Ieri, 15 febbraio, si è celebrata la Giornata Mondiale contro i tumori pediatrici. In questa occasione assumono ancora maggiore rilevanza gli esiti, comprovati da numerosi studi scientifici, che evidenziano come l’esperienza della lungodegenza ospedaliera per una malattia oncologica, altamente impattante sul piano fisico, psichico ed emotivo, possa essere sensibilmente alleviata attraverso interventi funzionali, come le attività di gioco. Tali interventi producono effetti positivi non solo sul bambino, ma anche sui caregiver e sull’intero contesto familiare.

I benefici della clownterapia

Il modello di intervento del medico statunitense Patch Adams, riconosciuto come ideatore della clownterapia, ha aperto la visione verso un supporto ludico al bambino degente in strutture ospedaliere per affrontare percorsi di cure oncologiche.

È stato dimostrato in piccoli studi, in quanto le forme di cancro coinvolgono un limitato gruppo di bambini, che l’intervento del clown migliora i processi emotivi e comportamentali, riducendo livelli di stress psicologico e di affaticamento correlato alle chemioterapie. I risultati sono misurati su specifici biomarcatori e strumenti, quali kit immunoenzimatici ad alta sensibilità per la valutazione dei livelli di cortisolo salivare e α-amilasi, o la Child Stress Scale-ESI e la PedsQL Multidimensional Fatigue Scale per determinare stress e affaticamento nel corso dei trattamenti.

Dopo l’intervento della clownterapia si è osservata una riduzione dei parametri di stress psicologico e affaticamento rispetto al momento della raccolta iniziale dei dati, similmente al cortisolo salivare, mentre tale intervento sembra non agire sull’α-amilasi, con livelli rimasti invariati. Questi dati suggeriscono la necessità di avviare ulteriori studi di indagine per valutare se l’intervento con il clown possa essere inclusa con opzione non farmacologica nel supporto psico emotivo del piccolo paziente.

Il ruolo del gioco

Differenti forme di attività ludiche o servizi di assistenza all’infanzia (Child Life), sono state adottate come soluzioni in molte strutture e contesti a livello mondiale, con risultati di efficacia comprovata. Interventi basati sul gioco, programmi creativi non specifici per patologia, si sono dimostrati capaci di ridurre lo stress, favorire il benessere e altri esiti di salute dei bambini e dei loro caregiver.

Sono risultati di efficacia interventi con animatori professionisti per bambini, musicoterapia, gioco non strutturato e robot umanoidi/animali con un impatto positivo soprattutto sul contenimento dell’ansia e in alcuni casi anche di riduzione del dolore e di diminuzione degli esiti emotivi/comportamentali negativi, come tristezza, rabbia, irritabilità.

Restano, invece, da definire in modo più puntuale gli esiti di questa tipologia di interventi sui caregiver e sul sistema sanitario.

Attività creative di vario genere

Attività e laboratori creativi e artistici, che coinvolgono, ad esempio, musica, fotografia, scrittura di romanzi, fashion design, sono stati progettati e inclusi in percorsi di presa in carico e cura nei centri di oncologia pediatrica italiani per offrire ai giovani pazienti mezzi di espressione innovativi.

In questi progetti, oltre all’efficacia sono emerse le straordinarie capacità degli adolescenti nel riuscire a produrre cose belle in un luogo non normalmente associato all’idea di bellezza, nel far sorridere i propri medici e nel cogliere il senso profondo della vita, quindi la capacità di trasformare gli ospedali in luoghi di produzione culturale.

L’apporto dell’attività fisica

Non va trascurato il contributo del movimento e dell’esercizio fisico nell’influenzare positivamente gli outcome di giovani pazienti, anche con tumori complessi e gravi come ad esempio l’osteosarcoma.

In questo setting di malattia, l’attività fisica si è dimostrata in grado di migliorare la funzionalità, attenuando la disabilità, consentendo ai ragazzi di mantenere indipendenza e qualità della vita.

L’esercizio fisico può, inoltre, avere un impatto diretto sull’efficacia del trattamento oncologico. Va specificato, tuttavia, che soprattutto in malattie oncologiche critiche, è necessario organizzare e prevedere un sistema di supporto completo e coeso per promuoverne l’integrazione nei piani di trattamento dei pazienti e garantirne l’aderenza.


Fonti
Lopes-Junior LC, Silveira DSC, Olson K et al. Clown Intervention on Psychological Stress and Fatigue in Pediatric Patients With Cancer Undergoing Chemotherapy. Cancer Nurs, 2020, 43(4):290-299. Doi: 10.1097/NCC.0000000000000690

Signorelli C, Robertson EG, Valentin C et al. A Review of Creative Play Interventions to Improve Children’s Hospital Experience and Wellbeing. Hosp Pediatr, 2023, 13(11):e355-e364. Doi: 10.1542/hpeds.2022-006994

Ferrari A, Perillo T, Milano GM et al. The power of art and the powers of adolescents with cancer: Age-specific projects at Italian pediatric oncology centers. Tumori, 2024 Aug;110(4):218-226.
doi: 10.1177/03008916241245005

Gracia MB, Ness KK, Schadler KL. Exercise and Physical Activity in Patients with Osteosarcoma and Survivors. Adv Exp Med Oncol, 2020:1257:193-207. Doi: 10.1007/978-3-030-43032-0_16.

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