Un programma personalizzato di attività fisica, associato alla promozione della dieta mediterranea e di corretti stili di vita, è in grado di migliorare significativamente diversi indicatori di salute già dopo sei mesi. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Nutrients, condotto nell’ambito del progetto HEBE (Healthy aging versus inflamm-aging: the role of physical Exercise in modulating the Biomarkers of age-associated and Environmentally determined chronic diseases).
Il progetto è stato realizzato dall’Università degli Studi di Milano attraverso il programma Grandi Sfide di Ateneo ed è dedicato allo studio dei determinanti dell’invecchiamento sano.
Il progetto HEBE
La ricerca ha coinvolto 100 dipendenti dell’Università degli Studi di Milano, valutando gli effetti di un intervento basato sulla prescrizione individualizzata dell’esercizio fisico, sull’adozione della dieta mediterranea e sul supporto al cambiamento degli stili di vita.
Al termine dell’intervento, i ricercatori hanno osservato un miglioramento della capacità cardiorespiratoria (VO₂max), della composizione corporea, con riduzione della massa grassa e della circonferenza vita, del mantenimento della massa muscolare, della funzionalità fisica e una diminuzione della sedentarietà.
Inoltre, oltre l’80% dei partecipanti ha riferito un miglioramento del proprio benessere generale.
Secondo gli autori, i risultati dimostrano che un modello basato sulla prescrizione personalizzata dell’esercizio fisico, accompagnato dalla promozione della dieta mediterranea e di sani stili di vita, può produrre benefici concreti anche in assenza di allenamenti supervisionati. Un approccio che potrebbe essere facilmente trasferito nella pratica clinica e nella medicina di prevenzione.
Il Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche (DIBIC) dell’Università degli Studi di Milano ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo del progetto. Del Core Executive Team fanno parte, tra gli altri, i professori Elia Biganzoli, Valentina Bollati e Chiara Mandò, che coordinano HEBE insieme agli altri responsabili scientifici.
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