Lo scorso 16 aprile, i Portici Hotel di Bologna hanno ospitato la prima edizione di Welligence™ Think Lab. L’obiettivo è mettere in dialogo salute, wellness e longevità, interpretandoli come parti di un unico ecosistema culturale, imprenditoriale e relazionale. 

Welligence evolve da evento a piattaforma permanente. L’obiettivo è monitorare l’evoluzione del settore e contribuire a definire nuovi standard di comunicazione basati su fiducia, responsabilità e misurabilità. Al centro del Think Lab una consapevolezza condivisa: la salute non può più essere raccontata solo come cura, il wellness non può fermarsi all’esperienza e la longevità non può restare una promessa astratta. Serve un linguaggio più autorevole, umano e misurabile, capace di integrare fiducia, evidenze e accessibilità.

Ideato da Roberta Farinola e realizzato con il patrocinio della Longevity Science Association, Welligence nasce per rispondere a una necessità crescente: costruire un linguaggio comune tra settori che oggi convergono sugli stessi bisogni della persona, ma che finora hanno comunicato in modo separato.

«Welligence nasce da una visione chiara: salute, wellness e longevità non sono più tre settori, ma un unico ecosistema che richiede nuovi linguaggi, nuovi modelli e nuove responsabilità. Con questo progetto ci assumiamo un impegno preciso: contribuire a costruire un riferimento culturale per tutto il settore, guidando un cambiamento che riguarda non solo le imprese, ma il modo in cui le persone vivono, comprendono e scelgono il proprio benessere. Oggi stiamo creando una nuova cultura e ne siamo orgogliosi» dichiara Farinola.

Tre prospettive sul futuro di salute, wellness e longevità

A Bologna sono stati presentati tre panel per esplorare il nuovo ecosistema. 

Il primo, “Progettare la fiducia: come cambia il linguaggio della salute”, ha evidenziato il passaggio dalla comunicazione sanitaria tradizionale a modelli integrati di prevenzione. Tra i relatori, Franco Balestrieridell’ICS Maugeri ha sottolineato la necessità di superare il marketing del desiderio a favore di una comunicazione della necessità, integrata nei processi organizzativi. Balestrieri, ha anche citato la legge 219/2017 della Consulta Deontologica Nazionale FNOMCeO 2014 che esprime un concetto fondamentale: “il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura”. Nicola Castaldini del GVM Care&Research ha evidenziato il ruolo dell’alleanza terapeutica, costruita su competenza, ascolto e continuità, supportata da monitoraggio e telemonitoraggio. Castaldini, inoltre, ha tenuto a rammentare quanto sia fondamentale per il medico la fase di “ascolto empatico” per entrare davvero in comunicazione con la persona che si ha davanti, ovvero il proprio paziente. Francesco Annunziata di Health Farm ha illustrato il modello evolutivo della “palestra della salute”, integrando prevenzione, esperienza e multidisciplinarità.

Il secondo panel, “Dalla lifespan alla healthspan”, ha mostrato come la longevità stia evolvendo da visione a pratica concreta. Tra le voci, Lucia Magnani di Long Life Formula ha ribadito la necessità di modelli clinico-scientifici misurabili. Hannes Ilmer di Villa Eden ha presentato un approccio altamente personalizzato e relazionale. Luigi Caterino di Longevity Suite ha reso la longevità un servizio urbano e accessibile. Daniela Nuti Ignatuk di DNA22 ha evidenziato l’importanza di percorsi individuali basati su dati e adattamento continuo. Umberto Carraro di Vyta Longevity ha sottolineato il ruolo della regia medica e dell’integrazione sistemica.

Il terzo panel, “Il wellness: la nuova intelligenza dei luoghi e dei territori”, ha approfondito l’evoluzione del wellness in chiave territoriale e strategica. Mirella Prandelli di Lefay Resort & SPA ha presentato il wellness come filosofia di brand integrata con il territorio. Alberto Arrighi di QC Spa of Wonders ha raccontato la trasformazione della SPA in luogo sociale ed esperienziale. Ambra Lee Agnoletti di Minor Hotels ha evidenziato il ruolo del wellness come driver globale dell’hospitality. Antonio Ducceschi di GB Thermae Hotels ha sottolineato l’evoluzione del termalismo in chiave scientifica. Jennifer Theiss di Palazzo di Varignana ha portato il tema della misurabilità e dei protocolli nel wellness.

Il Primo Manifesto Welligence

Al termine dell’evento è stato presentato il Primo Manifesto Welligence, uno spazio permanente di analisi dedicato all’evoluzione dei linguaggi, dei modelli e delle percezioni nei tre ambiti, basato su cinque pilastri:

  1. Stiamo assistendo a un cambio di paradigma, non a una tendenza. Salute, wellness e longevità non si stanno semplicemente avvicinando: stanno ridefinendo insieme cosa significa stare bene. Non è più un tema di settore, ma sistemico. 
  2. Il benessere non accade da solo. Accade dentro sistemi progettati. Luoghi, relazioni, linguaggi, protocolli: tutto ciò che costruisce esperienza contribuisce a costruire benessere. Chi opera in questi ambiti non offre solo soluzioni, ma costruisce contesti. 
  3. Siamo un campo in formazione, non ancora un sistema compiuto. Le pratiche esistono, i modelli anche. Mancano ancora linguaggi condivisi e una cornice comune. Nominare e strutturare questo campo è parte del lavoro. 
  4. Il benessere si sta spostando da risposta a progetto. Non più solo reazione alla malattia o al disagio, ma costruzione attiva di condizioni. Non come consumo occasionale, ma come pratica continua, individuale e collettiva. 
  5. La domanda vera non è vivere più a lungo. È capire come vogliamo vivere. Scienza e sensibilità, tecnologia e umanità, individuo e comunità, tempo breve e tempo lungo: tenere insieme queste tensioni è il compito culturale di chi opera in questo ecosistema. 

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