Integrare, regolamentare, innovare: il 2° Summit OMS sulla medicina tradizionale

Erbe medicinali e radici utilizzate nella medicina tradizionale e complementare

Lo scorso dicembre 2025, dal 17 al 19, si è tenuto a New Delhi in India il secondo vertice mondiale dell’OMS sulla medicina tradizionale.

Nel corso del primo vertice dell’OMS, svoltosi sempre in India a Gandhinagar nell’agosto 2023, era stata approvata la “Dichiarazione finale sulla Medicina Tradizionale, Complementare, Integrativa”. Un documento che ha riconosciuto il ruolo sempre maggiore della medicina tradizionale e complementare a livello globale, nonché la necessità di una sua integrazione scientificamente fondata nei sistemi di salute nazionali per una copertura sanitaria universale e raggiungere tutti gli obiettivi per una salute sostenibile.

Efficacia, sicurezza, integrazione e valore umano

Quest’ultimo Summit ha avuto come obiettivo principale l’implementazione della “Global Traditional Medicine Strategy 2025-2034”, una road map definita attraverso ampie consultazioni con gli Stati membri OMS, gli esperti e le parti interessate, elaborando una visione per l’accesso universale a una medicina tradizionale, complementare e integrativa sicura, efficace e incentrata sulle persone. La strategia, adottata dalla 78ª Assemblea mondiale della sanità nel maggio 2025, stabilisce alcuni principi guida e quattro obiettivi: rafforzare le prove scientifiche di efficacia, garantire la sicurezza e la regolamentazione del settore, integrare le TCIM nei sistemi sanitari e ottimizzarne il valore intersettoriale. 

Al Summit di New Delhi hanno partecipato 500 delegati provenienti da oltre 70 Paesi, tra cui 75 relatori e 3.000 partecipanti alla cerimonia conclusiva presenziata dal Direttore Generale dell’OMS Tedros Ghebreyesus, dal Primo Ministro Indiano Sri Nerendra Modi e dai Ministri indiani della Sanità e delle medicine tradizionali (AYUSH).

Sistemi sanitari, qualità, metodologie e progresso

Accordi di collaborazione sono stati siglati tra OMS, Governo Indiano e 26 Paesi intenzionati ad attuare le indicazioni della Strategia OMS per ripristinare l’equilibrio tra le persone e il pianeta, basato sulla scienza e sulla pratica delle medicine tradizionali. In particolare, sono state richieste soluzioni per questioni cruciali quali la regolamentazione e l’integrazione di suddette medicine nei sistemi sanitari, lo scambio di informazioni con le popolazioni indigene nel rispetto dei saperi tradizionali e dei diversi paradigmi di conoscenza, la conservazione della biodiversità e i diritti di proprietà intellettuale, nonché in materia di tecnologie avanzate.

Nelle 4 sessioni in plenaria e nelle 16 sessioni parallele, sono state affrontate tematiche quali: 

  • riorganizzazione dei sistemi sanitari per garantire equilibrio, sicurezza e resilienza; 
  • qualità, efficienza e sicurezza dei pazienti
  • metodologie della ricerca scientifica e le loro applicazioni; 
  • valutazione dei progressi e definizione della road map su standard di salute, dati e applicazione responsabile dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione digitale nella medicina tradizionale, in un percorso dalle conoscenze ancestrali alla loro applicazione nella situazione attuale, nella prospettiva di costruire ecosistemi sani e un futuro di salute globale grazie anche all’apporto della medicina tradizionale.

Impegno a integrare le medicine tradizionali

Al termine del Congresso, infine, è stata approvata la “Dichiarazione di Delhi sulla Medicina tradizionale. Risultati del 2° Vertice dell’OMS sulla Medicina tradizionale 2025” che riafferma l’impegno globale a integrare le medicine tradizionali nei sistemi sanitari in modo sicuro, scientificamente fondato e rispettoso delle diversità culturali, con l’obiettivo di contribuire alla salute globale entro il 2030.

Per concludere un solo rilievo negativo: la generale assenza, salvo qualche rara eccezione, dei rappresentati dei Governi Europei e dei paesi più sviluppati al Summit, segno non tanto dei un’opposizione alla strategia delineata dall’OMS quanto più di una sorta di indifferenza al riguardo di temi come la scelta terapeutica delle medicine complementari e integrate che comunque coinvolgono almeno il 30-40% dei propri cittadini. 

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