Nelle giornate di oggi e domani il Best Western Plus Tower Hotel di Bologna ospita il Congresso regionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), appuntamento che riunisce circa 400 medici di famiglia insieme a rappresentanti istituzionali, professionisti sanitari e mondo accademico. A presiedere il congresso sono Marco Cupardo, segretario SIMG Emilia-Romagna, e Alessandro Rossi, presidente nazionale SIMG. Referenti scientifici dell’evento sono Michela Pastore, Daniela Petraglia e Sara Roversi.
Invecchiamento della popolazione e aumento della cronicità
Il congresso prende avvio da un contesto demografico e sociale in profonda evoluzione. In Emilia-Romagna, gli over 65 rappresentano il 24,9% della popolazione e oltre 336 mila anziani vivono soli: dati che incidono in modo significativo sulla domanda di assistenza sanitaria e sull’organizzazione delle cure territoriali. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e la crescente solitudine stanno ridefinendo il ruolo della medicina generale, rendendola sempre più centrale nella presa in carico dei pazienti.
Il medico di famiglia tra gestione clinica e supporto sociale
Negli ultimi anni la richiesta di assistenza territoriale è infatti aumentata e si è fatta più complessa. Il medico di famiglia si trova sempre più spesso a rappresentare non solo il primo riferimento sanitario, ma anche un punto di supporto sociale per pazienti fragili e soli. Il medico di famiglia è chiamato oggi a una presa in carico globale e continuativa, come sottolinea Marco Cupardo, capace di intercettare non solo i bisogni clinici, ma anche quelli legati alla fragilità e alle condizioni di vita dei pazienti.

Sanità territoriale in Emilia-Romagna: modelli organizzativi
L’Emilia-Romagna si conferma un modello avanzato di sanità territoriale, grazie allo sviluppo della medicina di gruppo, all’integrazione con infermieri e servizi locali e alla diffusione delle Case della Comunità e delle Aggregazioni Funzionali Territoriali. Tuttavia, i cambiamenti in atto impongono un ulteriore salto di qualità. «Abbiamo costruito un sistema solido – evidenzia Cupardo – ma oggi serve farlo funzionare pienamente, puntando su una reale integrazione tra professionisti e su servizi efficaci, non solo sulla loro presenza formale».
Il futuro della medicina generale tra innovazione e sostenibilità
Anche a livello nazionale emerge la necessità di un ripensamento della medicina generale. Senza una visione unitaria e innovativa, la professione rischia di essere schiacciata da carichi di lavoro eccessivi e spesso impropri, come spiega Alessandro Rossi. Per Rossi, è fondamentale che le istituzioni ascoltino le esigenze dei medici di famiglia, garantendo strumenti adeguati, supporto organizzativo e team multidisciplinari strutturati.
Criticità: carenza di medici e carico burocratico
Tra le criticità principali si evidenziano il ricambio generazionale dei medici di medicina generale, reso complesso dai numerosi pensionamenti, e il crescente peso degli adempimenti burocratici.
Il tempo del medico deve tornare a essere tempo di cura alleggerendo le incombenze amministrative e rafforzando il supporto negli studi come sottolinea Cupardo.
Case della Comunità e presa in carico multidisciplinare
Un ruolo chiave nel futuro della sanità territoriale sarà svolto dalle Case della Comunità previste dal PNRR. Tuttavia, la loro piena efficacia dipenderà dalla capacità di renderle operative e integrate.
Il programma scientifico: prevenzione, cronicità e innovazione
Il Congresso regionale SIMG Emilia-Romagna rappresenta quindi un importante momento di confronto sul futuro della medicina generale. Il programma scientifico affronta temi di grande rilevanza clinica e organizzativa: dalla gestione del rischio cardiovascolare e metabolico al diabete, dall’obesità alla malattia renale cronica, fino alle patologie respiratorie, al dolore e alla fragilità. Ampio spazio è dedicato anche alla prevenzione, alle vaccinazioni dell’adulto, alla lotta all’antibiotico-resistenza, oltre a focus su intelligenza artificiale nelle cure primarie e laboratori di simulazione clinica.
Un appuntamento che punta a riportare al centro del dibattito il medico di famiglia, primo presidio del Servizio sanitario nazionale e figura chiave per la sostenibilità futura del sistema sanitario.



