Il percorso nazionale sulla nutrizione in oncologia ha già portato al riconoscimento dello screening nutrizionale per i pazienti oncologici nella Legge di Bilancio dello scorso anno e al lavoro del Tavolo Nazionale sulla Sicurezza Nutrizionale presso il Ministero della Salute. Nella costruzione del Disegno di Legge di Bilancio 2027, l’obiettivo è ora garantire un accesso uniforme agli Alimenti a Fini Medici Speciali (AFMS) su tutto il territorio nazionale.
Gli AFMS sono formulati per la gestione dietetica di pazienti con esigenze nutrizionali che non possono essere soddisfatte con la normale dieta. Tra questi, i Supplementi Nutrizionali Orali (ONS) rappresentano una soluzione clinica per contrastare la malnutrizione calorico-proteica associata a patologie, con benefici sugli esiti clinici e sulla qualità di vita.
«La perdita di peso e di massa muscolare incide sulla risposta ai trattamenti, sulla loro tollerabilità e sulla sopravvivenza – ha spiegato Maurizio Muscaritoli, presidente della Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo (SINuC) – Gli AFMS, prescritti e monitorati dal medico nell’ambito di ben codificati percorsi di nutrizione clinica e di terapia medica nutrizionale, sono strumenti efficaci e sicuri. Per questo vanno considerati parte integrante del percorso di cura oncologico, con regole di accesso omogenee».
L’appello di associazioni e società scientifiche
FAVO, SINuC, SINPE e Alleanza Contro il Cancro, in rappresentanza di pazienti e società scientifiche, chiedono che la manovra dia continuità al percorso intrapreso e assicuri a tutti i pazienti oncologici un accesso equo, ovunque risiedano.
«Serve un quadro nazionale che definisca criteri comuni di prescrizione ed erogazione e assicuri la continuità della presa in carico tra ospedale e territorio – ha aggiunto Antonella Lezo, presidente della Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (SINPE) – Un segnale in Legge di Bilancio consentirebbe di avviare questo percorso in modo concreto».
Malnutrizione oncologica e disuguaglianze regionali
La malnutrizione riguarda oltre la metà dei pazienti oncologici già alla prima visita e può compromettere la risposta alle terapie e la qualità di vita, oltre a favorire complicanze e ricoveri.
«Le evidenze disponibili indicano che un supporto nutrizionale personalizzato si associa a benefici per lo stato nutrizionale, la funzionalità e la qualità di vita dei pazienti oncologici, oltre a contribuire alla riduzione delle complicanze e dei ricoveri prolungati – ha ribadito Riccardo Caccialanza, segretario del Working Group Survivorship Care e Supporto Nutrizionale di Alleanza Contro il Cancro (ACC) – Per questo l’accesso agli AFMS non può dipendere dalla Regione di residenza. La Legge di Bilancio è un’occasione per dare continuità al percorso avviato e riconoscere la nutrizione clinica come parte integrante della presa in carico oncologica, a beneficio dei pazienti e della sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale».
La gratuità degli AFMS dipende oggi dalle scelte delle Regioni e, in molti casi, dall’organizzazione delle singole ASL. Ne deriva una disparità di accesso: alcuni pazienti sostengono direttamente il costo o affrontano iter complessi, mentre altri rischiano di rinunciare alla terapia nutrizionale.
«L’accesso agli Alimenti a Fini Medici Speciali non può dipendere dalla Regione di residenza – ha dichiarato Paola Varese, presidente della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) – Per molti pazienti oncologici si tratta di una terapia essenziale che può avere impatto sulla qualità della vita, la ripresa delle proprie attività e gli esiti globali del trattamento. Per FAVO gli AMFS sono un supporto strategico per una presa in carico globale di bisogni del malato e la definizione della loro prescrivibilità può diventare il volano per il consolidamento di percorsi virtuosi all’interno delle Reti oncologiche. Il Governo e il Ministero della Salute hanno già mostrato attenzione al tema: confidiamo che il Disegno di Legge di Bilancio, già in questa fase di costruzione, possa prevedere un primo intervento per garantirne l’accesso in tutto il Paese, nelle more del loro inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza, proposta che abbiamo già avanzato come FAVO».
ONS e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale
Lo studio di farmacoeconomia “Stima del valore economico degli alimenti a fini medici speciali (AFMS) nella gestione dei pazienti oncologici in Italia”, presentato lo scorso giugno in Senato su iniziativa della Senatrice Elena Murelli, stima che una diffusione massiva degli ONS per i pazienti oncologici di nuova diagnosi con malnutrizione porterebbe a un risparmio netto annuo di circa 45 milioni di euro.
A fronte di un investimento di circa 50 milioni di euro l’anno, i costi evitati grazie alla riduzione di riospedalizzazioni, accessi al pronto soccorso e visite sono stimati in circa 95 milioni di euro annui.
«I dati presentati al Senato a giugno hanno chiarito che garantire la nutrizione clinica ai pazienti oncologici conviene anche al Servizio Sanitario Nazionale, che avrebbe un beneficio economico netto stimato di circa 45 milioni di euro l’anno – ha commentato la Sen. Elena Murelli, 10ª Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale – È un risultato che rafforza la necessità di proseguire il percorso avviato e sono certa che il Governo saprà valutare con attenzione, già nella costruzione del Disegno di Legge di Bilancio, un primo passo concreto verso un accesso uniforme agli AFMS. Da parte mia lavorerò perché questo tema trovi spazio nel testo e poi nel corso dell’esame parlamentare, affinché nessun paziente sia penalizzato per la Regione in cui vive».



