A cinque anni dalle precedenti, l’amministrazione Trump e il segretario alla Salute, Robert Kennedy Jr., propongono le nuove Linee Guida Nutrizionali: una piramide alimentare rovesciata che promette “sulla carta” di rivoluzionare le abitudini e i comportamenti alimentari degli americani.
Attualmente scorretti, poco salutari, altamente calorici, causa di elevati tassi di obesità e sovrappeso fra la popolazione e di patologie correlate: metaboliche, diabete, cardiovascolari. Un attento esame sui contenuti alimentari della piramide rovesciata rivelano tuttavia che, di fatto, grandi cambiamenti, rispetto al passato, non sono stati fatti. Salvo poche limitate eccezioni.
Un’operazione dunque di puro marketing? L’auspicio è che il Governo americano faccia seguire al “manuale di istruzioni” delle azioni concrete: campagne di sensibilizzazione a stili nutrizionali più corretti, iniziative edutive, a partire dalle scuole, strumenti per mettere in atto scelte alimentari più salutari, contrastando le criticità della salute americana.
Quella americana è fra le popolazioni meno sane in ambito internazionale, certamente sensibilmente al di sotto dello stato di salute generale degli europei, italiani compresi.
Lo slogan
“Mangia cibo vero”, “Eat real food” è lo slogan dell’iniziativa. Il riferimento è a proteine, latticini, frutta, verdura, cibi e cereali integrali, legumi, grassi sani. Sostanzialmente alimenti più naturali, ricchi di buoni principi nutritivi, limitando cibi processati e ultra-processati. Mimando in parte quello che potrebbe essere un modello di Dieta Mediterranea, internazionalmente riconosciuto come fra i più sani e nutrizionalmente migliori. Nuove indicazioni alimentari rappresentate graficamente da una piramide rovesciata, una punta rivolta verso il basso: la volontà di un cambiamento. Un invito agli Americani a fare scelte alimentari disruptive e la rotta dell’amministrazione Trump verso una rottura rispetto a quanto antecedentemente proposto in ambito alimentare. In teoria, non in pratica.
Analizzando la nuova piramide
«Esaminando nel dettaglio la nuova piramide alimentare – spiega Aureliano Stingi, biologo nutrizionista – non si osservano importanti cambiamenti “di rottura” rispetto alle precedenti Linee Guida. Ad eccezione per le proteine, di cui viene consigliato un sensibile aumento dei consumi, pari a circa 1,2–1,6 g di proteine per kg di peso corporeo al giorno. Una “raccomandazione” che si presta a due chiavi di lettura: di tipo clinico, in quanto in nutrizione le proteine vengono sfruttate per aumentare il senso di sazietà, quindi ridurre/evitare l’assunzione di altre calorie da alimenti processati e grassi saturi, ma anche per spostane l’attenzione da cibi altrettanto poco salutari, fra cui da zuccheri e farine raffinate. Quindi l’aumento di proteine dovrebbe portare ad un introito di alimenti più salutari: proteine vegetali, carni bianche e pesce. Allo stesso tempo però è stato raccomandato di consumare più carne rossa, e più carne in generale, come scelta più sana, ricordando che questo messaggio non è supportato da alcuna evidenza scientifica. La carne non è da demonizzare o eliminare, ma va consumata con moderazione e questo è ben noto anche alla Linee Guida americane per la nutrizione».
Riguardo a frutta e verdura, la Piramide Rovesciata continua a confermare canonicamente cinque porzioni quotidiane, due per la frutta e tre per la verdura, distribuite fra i pasti.
I grassi saturi
Un altro punto controverso riguarda i grassi saturi rispetto ai quali c’è stato solo un cambio di narrazione.
«Andando a indagare le raccomandazioni sui grassi – prosegue Stingi – ci si accorge che in realtà le medesime in termine di grammature. Cosa è cambiato? Se negli anni passati in cui tutti i grassi erano stati demonizzati, anche le linee guida americane adottano ora un atteggiamento permissivo, certamente superiore rispetto al contesto europeo, e consigliano di mantenere i consumi dei grassi saturi sotto il 10% delle calorie totali, essendo causa dell’aumento di concentrazioni di colesterolo, LDL, associati allo sviluppo di malattie cardiovascolari. Tuttavia, se da un lato le Linee Guida sconsigliano qualsiasi tipo di cibo ultraprocessato, come le linee guida precedenti, dall’altro l’obiettivo di diminuirne l’assunzione risulta critica se si promuovono consumi di carne e latticini, fonti tra le principali di questi stessi grassi».
Il vero problema non è rovesciare la piramide, bensì constatare che gli americani, di fatto, non hanno mai seguito le Linee Guida nutrizionali: se così fosse stato, non si avrebbe oggi a che fare con una popolazione fortemente obesa e malata.
«È stata sostanzialmente condotta – aggiunge l’esperto – un’operazione “grafica” di ribaltamento della piramide: una mossa comunicativa, di marketing. La piramide rovesciata non si rispecchia nelle Linee Guida in temine di nuove grammature dei vari alimenti, dove ad esempio vengono raccomandati fino al 59% di calorie da carboidrati, che nella piramide sono collocati nella punta in basso, e che in realtà dovrebbero corrispondere al 50% delle calorie totali».
Il nocciolo della questione
Fare nuove Linee Guida più o meno permissiva o stringenti o rovesciare una Piramide Alimentare, non sonno la risposta al problema nutrizionale.
«Occorre mettere gli americani nelle condizioni – conclude Stingi – di poter scegliere o orientare la propria alimentazione verso abitudini giuste e sane. Se vivo in un Food Desert, un’area in cui non si ha accesso a frutta e verdura, pur disponendo delle Linee Guida migliori del mondo, obbligatoriamente sarò costretto, per nutrirmi, a consumare e acquistare patatine e piatti pronti, in assenza di altri alimenti più sani. Dunque, le Linee Guida vanno supportate da azioni concrete: campagne di sensibilizzazione, rivolte ai giovani, iniziative di educazione nutrizionali all’interno delle scuole e così via. L’auspicio è che queste nuove Linee Guida siano più rispettate dalla popolazione e implementate nella dieta quotidiana e che il Governo fornisca anche strumenti concreti per aggredire il problema dell’obesità che in America è ad alto costo economico e di vite umane».


