Quasi 100 mila persone in un anno. Sono 99.898 i pazienti residenti in altre regioni ricoverati negli ospedali lombardi per acuti in regime ordinario, a fronte di 46.120 lombardi curati fuori regione. In tutta Italia i ricoveri fuori regione sono stati 691.640 e la loro quota è salita dal 7,2% del 2004 all’8,6%.

A questi numeri CasAmica ODV risponde con Progetto 3.000: la nuova Casa di Segrate, accanto all’IRCCS Ospedale San Raffaele, con 75 posti letto, un locale ambulatoriale e uno spazio riabilitativo. L’apertura è prevista entro il 2027.

La Lombardia primo polo di attrazione sanitaria

Il quadro della migrazione sanitaria è stato al centro dell’incontro “Un nuovo modello di accoglienza socio-sanitaria – Progetto 3.000”, promosso nei giorni scorsi da CasAmica ODV con Regione Lombardia al Belvedere di Palazzo Lombardia. Moderato da Rosaria Renna di Radio Monte Carlo, l’incontro si è aperto con il saluto del vicepresidente regionale Marco Alparone. È intervenuto anche il sottosegretario Mauro Piazza.

Federica Morandi, professore associato alla Facoltà di Economia e direttrice dei programmi accademici e della ricerca di ALTEMS – Università Cattolica del Sacro Cuore, nonché presidente della European Health Management Association, ha illustrato i dati. I ricoveri di pazienti arrivati da fuori hanno superato quelli dei lombardi curati altrove di 53.778 unità negli acuti in regime ordinario.

Nel 2023 la Regione ha maturato 1,12 miliardi di euro di crediti per le cure prestate a pazienti provenienti da altre aree del Paese, a fronte di 476 milioni di debiti, con un saldo attivo di 645,8 milioni. La Lombardia rappresenta il 23,2% di tutta la mobilità attiva italiana, che ha raggiunto 5,15 miliardi. Il 71,1% dell’attrazione lombarda passa per strutture private accreditate, contro il 54,5% della media nazionale.

Il costo nascosto per pazienti e caregiver

Dietro i flussi tra Regioni c’è un costo che le statistiche non registrano. Le elaborazioni ALTEMS sui pazienti con malattie rare indicano una distanza media di 185 km tra casa e centro di cura. Chi deve pernottare trascorre circa 9 giorni l’anno lontano da casa, con una spesa media di 134 euro a notte per l’alloggio. I caregiver perdono in media 43,7 giornate di lavoro l’anno, pari a circa 3.650 euro di mancata produttività.

Secondo l’indagine EMG Different per CasAmica tra i residenti del Sud e delle Isole, le prime difficoltà per chi si è curato fuori regione sono i costi degli spostamenti (60%) e degli alloggi (59%); il 58% avrebbe avuto bisogno di un alloggio gratuito o a prezzo calmierato. Milano è la meta di un migrante sanitario su quattro.

Nel 2025 le sei case di CasAmica a Milano, Lecco e Roma hanno accolto quasi 6.000 persone tra pazienti e accompagnatori, per un totale di 40.500 notti di ospitalità.

Progetto 3.000: la nuova Casa di Segrate

La nuova struttura sorge a Segrate, nei pressi dell’IRCCS Ospedale San Raffaele. Sarà la più grande tra le case di CasAmica: 75 posti letto, due miniappartamenti, un piano dedicato ai bambini e alle loro famiglie, un auditorium e un giardino. Il cantiere, aperto nel maggio 2025, è nella fase di impianti e rivestimenti. La fine dei lavori è prevista a inizio 2027 e l’apertura entro il 2027.

«Secondo i dati disponibili, quasi 100mila pazienti di altre regioni sono stati ricoverati negli ospedali lombardi, oltre 53mila in più dei lombardi che si sono curati altrove: la Lombardia è il primo polo di attrazione sanitaria del Paese e dietro ognuno di questi ricoveri c’è spesso una famiglia che deve trovare un posto dove stare – ha dichiarato Stefano Gastaldi, direttore Relazioni istituzionali e Progetti strategici di CasAmica ODV –. Per questo Segrate non sarà soltanto una casa più grande, ma un modo diverso di stare accanto a chi si cura lontano da casa. Chi arriva a Milano per una terapia oncologica o un trapianto non ha bisogno solo di un letto, ma di un ambulatorio dove ricevere una prestazione senza tornare ogni volta in reparto e di una comunità che non lo lasci solo. Il modello di Segrate poggia su tre alleanze: con gli ospedali, con il territorio e con le altre organizzazioni del Terzo Settore».

Una “Casa che cura” in rete con ospedali e territorio

La nuova CasAmica avrà un locale ambulatoriale e uno spazio riabilitativo. Sono in fase di finalizzazione protocolli d’intesa con le strutture sanitarie, a partire dall’IRCCS Ospedale San Raffaele, per consentire agli ospiti di ricevere cure domiciliari e prestazioni ambulatoriali direttamente nella Casa, riducendo gli spostamenti verso l’ospedale.

Alcuni servizi saranno aperti anche alla cittadinanza di Segrate. Sono inoltre in fase di definizione accordi con Fondazione Telethon, Prometeo e Fondazione Oxiamo per accogliere le persone seguite da queste realtà.

All’incontro erano presenti Paola Serafin, componente del consiglio direttivo e responsabile dell’accoglienza di Prometeo, e Stefano Tronconi, presidente di Fondazione Oxiamo. Paola Martinoni, medico chirurgo e fondatrice di Fondazione Libellule Insieme ETS, ha illustrato i servizi di prevenzione dedicati alle mamme dei bambini ospiti di CasAmica.

Accoglienza e percorso di cura

«In quarant’anni abbiamo accolto oltre 150 mila persone e abbiamo imparato che l’accoglienza fa parte del percorso di cura – ha dichiarato Marinella Vedani, vicepresidente di CasAmica ODV. I dati emersi dall’incontro lo confermano: il ricovero è coperto dal sistema sanitario, ma viaggio, alloggio e giornate di lavoro perse restano sulle spalle delle famiglie. Il Terzo Settore può fare molto, ma la risposta deve essere un’alleanza tra istituzioni, ospedali e organizzazioni non profit».

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here