Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sull’equipollenza dei titoli in osteopatia si compie un passaggio decisivo per la professione. Il provvedimento sancisce infatti l’ingresso dell’osteopatia e degli osteopati italiani nel Sistema Sanitario Nazionale.
Un percorso lungo e articolato
«Il percorso di regolamentazione dell’osteopatia in Italia nasce da un lungo lavoro di confronto istituzionale e di riconoscimento professionale, avviato simbolicamente il 12 giugno 2014, quando, come organi istituzionali del ROI-Registro degli Osteopati d’Italia, fummo ricevuti in audizione presso la Commissione Sanità del Senato dalla Presidente compianta Senatrice Emilia De Biasi per esporre le motivazioni di una sua regolamentazione come professione sanitaria autonoma» spiega Longobardi. Una tappa fondamentale di questo iter è stata la Legge 3/2018 che, all’articolo 7, ha individuato e istituito la professione sanitaria dell’osteopata, ponendo le basi per il suo inserimento nel Sistema sanitario nazionale.
In seguito, il DPR n. 131 del luglio 2021 ha recepito l’Accordo Stato-Regioni del 2020, definendo il profilo professionale dell’osteopata e le relative competenze. Con il Decreto interministeriale n. 1563 del novembre 2023 è stato poi regolato l’ordinamento didattico del corso di laurea in Osteopatia, introducendo il percorso universitario abilitante.
L’iter si è, infine, concluso con il DPCM del marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 maggio, che definisce i criteri per il riconoscimento dei titoli pregressi e dell’esperienza professionale maturata dagli osteopati già attivi.
«Oggi quel cammino trova finalmente un riconoscimento formale. Un approdo che per alcuni può apparire come un compromesso difficile, persino doloroso, ma che rappresenta anche la scelta necessaria per difendere l’esistenza stessa dell’osteopatia come professione autonoma, riconosciuta e pienamente inserita nel sistema sanitario, evitando il rischio concreto che venisse assorbita come semplice specializzazione di altre professioni sanitarie» aggiunge Longobardi.
L’ingresso nel Sistema sanitario nazionale
Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), dichiara: «Come Federazione nazionale, abbiamo seguito ogni passaggio di questo iter con il senso di responsabilità che compete alla nostra istituzione e siamo pronti ad accogliere gli Osteopati nei nostri Ordini: un importante riconoscimento per molti professionisti che hanno costruito competenze e atteso con pazienza che venissero riconosciute».
«L’osteopatia italiana entra oggi in una nuova stagione, che richiederà maturità, competenza e senso di responsabilità. Si apre ora la fase attuativa delle equipollenze, un passaggio decisivo per tanti professionisti» aggiunge Longobardi.
Il decreto segna quindi un punto di svolta per l’osteopatia in Italia: dopo anni di attesa, la professione entra ufficialmente in una nuova fase di riconoscimento e consolidamento istituzionale.



