Quando si parla di cistite, l’infiammazione – ben evidenziata dal suffisso “ite” – della mucosa che riveste la vescica, sia negli episodi acuti che in quelli cronici, svolge un ruolo da protagonista. Per quanto la causa primaria rimanga la presenza di un processo infettivo, non di rado i sintomi caratteristici della cistite sono ascrivibili esclusivamente ad un forte processo infiammatorio delle vie urinarie e ad uno stato di congestione dell’area pelvica.

Per quanto le cause possano essere diverse, tale condizione riguarda anche le cistiti interstiziali e le cistiti psicogene o “false cistiti”, legate a conflitti inconsci della psiche. Senza dimenticare i casi di cistite che si verificano come conseguenza di un rapporto sessuale, in seguito al trauma meccanico, da scarsa lubrificazione e quindi da atrofia vaginale.

I rimedi dalle piante medicinali

La fitoterapia, nel caso di un’infezione conclamata, può rappresentare un efficace complemento della terapia antibiotica, ma negli ambiti sopra descritti, non caratterizzati da processi infettivi, così come nel trattamento delle forme croniche e recidivanti, dimostrarsi un’arma vincente capace di intervenire efficacemente sull’infiammazione e sulla sintomatologia, limitando la frequenza degli episodi.

Inoltre, la grande varietà di rimedi consente la personalizzazione della cura, intervenendo in modo mirato sui fattori che compongono il quadro specifico del soggetto: oltre ai rimedi dall’attività più spiccatamente antimicrobica, è possibile fare affidamento su fitoterapici dall’attività antinfiammatoria e diuretica, utili per ridurre la sintomatologia e favorire una più rapida soluzione, talvolta associabili a rimedi capaci di sostenere efficacemente la funzionalità del sistema immunitario e dell’apparato intestinale, limitando le recidive e contrastando fattori predisponenti quali stipsi ed alterazioni dell’alvo.   

Cranberry per gestire i processi infettivi

Tra i trattamenti naturali mirati alla soluzione del problema cistite, gli estratti di bacche di Cranberry (Vaccinium macrocarpon) o mirtillo rosso americano sono sicuramente tra i più diffusi, soprattutto negli episodi di cistite recidivanti, che si ripresentano cioè ad intervalli frequenti. La presenza degli estratti dei frutti di questa pianta nella composizione di molti preparati naturali in commercio – specifici per il trattamento della cistite – è giustificata dalla capacità dei suoi principi attivi polifenolici – le proantocianidine o PAC A – di esercitare non solo attività antinfiammatoria, utile nella gestione dei sintomi fastidiosi, ma anche di impedire ai battere responsabili dell’infezione di aderire alle superficie che riveste l’interno delle vie urinarie, favorendone una più rapida eliminazione (1).

Solitamente ben tollerato per la sua azione delicata sulla mucosa gastrointestinale, il Mirtillo rosso costituisce il rimedio ideale per le cure di lunga durata, soprattutto in caso di cistiti recidivanti oppure in età pediatrica. Oltre a ridurre l’incidenza delle ricadute, questo rimedio possiede infatti la capacità di stimolare la regolarizzazione del transito intestinale, fornendo così un valido ausilio ad uno dei problemi che più frequentemente assillano chi soffre di cistite, la stitichezza. 

Le applicazioni

Declinato in molteplici versioni commerciali, il mirtillo rosso rientra tra gli ingredienti della maggior parte delle formulazioni in polvere – in pratiche bustine da solubilizzare in acqua,  che ne prevedono solitamente l’associazione al D-mannosio, monosaccaride dall’azione “antiadesiva” sinergica a quella del Mirtillo rosso – ma può essere utilizzato anche come succo puro concentrato, estratto secco in capsule o macerato glicerico in gocce, estratto ottenuto dai giovani getti freschi della pianta. Fondamentale ricordare che l’efficacia del rimedio è legata ad una adeguata titolazione in proantocianidine-PAC, oltre che ad un’assunzione lontano dai pasti, preferibilmente la sera, a vescica vuota,  prima di coricarsi. 

Uva ursina

A supporto dell’azione del Mirtillo rosso, per brevi periodi, è possibile associare – in estratto secco titolato in arbutina o tintura madre – un altro rimedio prezioso per contrastare il processo infettivo, l’Uva ursina (Arctostaphylos uva.ursi) : l’arbutina, presente nelle sue foglie –  di per se inattiva – è in grado di trasformarsi a livello renale nel suo derivato attivo, l’idrochinone, dotato di efficace attività antibatterica e quindi in grado di agire come antisettico ed antinfiammatorio dell’apparato urinario e della vescica, utile per ridurre lo stimolo continuo della minzione ed il dolore. Si consigliano però in questo caso trattamenti brevi di 10-15 giorni al massimo, visti i possibili effetti irritanti dei tannini presenti sulla mucosa gastrica.

Pronto sollievo ai sintomi

In ogni caso, per dare sollievo alla fastidiosa sintomatologia che generalmente caratterizza gli episodi di cistite, riducendo dolore ed infiammazione, si può ricorrere, ai primi sintomi, ad alcune piante dotate di attività antispastica ed antinfiammatoria. Per calmare gli spasmi che possono colpire la muscolatura liscia dell’apparato urinario, e quindi della vescica, si può ricorrere a piante dalla spiccata attività spasmolitica, capaci di rilassare la muscolatura liscia dell’apparato urinario, ma anche di quello gastro-intestinale.

Particolarmente indicata sarà quindi la Melissa, da assumere in infuso (2-3 tazze al dì) o come tintura madre alla dose di 40 gocce dopo i pasti principali e poi ancora la sera prima di coricarsi. In caso di crampi è naturalmente giustificata l’assunzione al momento del bisogno. Per la sua azione significativa anche a livello del Sistema nervoso Centrale, la Melissa può essere utile anche nel trattamento naturale delle cistiti psicogene – o “false cistiti”, legate ad conflitti inconsci della psiche – comunque accompagnate dalla ben nota sintomatologia classica (intenso bruciore, frequente stimolo ad urinare, dolore durante l’eliminazione dell’urina, sensazione di peso al basso ventre) (2).

Per ridurre i processi infiammatori che spesso accompagnano la cistite si può ricorre anche al macerato glicerico di Mirtillo rosso (Vaccinium vitis idaea), estratto ottenuto dai giovani getti freschi della pianta. La sua attività antinfiammatoria sulle vie urinarie viene completata da una buona attività antisettica che lo rende adatto ad essere utilizzato in sostituzione dell’Uva ursina. Grazie alla sua azione meno irritante per lo stomaco costituisce infatti il rimedio ideale per le cure di lunga durata, soprattutto in caso di cistiti recidivanti ma anche in caso di cistite ad urine chiare. La dose consigliata corrisponde a 50 ott, diluite in acqua, 1-2 volte al dì (3).

Infusi, per favorire la diuresi

Dal momento che bere adeguate quantità di liquidi rappresenta uno dei cardini del trattamento naturale della cistite, per favorire la diuresi e quindi il “lavaggio” frequente delle vie urinarie tale da eliminare i batteri eventualmente presenti, è possibile ricorrere a una miscela di piante suggerita dalla farmacopea (F.U.I Sed.), a base di gramigna rizoma 20%, Betulla foglie 20%, Verga d’oro sommità fiorite 20%, Ononide radice 20% e liquirizia radice 20%. Si utilizzano 3-4 grammi della miscela (circa un cucchiaino da caffè abbondante) in 150 ml di acqua bollente, lasciando in infusione 15 minuti prima di filtrare. La dose consigliata è di 3 tazze al dì.

Potrebbe risultare indicato anche un semplice infuso di Malva (Malva sylvestris L.), sempre 2-3 volte al dì, pianta ricca di mucillagini ad azione emolliente ed antinfiammatoria, grazie alle quali è possibile favorire peraltro la formazione di feci morbide e voluminose, influendo positivamente sulla regolarità dell’alvo, che abbiamo visto essere una delle possibili concause della cistite.

Bibliografia di riferimento 

1 –  Williams G, Hahn D, Stephens JH, Craig JC, Hodson EM. Cranberries for preventing urinary tract infections. Cochrane Database Syst Rev. 2023 Apr 17;4(4)

2 – Zam W, Quispe C, Sharifi-Rad J, López MD, Schoebitz M, Martorell M, Sharopov F, Fokou PVT, Mishra AP, Chandran D, Kumar M, Chen JT, Pezzani R. An Updated Review on The Properties of Melissa officinalis L.: Not Exclusively Anti-anxiety. Front Biosci (Schol Ed). 2022 Jun 7;14(2):16.

3 – Enrica Campanini – Fitoterapia, gemmoterapia, omeopatia, pag.131 – Tecniche Nuove Milano.

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