La promozione della salute rappresenta oggi una leva strategica per la sostenibilità dei sistemi sanitari e socio-sanitari nazionali ed europei. Da questa convinzione lo scorso 24 marzo a Roma, presso la Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, è stata promossa dalla Senatrice Elena Murelli, Capogruppo della X Commissione del Senato, la conferenza stampa “La Promozione della Salute Sistemica al centro delle politiche pubbliche”. L’evento ha tracciato le linee guida del neonato Intergruppo Parlamentare e del suo Comitato Tecnico Filosofico Scientifico (CTFS) della rete SALUS, proponendo un’evoluzione culturale e normativa nella gestione del benessere pubblico.
L’impegno della politica: educazione e nuove leggi
Ad aprire i lavori è stata la Senatrice Murelli, che ha spiegato come l’obiettivo dell’Intergruppo, da lei presieduto, sia rimettere al centro la conoscenza del proprio corpo e l’educazione alla salute, intervenendo attivamente sui testi legislativi in discussione – dalla salute mentale all’educazione civica nelle scuole.
La grande novità annunciata dalla Senatrice riguarda il deposito di un disegno di legge quadro dedicato proprio alla promozione della salute, imperniato su una figura professionale innovativa: il Promotore della Salute. Questa figura avrà il compito di affiancare i professionisti sanitari tradizionali nell’orientare i cittadini verso scelte di vita sane, agendo a monte delle cronicità.
Il “ponte” sociale e la motivazione individuale
Nel corso della conferenza, Milena Simeoni, co-presidente del CTFS SALUS e presidente della Fondazione Internazionale Lumen, ha evidenziato come le scelte quotidiane dei singoli cittadini possano fare una differenza enorme per la tenuta della sanità pubblica.
Secondo Simeoni, è oggi vitale gettare un ponte stabile tra il sistema sanitario e quello sociale, e questo passaggio deve essere guidato da professionisti qualificati, capaci di motivare le persone al cambiamento e di accompagnarle in questo percorso virtuoso.
Il cambiamento del singolo individuo non è infatti un fatto isolato, ma si riflette sul benessere dell’intera collettività e sulla sostenibilità economica del sistema.
Evidenze scientifiche: distinguere promozione e screening
Molto netto è stato l’intervento di Alberto Donzelli, co-presidente CTFS SALUS e presidente di Fondazione Allineare Sanità e Salute, che ha fatto chiarezza terminologica tra profilassi (farmaci, vaccini), prevenzione secondaria (screening diagnostici) e vera e propria promozione della salute sistemica (stili di vita, relazioni, ambiente).
Donzelli ha portato l’attenzione su una vasta letteratura scientifica internazionale (revisioni Cochrane e studi epidemiologici su larga scala) che invita a non confondere l’erogazione di esami a tappeto con la vera prevenzione primaria. Lo specialista ha avvertito come la rincorsa a check-up continui rischi talvolta di produrre sovradiagnosi e iper-medicalizzazione.
La vera sfida preventiva si gioca invece sui fattori modificabili: riduzione del fumo, contrasto alla sedentarietà, sana alimentazione (cibi integrali, frutta a guscio, riduzione dell’alcol) e riduzione dell’inquinamento atmosferico.
Il modello svizzero e le medicine complementari
A portare una testimonianza pratica di integrazione è stato il naturopata Davide Cascino, membro CTFS SALUS, il quale ha illustrato il modello della Svizzera, dove le terapie complementari sono in Costituzione dal 2009.
Cascino ha spiegato come la figura del naturopata con diploma federale sia oggi un professionista sanitario riconosciuto nel territorio elvetico. Pur non rilasciando diagnosi mediche classiche, questo professionista possiede le competenze cliniche e valutative per fungere da snodo di primo contatto sul territorio, comprendendo quando il paziente può essere trattato con metodiche naturali e quando invece deve essere reindirizzato al medico convenzionale, rimettendo al centro l’ascolto e la relazione umana.



