Dieta tradizionale cinese modificata: efficace nel controllo della pressione sanguigna

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La riduzione di sale è una delle prime strategie raccomandate, anche dalla autorità competenti come l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per controllare i livelli pressori, evitando picchi ipertensivi o lo sviluppo potenziale di condizioni specifiche. Una soluzione, facile da applicare, anche nella preparazione di ricette etniche, appartenenti ad esempio alla dieta tradizionale cinese.

Un recente studio (Effects of Cuisine-Based Chinese Heart-Healthy Diet in Lowering Blood Pressure Among Adults in China: Multicenter, Single-Blind, Randomized, Parallel Controlled Feeding Trial”) apparso su Circulation dimostra la potenziale capacità di un regime alimentare iposodico cinese di ridurre in maniera significativa la pressione sanguigna anche dopo un breve periodo di assunzione, pari a quattro settimane.

Lo studio è stato avviato da un gruppo di ricercatori cinesi dell’Università di Pechino su una popolazione di 265 adulti, di cui 52% di donne, di età media di 56,5 ± 9,8 anni e pressione arteriosa diastolica media di 139,4 ± 8,3 e 88,1 ±8,0 mm Hg, reclutati in quattro cantoni (Pechino, Shanghai, Guangzhou e Chengdu) di cui tutti con tipica cucina regionale locale: Shangdong, Huaiyang, Cantonese e Szechuan.

La popolazione randomizzata è stata invitata a consumare per 4 settimane una dieta definita dai ricercatori salutare per il cuore, ovvero a basso apporto di sodio, ridotto da 6.000 mg al giorno a 3.000 mg al giorno, accompagnata dall’assunzione anch’essa molto più contenuta e corretta la ribasso di grassi a fronte, invece, del consumo raddoppiato di fibra alimentare.

Lo studio

Endpoint primario dello studio era valutare il ruolo e la capacità di azione della dieta iposodica sui livelli (alti) di pressione sistolica (SBP), quest’ultimo come potenziale fattore di rischio e/o di controllo per il carico della malattia cardiovascolari (CVD). Tra gli esiti secondari, invece, sono stati considerati la pressione sanguigna diastolica e il punteggio delle preferenze alimentari.

Con questi obiettivi lo studio randomizzato in cieco, multicentrico, ha previsto inizialmente il consumo da parte di tutti i partecipanti della dieta locale abituale sostituita dopo un periodo di 7 giorni, dalla dieta salutare per il cuore per altri 28 giorni oppure proseguendo con la dieta di controllo. Rispettivamente 135 partecipanti hanno ricevuto la dieta cinese modificata differenziata in base alla regione di provenienza e i restanti 130 hanno proseguito con il consumo dei pasti i normali. Di tutti i partecipanti sono stati raccolti specifici parametri: la pressione sanguigna prima e dopo lo studio e ogni settimana e campioni di urina a inizio e fine studio per misurare l’assunzione di sodio e potassio.

Il periodo di assunzione della nuova dieta e il monitoraggio hanno fatto osservare nei partecipanti che avevano seguito la dieta cinese modificata (iposodica con un apporto calorico da carboidrati e proteine aumentato a fronte della riduzione di quello derivante da grassi) una pressione sanguigna più bassa rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, in questo stesso gruppo si è registrato un consumo maggiore di fibre, potassio, magnesio e calcio e la riduzione di sodio, appunto. L’assunzione di nutrienti nel gruppo che ha consumato diete regolari, invece, è rimasta pressoché invariata.

Per la valutazione dei risultati degli interventi effettuati sono stati utilizzati modelli di regressione lineare, effettuati i debiti aggiustamenti ed è stato anche calcolato il costo incrementale per riduzione di 1 mmHg della pressione arteriosa sistolica (PAS).

I risultati

L’evidenza, positiva è a favore della dieta tradizionale cinese modificata, impattante sui valori pressori. È stato infatti possibile osservare una variazione della PAS e della pressione arteriosa diastolica dal basale alla fine dello studio pari a –5,0 (IC 95%, da –6,5 a –3,5) mm Hg nel gruppo di controllo dello e a –2,8 (IC 95%, da –3,7 a –1,9) mmHg nel gruppo alimentato con una dieta buona per il cuore. La differenza netta di variazione tra i 2 gruppi di PAS e pressione arteriosa diastolica è stata rispettivamente di –10,0 (IC 95%, da –12,1 a –7,9) mm Hg e –3,8 (IC 95%, da –5,0 a –2,5) mm Hg. Mentre la dimensione/variabilità dell’effetto non differiva tra le cucine (P per interazione = 0,173).

Il punteggio medio delle preferenze alimentari era 9,5 (con 10 il migliore preferito) al basale e la variazione netta durante l’intervento era 0,1 (IC 95%, da –0,1 a 0,2; P=0,558). Il rapporto costo-efficacia incrementale per riduzione della PAS di 1 mm Hg era di 0,4 CNY (0,06 USD) al giorno. Nessuna differenza nel numero di eventi avversi è stata trovata tra i 2 gruppi (P=0,259) e nessuno degli eventi avversi è stato associato all’intervento nutrizionale.

In conclusione

Quanto costa correggere la dieta tradizionale cinese in termini economici e salutari? Rispettivamente poco in termini di spesa, producendo un grande guadagno per la salute. Infatti è stata calcolata una spesa aggiuntiva per la dieta modificata pari in media a circa 0,60 dollari al giorno a persona, tradotti in sensibili effetti di riduzione della pressione sanguigna coerentemente in tutti i partecipanti appartenenti ai quattro gruppi di cucina regionale salutare.

In relazione alle stime, considerando cioè che la dieta salutare cinese per il cuore potrebbe ridurre del 20% l’incidenza delle principali malattie cardiovascolari, del 28% l’insufficienza cardiaca e del 13% la morte per tutte le cause e che più di un quinto della popolazione mondiale consuma regolarmente cucine cinesi, questa strategia nutrizionale potrebbe rappresentare una valida opzione per il controllo della pressione con il valore aggiunto, concludono i ricercatori, che è appetibile, economica, con esiti clinicamente significativi e applicabile alle principali culture della cucina cinese.

Fonte:

  • Wang Y, Feng L, Zeng J et al. Effects of Cuisine-Based Chinese Heart-Healthy Diet in Lowering Blood Pressure Among Adults in China: Multicenter, Single-Blind, Randomized, Parallel Controlled Feeding Trial. Circulation, 2022, Vol. 146, No. 14