Stringersi in un forte (o lieve) abbraccio, aumenta la “connessione” con il proprio corpo, rafforza il sistema immunitario, promuove l’autostima, riduce lo stress, migliora l’umore, e favorisce il benessere emotivo.
Sono i risultati delle ultime ricerche scientifiche, ricordati oggi, 21 gennaio, in occasione dell’Hugging Day, che nel mondo, Italia compresa, riconosce il valore dell’abbraccio e i suoi benefici. La giornata è stata istituita nel 1986 con l’obiettivo di contrastare il senso di isolamento che spesso caratterizza i mesi invernali, scoprendo poi la “multidisciplinarietà” di azione, benefica, legata a questo gesto.
Il contatto pelle-corpo o pelle-pelle
L’abbraccio è espressione di protezione, come quella che si è vissuta a livello uterino, nel grembo materno. Quando ci si abbraccia entrano, infatti, in gioco una combinazione di segnali tattili e termici che aumentano, nella persona, il senso di appartenenza al corpo, ma anche di vicinanza all’altro. L’abbraccio rafforza il legame sociale, dà maggiore benessere.
Su questi principi, non è un caso, si fonda anche la canguro-terapia (Kangaroo Mother Care, KMC), una pratica terapeutica che sfrutta i benefici del contatto pelle a pelle tra il neonato e la mamma: similmente ai canguri che portano i loro cuccioli nel marsupio, il bambino in questa pratica è tenuto in un abbraccio a contatto con la pelle della mamma, di cui può sentire il calore, annusare il profumo, percepire sensazioni di benessere, i cui effetti sono ben documentati in letteratura.
Ad esempio il contatto pelle a pelle stabilizza la temperatura corporea del neonato, fondamentale soprattutto per i nati prematuri, stimola lo sviluppo neurologico e cognitivo del bambino, migliorando le capacità motorie e cognitive, abbassa i livelli di stress nel neonato, grazie a una riduzione del cortisolo, favorendo così anche uno stato di rilassamento. Non ultimo il contatto pelle a pelle migliora la qualità del sonno del piccolo, il calore e la sicurezza del contatto fisico giovano infatti ad un riposo più profondo.
Difese immunitarie più robuste
L’abbraccio irrobustisce e consente, grazie a un una sorta di effetto-scudo che aumenta la normale azione dei nostri anticorpi. L’abbraccio attiva e promuove la produzione di neurotrasmettitori e ormoni che incidono sul benessere psicofisico, rinforzando il sistema immunitario.
Ad esempio uno studio Carnegie Mellon University, pubblicato sulla rivista Psychological Science, in cui sono stati coinvolti e monitorati oltre 400 adulti sani, esposti al virus del raffreddore, mostra che coloro che ricevevano abbracci più frequenti avevano una probabilità significativamente inferiore di ammalarsi. Questi risultati sembrano suggerire che l’abbraccio possa avere una azione di “cuscinetto protettivo”, di stress-buffering, impedendo allo stress di indebolire le difese immunitarie. Infatti, l’abbraccio contribuisce anche a ridurre ansia, paure e stress, che a livello fisico si traduce in una attenuazione delle rigidità generali e della tensione muscolare.
Azione positiva sull’ansia e varie tensioni
L’abbraccio stimola il rilascio di ossitocina, noto come ormone dell’amore e della connessione sociale, favorendo un senso di fiducia e legame emotivo, soprattutto tra partner, genitori e figli. L’ossitocina a livello fisico ha molteplici effetti: riduce la tensione, i livelli di stress, la percezione di dolore, promuovendo uno stato di rilassamento e tranquillità, aiuta a controllare la frequenza cardiaca, agisce sulla produzione, più ridotta, di cortisolo. Gli abbracci confermano, inoltre, il loro effetto “analgesico” tramite il rilascio di endorfine, che oltre a calmare, aumentano l’attività del sistema GABAergico, con azione rilassante sul sistema nervoso.
In buona sostanza, a livello neurologico, l’abbraccio modula la percezione della minaccia, come documenta lo studio “Lending a Hand”, condotto dall’University of Virginia, valutandone le reazioni tramite la risonanza magnetica. È emerso che il semplice contatto fisico riduce istantaneamente l’attività nell’ipotalamo e nell’amigdala, i principali centri cerebrali responsabili dell’ansia e della risposta alla paura, suggerendo che il contatto fisico invia al cervello un segnale biologico di sicurezza, abbassando la produzione di cortisolo.
Benefici a livello cardiaco
La riduzione del cortisolo, che è legato a molte condizioni di fatica, come l’ansia, l’ipertensione e i disturbi del sonno, apporta sostanziali vantaggi anche a livello cardiaco e pressorio. Una ricerca condotta dall’Università della Carolina del Nord ha dimostrato che le persone che abbracciano regolarmente i propri cari hanno livelli di pressione arteriosa più bassa e una migliore salute cardiovascolare generale. Il contatto fisico rilassante sembra, quindi, ridurre i livelli di cortisolo e attivare l’ossitocina. Lo studio evidenzia come quest’ultima agisca sul sistema nervoso autonomo, stabilizzando il battito e proteggendo il cuore dagli effetti importanti legati all’ipertensione indotta dallo stress.
Effetti neurochimici: attivazione dell’umore e dell’autostima
Oltra all’ossitocina, l’abbraccio attiverebbe altri neurotrasmettitori del benessere, come dopamina e serotonina, entrambi collegati a sentimenti di piacere e felicità. La dopamina, nello specifico, promuove una sensazione di gratificazione e appagamento; poiché il sistema dopaminergico è strettamente legato ai circuiti della motivazione e del piacere, la sua attivazione attraverso il contatto fisico può migliorare l’umore e, appunto, aumentare la sensazione di benessere. Mentre la serotonina, neurotrasmettitore noto per la sua capacità di regolare l’umore, aiuterebbe a combattere i sintomi depressivi. L’abbraccio fa bene anche alla percezione di sé: aumenta il senso di autoefficacia e autostima, creando una connessione emozionale che aumenta i livelli del sentirsi e delle proprie capacità. Cioè è confermato da una ricerca del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Pittsburgh che avrebbe mostrato che le persone che ricevono più abbracci quotidiani tendono a sentirsi più soddisfatte delle loro relazioni e manifestano una maggiore autostima. Gli abbracci fungono da simbolo di accettazione e affetto, elementi essenziali per il benessere emotivo.
Fonti
Cohen S, Janicki-Deverts D, Turner RB et al. Does hugging provide stress-buffering social support? A study of susceptibility to upper respiratory infection and illness. Psychological Science, 2015, 26(2):135-47. doi: 10.1177/0956797614559284.
Coan JA, Schaefer HS, Davidson RJ et al. Lending a Hand: Social Regulation of the Neural Response to Threat. Psychological Science, 2006, Vol. 17, Issue 12. Doi: https://doi.org/10.1111/j.1467-9280.2006.01832.x
Light KC, Grewen KM, Amico JA. More frequent partner hugs and higher oxytocin levels are linked to lower blood pressure and heart rate in premenopausal women. Biol Psychol, 2005, 69(1):5-21. doi: 10.1016/j.biopsycho.2004.11.002


