Aumentano le evidenze che dimostrano come la sindrome dell’ovaio policistico sia fortemente legata a uno stato di disbiosi intestinale e a quanto comporta.
La medicina tradizionale cinese può contribuire, con almeno cinque differenti approcci, a riparare la barriera intestinale, quindi a migliorare il microbiota intestinale, favorendo la riduzione dei sintomi e una più efficace e controllata gestione della PCOS.
Tali prove, suggerite da diversi studi di letteratura, tra cui un lavoro su Frontiers in Nutrition, invitano a indagare ulteriormente sulla relazione MTC-PCOS per aumentare la robustezza degli outcome clinici e poter tradurre le evidenze in pratica clinica.
Una condizione diffusa
Gli attuali trattamenti farmacologici per la PCOS si scontrano con diversi ostacoli: effetti collaterali, anche importarti, costi e problemi di sicurezza a lungo termine, il rischio futuro, possibile e non trascurabile, di sviluppare diabete di tipo 2 e malattie cardiache.
Ricerche recenti hanno dimostrato una connessione tra il microbiota intestinale e la regolazione del metabolismo e degli ormoni: lo squilibrio del microbiota intestinale potrebbe, infatti, influenzare la permeabilità intestinale, innescare infiammazione e aumentare l’IR.
Quest’ultima, a sua volta, è fautrice di iperinsulinemia (HI), condizione che induce le ovaie a produrre livelli aumentati di androgeni, riduce la globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) nel fegato e altera la rete neuroendocrina verso una maggiore produzione di ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH) e dell’ormone luteinizzante (LH). L’effetto domino che si genera è, quindi, molto importante. Un altro ruolo cruciale nella PCOS è svolto dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) che può aumentare la produzione di androgeni surrenalici tramite l’ormone adrenocorticotropo (ACTH).
Nel complesso, questi meccanismi a catena esacerbano le disfunzioni metaboliche e riproduttive associate alla PCOS ed evidenze emergenti suggeriscono il ruolo del microbiota intestinale che nelle donne con PCOS e IR mostra una ridotta diversità e un minor numero di ceppi produttori di acidi grassi a catena corta (SCFA) e un aumento di organismi ricchi di endotossine.
Barriera intestinale alterata e metaboliti microbici nella PCOS
Una barriera intestinale sana si basa sulla salute di proteine delle giunzioni strette (tight junctions), come l’occludina e la zonula occludens-1 (ZO-1), fondamentali per impedire ai prodotti microbici di entrare nel flusso sanguigno.
Nella disbiosi, la permeabilità (intestino permeabile) aumenta consentendo al lipopolisaccaride (LPS) di attivare il complesso del Cluster of Differentiation 14 (CD14), del recettore toll-like 4 (TLR4), quindi innescando la risposta primaria alla differenziazione mieloide 88 (MyD88) e il fattore nucleare kappa B (NF-κB). Un meccanismo che, a sua volta, stimola il fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α), l’interleuchina 1 beta (IL-1β) e l’interleuchina 6 (IL-6).
Un complesso di sostanze che in sinergia compromettono la segnalazione del recettore dell’insulina tramite il soppressore della segnalazione delle citochine 3 (SOCS-3) e il substrato del recettore dell’insulina 1 (IRS-1), peggiorando l’IR. Gli SCFA e gli acidi biliari secondari invece supportano tipicamente la secrezione del peptide 1 simile al glucagone (GLP-1) e il controllo metabolico, ma sono spesso ridotti nella PCOS.
Il contributo dell’approccio tradizionale cinese
Alcune strategie della medicina tradizionale cinese sono utili a promuovere le interazioni intestino-ospite attraverso cinque meccanismi piuttosto che tramite percorsi clinici consolidati. Nello specifico:
- le formule multierbe. In studi preclinici e clinici su piccola scala, tali sostanze si sarebbero dimostrate in grado di modellare il GM, migliorare l’integrità della barriera intestinale e inibire la segnalazione di LPS, TLR4 e NF-κB, promuovendo la produzione di batteri SCFA, la ciclicità estrale e la riduzione dell’infiammazione.
- Fitochimici e polisaccaridi mirati. Studi su animali e, pochi, sull’uomo farebbero osservare la potenzialità di alcune sostanze come berberina, naringenina, Dendrobium officinale, Cordyceps, Astragalus spp., mangiferina e curcumina, nell’inibire l’IR e aumentare all’opposto l’espressione di occludina e ZO-1.
- La terapia dietetica. L’impiego, ad esempio, di quinoa e olio di semi di lino, in modelli sperimentali sembrerebbe capace promuovere la produzione di popolazioni di Lactobacillus, Bifidobacterium e Faecalibacterium, suggerendo potenziali benefici per le donne con PCOS.
- Probiotici, prebiotici e simbiotici. Alcune evidenze mostrerebbero che la gamma di questi prodotti potrebbe contribuire a regolare i rapporti tra LH e ormone follicolo-stimolante (FSH) o i livelli di citochine infiammatorie, con Bifidobacterium spp. Con evidenze anche sulla modulazione ormonale e inulina, favorita dalla riduzione dell’infiammazione e dell’IR.
- L’elettroagopuntura. Tale tecnica avrebbe fatto osservare miglioramenti nell’adiposità viscerale e nella tolleranza al glucosio nei modelli animali. Inoltre alcuni studi clinici sembrano suggerire che l’agopuntura associata a clomifene possa migliorare gli esiti ormonali e metabolici rispetto al solo clomifene. In alcuni studi, è stato anche riportato che l’agopuntura causa meno effetti collaterali gastrointestinali rispetto alla metformina.
Prossimi passi
È ora necessario dimostrare queste evidenze nel mondo reale, soprattutto in termini di sicurezza a lungo termine e di standardizzazione, tramite studi clinici multicentrici randomizzati con criteri diagnostici armonizzati, endpoint microbici validati e studi meccanicistici guidati da tecniche omiche per identificare può trarre beneficio dalla medicina tradizionale cinese, da quale intervento e a quale dose. Di conseguenza, le prove basate sul microbioma per la medicina tradizionale cinese devono essere rafforzate e attentamente tradotte in cure accessibili, eque e affidabili per le persone a cui è stata diagnosticata la PCOS.
Studio
Lin Y, Yang W, Xie Q et al. The role of traditional Chinese medicine in modulating gut microbiota to alleviating insulin resistance in polycystic ovary syndrome. Frontiers in Nutrition, 2025, Vol. 12. Doi: https://doi.org/10.3389/fnut.2025.1700612


