Il disegno di legge approvato dall’Esecutivo definisce una mobilitazione di risorse aggiuntive per il comparto salute pari a 5 miliardi di euro complessivi. La cifra finale rivendicata dalla Presidenza del Consiglio poggia su un’architettura a doppio binario: da un lato il rifinanziamento diretto delle strutture e dei servizi del Servizio Sanitario Nazionale, dall’altro una misura di sostegno economico erogata al di fuori del Fondo sanitario.

I dettagli dell’incremento al settore salute

Nel dettaglio, la dote ordinaria del Fondo Sanitario Nazionale – FSN, riceve un’iniezione di 3,4 miliardi di euro, toccando per il 2027 il tetto storico di 146,3 miliardi di euro. A questo stanziamento si aggiungono 1,6 miliardi di euro di risorse extra-fondo destinate al capitolo del sostegno sociale e socio-sanitario per la popolazione anziana.

Fondo sanitario e priorità di spesa: personale, tetti e interventi dedicati

L’aumento di 3,4 miliardi destinato alla sanità pubblica – sicuramente rilevante, anche se inferiore alle richieste del Ministro della Salute di 5,5 miliardi e delle Regioni, di 6,8 miliardi di euro – punta a rispondere ad alcune delle principali criticità operative del sistema assistenziale. L’obiettivo, come evidenziato dal Ministro Orazio Schillaci e dal Sottosegretario di Stato alla Salute Marcello Gemmato, è rafforzare la tenuta della sanità pubblica e sostenere i professionisti della salute.

Le voci di intervento previste dal testo comprendono:

– Emergenza-urgenza: una quota delle risorse aggiuntive viene espressamente vincolata alla valorizzazione economica dei medici di Pronto Soccorso, nell’ottica di contrastare la carenza di organico, la disaffezione e le criticità organizzative della prima linea dell’assistenza.

– Governance industriale e payback: si prevede l’innalzamento dei tetti per il payback (con stime intorno a 1,5 miliardi di euro) e l’introduzione di premialità sotto forma di riduzioni per le realtà d’impresa che investono sul territorio nazionale.

– Efficienza e patologie croniche: la manovra inserisce stanziamenti dedicati al rinnovamento tariffario per i ricoveri per acuti, il sostegno alle attività di contrasto all’Alzheimer e alle demenze, oltre a 300 milioni dedicati alla riduzione delle liste di attesa.

Restano tuttavia esclusi stanziamenti per rafforzare programmi di prevenzione e ampliare la platea degli screening oncologici.

Voucher di 300 euro per gli anziani: platea e requisiti

La principale misura di supporto diretto al cittadino consiste nell’istituzione di un voucher sanitario da 300 euro, indirizzato alla popolazione di età pari o superiore a 75 anni con un reddito da pensione non superiore ai 28.000 euro annui.

La misura, che secondo le stime dell’Esecutivo raggiungerà una platea di circa 5,5 milioni di beneficiari, mira a ridurre l’impatto economico delle spese mediche sostenute direttamente dalle famiglie. Il contributo sarà utilizzabile per coprire costi di prestazioni sanitarie non coperte o solo parzialmente erogate dal SSN, quali ad esempio l’acquisto di farmaci e l’accesso a visite specialistiche private o in regime di intramoenia.

In seguito al via libera del Consiglio dei Ministri, il disegno di legge passa ora all’esame del Parlamento, dove le singole disposizioni e le relative disposizioni di attuazione saranno definite nel dettaglio prima della loro entrata in vigore.

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