Si accendono i riflettori sulla nuova edizione della #MedSafetyWeek – in programma dal 2 all’8 novembre 2026 – la più ampia campagna di comunicazione internazionale mai realizzata finora per promuovere la cultura della farmacovigilanza.

Promossa dall’Uppsala Monitoring Centre (UMC), il centro collaboratore dell’OMS per il monitoraggio dei farmaci, e supportata dall’International Coalition of Medicines Regulatory Authorities (ICMRA), l’iniziativa vede la mobilitazione di oltre 130 organizzazioni in più di 120 Paesi, uniti dal claim: «Non ignorare i sospetti effetti indesiderati dei farmaci, segnalali sempre».

Il fenomeno dell’underreporting: una sfida globale

Per monitorare la sicurezza dei medicinali dopo la loro immissione in commercio, le autorità regolatorie dipendono strettamente dalle segnalazioni di medici, professionisti sanitari e pazienti. Tuttavia, i dati OMS evidenziano una criticità strutturale: meno del 10% degli effetti collaterali reali viene effettivamente segnalato.

Nata nel 2016 proprio per colmare questo grave divario, la #MedSafetyWeek punta a sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe medica, ricordando che l’assenza di segnalazioni non equivale all’assenza di rischio, ma solo a una minore capacità di intercettarlo tempestivamente.

Monitoraggio e sicurezza: il ruolo chiave di clinici e pazienti

Difatti, sebbene i medicinali rappresentino uno strumento insostituibile per la cura e la gestione di numerose patologie, la variabilità della risposta biologica può determinare l’insorgenza di reazioni avverse, talvolta improvvise, silenti o legate a interazioni complesse, generalmente dovute all’avvio di nuovi trattamenti, a variazioni posologiche o all’uso concomitante di prodotti a base di erbe e integratori alimentari.

Come sottolineato dal Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA, Robert Nisticò, «il contributo attivo dei clinici e dei pazienti è imprescindibile». Ogni segnalazione alimenta la comprensione del profilo di beneficio-rischio dei medicinali e consente alle autorità regolatorie di intervenire tempestivamente di fronte a potenziali segnali di allarme.

Quando e cosa segnalare: basta un sospetto

La campagna ricorda che non è necessaria la certezza assoluta del nesso causale “farmaco-reazione” per procedere alla segnalazione: è sufficiente il sospetto, soprattutto laddove il sintomo influisce negativamente sulla vita quotidiana del paziente, risulta grave o non è contemplato tra i possibili effetti indesiderati elencati nel foglio illustrativo. Attenzione particolare va posta nelle fasi di transizione terapeutica o nei pazienti in politerapia.

La medicina di prossimità come presidio di farmacovigilanza

In questo scenario, il medico di medicina generale riveste un ruolo strategico di cerniera sul territorio: non solo intercettando e valutando i sintomi sospetti nel dialogo quotidiano con l’assistito, ma educando i cittadini all’importanza di una segnalazione consapevole.

«Segnalare i sospetti effetti indesiderati può sembrare un gesto di poco conto, ma contribuisce a rendere i farmaci sempre più sicuri per tutti», ha ribadito Nisticò.

AIFA invita tutti gli attori del sistema salute a partecipare attivamente alla mobilitazione, utilizzando l’hashtag ufficiale #MedSafetyWeek per amplificare un messaggio di responsabilità condivisa a tutela della sicurezza dei pazienti.

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