Dai probiotici ai postbiotici

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Arrigo Cicero, medico e professore di Scienze tecniche dietetiche applicate presso l’Università di Bologna e presidente della Società italiana di nutraceutica (Sinut), ci aiuta a capire l’evoluzione di un segmento destinato a un forte sviluppo grazie alle continue scoperte sul microbiota

Dai probiotici ai simbiotici (probiotico e prebiotico insieme), fino alla novità postbiotici. Il mercato italiano di questa particolare categoria, talora confusa con i fermenti lattici, vale oltre 500 milioni di euro ed è il primo in Europa.

Un segmento in salute, sospinto dalle continue, nuove scoperte sulle correlazioni del microbiota a diverse patologie. Promosso grazie anche al supporto costante di medico di base e farmacista (pediatra, gastroenterologo e medico generico sono i professionisti che maggiormente impiegano probiotici nella propria pratica clinica). Si amplia anche alla dieta, con innovative proposte di alimenti funzionali, destinate a rivoluzionare l’alimentazione in chiave di positive nutrition.

Arrigo Cicero, medico e professore di Scienze tecniche dietetiche applicate presso l’Università di Bologna e presidente della Società italiana di nutraceutica (Sinut), ci aiuta a capirne l’evoluzione.

Postbiotici

Probiotici e attività regolatorie

I probiotici e il microbiota intestinale stanno dimostrando, per esempio, di avere effetti benefici sulla qualità del sonno, aprendo così gli studi sull’effetto degli integratori a base di probiotici.
Nel mercato dei probiotici, un’area attesa in forte crescita è quella associata alla regolazione del peso, attraverso formulazioni ad hoc, con l’utilizzo di specifici ceppi, come l’Akkermansia muciniphila, come evidenziano alcuni studi.
Lactobacillus reuteri ha dimostrato di migliorare le performance cognitive e la resilienza allo stress. Di recente è stato dimostrato che anche ceppi batterici come Lactobacillus crispatus o Lactobacillus reuteri hanno funzioni protettive contro le infezioni respiratorie.

«A livello generale – continua Cicero – in base alle metanalisi disponibili di studi clinici randomizzati, si nota un effetto antipertensivo e ipocolesterolemizzante, indipendentemente dal ceppo utilizzato.

Il nuovo mercato dei postbiotici

Di recente, sul mercato sono apparsi i postbiotici, l’ultimo traguardo dell’approccio funzionale del microbiota. «L’associazione scientifica internazionale sui probiotici e prebiotici (Isapp) ha definito in maniera molto chiara il concetto di postbiotico – precisa il medico – Si tratta di una preparazione di microrganismi inanimati e loro componenti che conferiscono benefici alla salute umana. Ci sono alcuni probiotici che portano in sé molecole attive che agiscono “da concime” per la flora batterica autoctona. La caratteristica è, dunque, che questi germi debbano essere inattivati».

Quando usarli

Qual è, dunque, l’indicazione specifica per il loro utilizzo? «I postbiotici possono essere considerati le “vitamine” del probiotico, una sorta di concime che facilita il mantenimento del nuovo equilibrio – prosegue il presidente di Sinut –  In alcuni trial clinici, postbiotici di ceppi di Bidifobatteri ed Enterococchi hanno dimostrato effetti positivi in sindromi da intestino irritabile, stipsi e colite, ma anche rinite e steatoepatite non alcolica.

Il soggetto cui ci si rivolge potrebbe essere quello che ha risolto un problema con probiotici e prebiotici e che ha migliorato lo stile di vita. Per mantenere l’effetto ottenuto e raffinarlo può usare i postbiotici». Questi prodotti sono poi adatti a chi ha intolleranze, soggetti che rispondono ai probiotici con fermentazioni eccessive e che tendono a peggiorare il quadro clinico.

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