità della vita e favorisce il raggiungimento della maggiore autonomia possibile. In genere, la riabilitazione dovrebbe iniziare entro le prime 48 ore, non appena le condizioni mediche del paziente sono stabili.
Un avvio precoce favorisce il recupero e può incentivare la fiducia nelle proprie capacità. Il percorso coinvolge un’équipe sanitaria che, oltre ai fisioterapisti, può includere medici, infermieri, terapisti occupazionali e logopedisti. È essenziale la definizione di un piano terapeutico personalizzato, costruito sulle esigenze della singola persona.
Un’attività fisica regolare non solo previene l’insorgenza dell’ictus, bensì riduce anche la probabilità di recidive dopo un primo evento. Le linee guida nazionali e internazionali raccomandano una fisioterapia regolare e di adeguata intensità come parte integrante del percorso di cura post-ictus, adattata agli obiettivi e alle capacità di ogni persona.
Verso programmi multimodali
Data la capacità di influenzare molteplici domini fisiologici e funzionali, la fisioterapia strutturata basata sull’attività fisica è sempre più esplorata come strategia per la gestione della fragilità. La fisioterapia comprende infatti un’ampia gamma di modalità che includono allenamento di resistenza, esercizi aerobici, allenamento dell’equilibrio, nonché programmi multimodali mirati ai meccanismi fisiologici e funzionali alla base della fragilità.
Una recente revisione, pubblicata sull’European Journal of Clinical Investigation, ha valutato l’efficacia di programmi fisioterapici strutturati basati sull’attività fisica nel ridurre la fragilità e potenziare gli esiti fisici, cognitivi ed emotivi in soggetti di età pari o superiore ai sessant’anni. I ricercatori hanno distinto gli effetti dell’intervento in base a modelli di fragilità comprovati (modelli basati sul fenotipo e sull’accumulo di deficit). La revisione ha utilizzato i criteri PRISMA e il framework PICOS per individuare gli articoli pertinenti pubblicati tra gennaio 2002 e dicembre 2025.
La maggior parte delle ricerche ha rilevato che l’allenamento di resistenza ha aumentato la forza muscolare e diminuito la fragilità del 20%-35%. Gli esercizi di equilibrio hanno ridotto il rischio di cadute del 25%-35%, mentre gli allenamenti aerobici hanno ottimizzato l’andatura e la forma cardiovascolare. Gli interventi multimodali hanno invertito la fragilità nel 41%-50% degli individui e prodotto effetti positivi a livello cognitivo ed emotivo. Le prestazioni fisiche, la qualità della vita e l’indipendenza funzionale sono migliorate in tutti i modelli di fragilità, secondo le analisi ponderate. Gli interventi fisioterapici strutturati, in particolare i programmi multimodali, riducono la fragilità e rafforzano la resilienza fisica, cognitiva ed emotiva nelle persone anziane, evidenziandone il valore nell’ambito di un’assistenza geriatrica completa.
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