La lombalgia è la prima causa di disabilità nel mondo e può compromettere mobilità, autonomia e qualità della vita. Le evidenze disponibili suggeriscono che le forme croniche e invalidanti si associno anche a un maggiore rischio di mortalità, soprattutto attraverso sedentarietà, perdita funzionale e comorbilità. In questo quadro, prevenzione, trattamento e qualità del recupero notturno assumono rilievo nella promozione di un invecchiamento in salute.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la lombalgia aspecifica interessa619 milioni di persone. Oltre all’elevata prevalenza, il dolore lombare rappresenta la principale causa globale di disabilità e una delle condizioni croniche più complesse da gestire.
Lombalgia e longevità: che cosa mostrano gli studi
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sul Journal of General Internal Medicine ha rilevato un’associazione tra mal di schiena e mortalità per tutte le cause, più marcata nelle donne e nelle forme croniche, frequenti o invalidanti. Gli autori non indicano il dolore come causa diretta: la possibile relazione passa soprattutto attraverso minore attività fisica, sedentarietà e maggiore rischio di obesità, patologie croniche e depressione.
Uno studio pubblicato su Pain Medicine ha inoltre associato le forme più severe di lombalgia a un aumento del rischio di mortalità negli uomini anziani.Il denominatore comune è la perdita funzionale: dolore e rigidità possono ridurre indipendenza, movimento e partecipazione alle attività quotidiane.
Per il medico, questi dati rafforzano l’importanza di intercettare precocemente dolore persistente, limitazione delle attività e riduzione dell’autonomia, soprattutto nelle persone anziane e con comorbilità.
«Proprio per questo è importante non tardare a rivolgersi allo specialista ortopedico, fisiatra o fisioterapista quando sperimentiamo dolore, rigidità e difficoltà di movimento che tendono a non passare o che si ripresentano con regolarità», spiega Daniele Mazza, specialista in Ortopedia e Traumatologia, medico della Nazionale Under 21 di calcio e coautore di due studi clinici sul tema.
Sonno e recupero biomeccanico della colonna
La qualità del sonno è un ulteriore elemento da considerare sia nella prevenzione sia come supporto al percorso terapeutico dei disturbi del rachide.
«Oggi sappiamo che il sonno non è soltanto un momento di riposo, ma una fase attiva di recupero biomeccanico, neuromuscolare e infiammatorio», prosegue Mazza.
Due studi clinici cofirmati da Mazza e pubblicati sul Journal of Surgery[5][6] hanno valutato per dodici mesi adulti con lombalgia o cervicalgia cronica aspecifica. I partecipanti hanno utilizzato ogni notte un materasso biomeccanico e un guanciale con tecnologia MagniStretch; le valutazioni periodiche hanno riguardato intensità del dolore, funzionalità fisica e qualità del sonno.
Il supporto notturno può contribuire al recupero biomeccanico della colonna quando è inserito in un percorso terapeutico e preventivo più ampio. I materassi e i guanciali MagniStretch sono costituiti internamente da schiume ad alta resilienza e canali inclinati che sfruttano il peso corporeo per esercitare una trazione leggera e progressiva lungo la colonna vertebrale durante il sonno. A differenza della trazione applicata in fisioterapia, la forza è distribuita e continua e agisce senza richiedere un intervento attivo da parte della persona. L’obiettivo è ridurre la compressione dei dischi intervertebrali e la tensione muscolare, in particolare a livello lombare e cervicale.
Riduzione del dolore e miglioramento funzionale
Al termine del follow-up è stata osservata una riduzione significativa del dolore lombare e cervicale, insieme a un miglioramento delle attività quotidiane e della qualità del riposo. La tecnologia valutata è progettata per generare una lieve trazione passiva: lungo l’intera colonna nel materasso e a livello cervicale nel guanciale, con l’obiettivo di favorire allineamento e decompressione vertebrale.
Secondo Mazza, la qualità del supporto notturno è particolarmente rilevante nei pazienti con lombalgia o cervicalgia cronica, patologie degenerative della colonna e rigidità notturna. Anche dopo un trauma o un intervento può contribuire a limitare contratture, rigidità mattutina e sovraccarichi muscolari compensatori.
I risultati più marcati sono stati osservati nei partecipanti con più di 50 anni. Secondo gli autori, la maggiore rigidità vertebrale e la ridotta idratazione dei dischi associate all’invecchiamento potrebbero rendere più efficace la decompressione passiva.
«Il beneficio tende a essere più evidente nei pazienti che presentano dolore meccanico e rigidità funzionale piuttosto che nelle fasi acute altamente infiammatorie o neurologiche», prosegue l’ortopedico.
Implicazioni per la pratica clinica e la prevenzione
Materassi e guanciali non sostituiscono attività fisica, controllo del peso, educazione posturale o trattamenti indicati. Possono tuttavia essere considerati un elemento complementare quando postura notturna e qualità del sonno contribuiscono al carico sintomatologico.
«La prevenzione è probabilmente l’ambito in cui il supporto notturno viene ancora sottovalutato. Passiamo circa un terzo della vita a letto: mantenere per molte ore una postura non fisiologica significa sottoporre la colonna a microstress ripetuti nel tempo. Naturalmente il materasso non sostituisce attività fisica, controllo del peso o educazione posturale, ma rappresenta un tassello importante di una strategia preventiva più ampia» aggiunge Mazza.
Il controllo del dolore può inoltre favorire continuità del sonno, mobilità e aderenza a comportamenti protettivi. Si tratta di dimensioni clinicamente rilevanti nell’invecchiamento, pur senza attribuire al singolo dispositivo un effetto diretto sulla longevità.
Un approccio integrato ai disturbi del rachide
«Sempre più specialisti stanno comprendendo che qualità del sonno, postura notturna e supporto adeguato influenzano dolore, infiammazione, recupero muscolare e qualità di vita. Questo è particolarmente vero oggi, con la crescente attenzione al ruolo delle scelte quotidiane nel favorire longevità e anni di vita in salute. Credo che il futuro sarà un approccio più integrato, in cui il supporto notturno verrà considerato non un semplice accessorio domestico, ma un elemento complementare del percorso terapeutico e preventivo del paziente con patologie del rachide» conclude Mazza.
Fonti
1. Organizzazione mondiale della sanità, Low back pain (fact sheet). https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/low-back-pain
2. GBD 2021 Low Back Pain Collaborators, The Lancet Rheumatology, 2023. DOI 10.1016/S2665-9913(23)00098-X.
3. Association of Back Pain with Mortality: a Systematic Review and Meta-analysis of Cohort Studies. Journal of General Internal Medicine, 2021. DOI 10.1007/s11606-021-06732-6
4. Association of Back Pain with All-Cause and Cause-Specific Mortality Among Older Men: A Cohort Study. Pain Medicine, 2024. DOI 10.1093/pm/pnae040
5. Mazza D, Carli FD, Gagliardo S, Febbi M, Santoriello V (2025) From Bed to Back Relief: Evaluating a Biomechanical Mattress for Long-Term Pain and Functional Recovery. J Surg 10: 11377. DOI 10.29011/2575-9760.011377
6. Mazza D, Gagliardo S, Suraci F, Bolle G, Barbarino M, et al. (2025) Twelve-Month Outcomes of An Ergonomic Cervical Pillow In Chronic Neck Pain Management: Pain, Disability, And Sleep Quality Across Age Groups. J Surg 10: 11390. DOI 10.29011/2575-9760.011390



