La Giornata Mondiale dell’obesità 2026, celebrata il 4 marzo scorso, lancia un appello globale con lo slogan 8 Billion Reasons To Act on Obesity. Non si tratta solo di una questione di numeri, ma di un invito a cambiare la narrativa individuale e collettiva sulla malattia. I temi portanti di quest’anno, recepiti pienamente dal tavolo tecnico in Senato, richiamano l’urgenza di:

  • Comprendere l’obesità come patologia complessa e multifattoriale;
  • Sostenere politiche efficaci di prevenzione e gestione;
  • Contrastare lo stigma, superando l’idea che sia solo una questione di volontà individuale;
  • Aumentare la consapevolezza sull’impatto dei determinanti genetici e sociali.

L’evento italiano, ospitato a Roma presso la Sala Zuccari del Senato, e promosso dalla Senatrice Daniela Sbrollini con l’Intergruppo Parlamentare Obesità, Diabete e malattie croniche non trasmissibili, ha visto la partecipazione della World Obesity Federation e di una vasta alleanza di società scientifiche per ribadire che “abbiamo tutti i nostri motivi per cambiare la storia dell’obesità”.

La Carta di Erice 2026: l’alleanza delle società scientifiche

Punto focale della giornata è stata la presentazione della “Carta di Erice sull’Obesità”, sottoscritta da oltre 20 organizzazioni. Il documento punta a una presa in carico omogenea su tutto il territorio, garantendo l’accesso equo a ogni opzione terapeutica. «Con questa Carta il mondo scientifico assicura il proprio fermo impegno a riconoscere l’obesità come malattia cronica», ha dichiarato Silvio Buscemi, presidente della Società Italiana Obesità – SIO.

L’approccio olistico e la salute mentale: il richiamo del CSS

L’intervento di Alberto Siracusano,psichiatra e presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ha rappresentato il punto di svolta culturale, definendo un orizzonte coerente con la medicina integrata. Siracusano ha esortato a guardare alla salute in maniera “complessa e completa”: «Pensare di parlare di nutrizione senza contemplare la salute mentale è fallimentare. L’obesità è un nuovo paradigma della salute che integra determinanti biologici, uso dei device, stili di vita e psiche».

Secondo Siracusano, la vera sfida è l’alleanza terapeutica: «Salute mentale e nutrizione sono strettamente collegate. Occorre creare, fin dai primi anni di vita, situazioni di stimolo a una buona educazione fisica e psichica». Cruciale in tal senso è la prescrivibilità dell’attività fisica: l’obiettivo è permettere al Medico di Medicina Generale di prescrivere l’esercizio fisico adattato in ricetta come un vero farmaco, favorendo un recupero che parta dall’unità psicosomatica dell’individuo.

Determinanti biologici e connessioni sistemiche

L’obesità, come ormai noto, è il driver di numerose e gravi patologie non trasmissibili. La professoressa Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana Diabete – SID, ha sottolineato il legame indissolubile con il diabete, frutto di determinanti biologici condivisi. Non meno allarmante tuttavia il nesso con l’ambito oncologico: l’eccesso di tessuto adiposo induce uno stato infiammatorio cronico silente che aumenta l’esposizione alle neoplasie e rende il paziente più resistente alle terapie chemio e radioterapiche.

Ambiente obesogenico e diseguaglianze

Con l’11,8% della popolazione adulta colpita (dato Italian Barometer Obesity Report 2025), l’Italia sconta l’impatto di un ambiente “obesogenico”. L’insorgenza è sempre più precoce, con un forte coinvolgimento dei bambini: il 9,8% dei bambini a 8-9 anni è obeso. Come ricordato da Paolo Sbraccia, presidente di IBDO Foundation, l’obesità richiede urgenza clinica e soluzioni di governance che riducano le diseguaglianze. Andrea Lenzi, presidente del CNR e di OPEN Italy, ha ribadito che il riconoscimento come malattia cronica e l’inserimento nei LEA sono traguardi fondamentali per una rete di centri multidisciplinari efficiente.

Verso una nuova consapevolezza

La Giornata Mondiale si è chiusa con la consapevolezza che solo integrando prevenzione, supporto psicologico e innovazione terapeutica sarà possibile invertire una tendenza che minaccia la tenuta stessa del sistema sanitario globale. Come dichiarato dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, l’impegno istituzionale continuerà per garantire una presa in carico efficace affinché «nessun cittadino sia lasciato solo».

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here