Labirintite, un supporto dalla medicina naturale

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Con il termine labirintite (o neurite vestibolare) ci si riferisce a un’infiammazione in forma acuta o cronica a livello dei canali semicircolari dell’orecchio interno (il labirinto). Tra le conseguenze si evidenziano sintomi quali riduzione dell’udito, acufeni e vertigini, fino a manifesti disturbi dell’equilibrio e problemi della postura.
Le cause scatenanti vanno dalle infezioni virali (ad esempio in corso di parotite epidemica), batteriche (ad esempio in corso di scarlattina) o come complicazione di un’otite media purulenta ma si possono correlare anche a traumi cranici, a reazioni allergiche (alimenti, pollini, farmaci) o a condizioni di stress psico-fisico.

Oltre ai trattamenti farmacologici, si può ricorrere a diversi trattamenti complementari. Un possibile strumento terapeutico è rappresentato dalla digitopressione: già dal 1977 l’OMS ha stabilito che il punto P6 (o Neiguan) – individuabile a circa tre dita poste trasversalmente a partire dalla piega di flessione del polso – è in grado di ridurre nausea e vomito di varia natura. Nel caso di labirintite su base psicogena si può ricorrere anche alla riflessologia plantare e all’agopuntura come terapie complementari che vanno ad agire su punti ansiolitici, decontratturanti e riequilibranti.

Fitoterapia e gemmoterapia per la labirintite

Dal prontuario fitoterapico e gemmoterapico si possono individuare molti elementi terapeutici di sostegno per quanti soffrono di attacchi di labirintite. Tra questi segnaliamo innanzitutto l’Echinacea angustifolia, una pianta erbacea perenne da cui si ricava una tintura madre ricca in echinacoside – un glicoside dell’acido caffeico ad azione antibiotica e corticomimentica – oltre che in sostanze antinfiammatorie quali flavonoidi e polisaccaridi. Se ne possono assumere 50 gocce due volte al giorno, diluite in acqua.
Il macerato glicerico di Ribes nigrum (40 gocce tre volte al giorno) invece agisce a livello corticosurrenale con effetto cortison-like e conseguente aumento del cortisolo ematico. Per esplicare al meglio i suoi benefici va assunto nella prima fase della giornata e si può associare al macerato glicerico di Betula pubescens (40 gocce al mattino).
Infine, in virtù dell’alta concentrazione in flavonoidi, carotenoidi e vitamina C, il Ginkgo biloba contribuisce a migliorare la microcircolazione e l’ossigenazione cellullare, riducendo disturbi a carico del sistema vestibolare (capogiri, acufeni e riduzione dell’udito) come viene anche avvalorato da clinical trial randomizzati. Il dosaggio giornaliero del suo estratto secco è di 200 mg e si può alternare all’infuso (1 g in 100 ml di acqua) di Vinca major (la vincamina in essa contenuta contrasta l’insufficienza circolatoria).

I rimedi omeopatici di sostegno

In quanti soffrono di sintomi riconducibili alla labirintite, un valido supporto è offerto anche da alcuni rimedi omeopatici specifici. In particolare, sono indicati:

  • Bryonia 5 CH: per attenuare vertigini e capogiri che si scatenano a ogni minimo movimento della testa e del collo, specie al mattino alzandosi dal letto;
  • Conium maculatum 7 CH: quando i disturbi risentono dello sforzo fisico e mentale ma peggiorano persino stando sdraiati o muovendo appena lo sguardo;
  • Theridion 7 CH: quando le vertigini si associano a forte cefalea e nausea, con aggravamento dato dal movimento in auto e dai rumori;
  • Cocculus 9 CH: per le labirintiti con sindrome vertiginosa intensa correlata a forti capogiri e a una netta insofferenza verso ogni genere di movimento e agli stimoli olfattivi.

Dieta e stili di vita

L’applicazione di adeguate norme comportamentali può contribuire ad attenuare i sintomi da labirintite, spesso disabilitanti al punto da compromettere le attività quotidiane. In particolare, è consigliabile evitare movimenti troppo bruschi, ma anche l’eccessiva immobilità della testa,  limitare stimoli visivi e sensoriali (lavorare al computer, guardare la televisione, leggere, esporsi alla luce diretta del sole o a forti fonti luminose artificiali) e ridurre gli sforzi fisici, cercare di rimanere a riposo sdraiati e al buio.
Per quanto riguarda l’alimentazione, è indicato limitare l’assunzione di cibi troppo piccanti, ricchi di zuccheri, sale o grassi saturi; in particolare, si è potuto osservare che ridurre l’intake di carboidrati e lipidi favorendo l’uptake di fibre migliora la sindrome da vertigine parossistica posizionale benigna, un disturbo spesso sovrapponibile alla labirintite specie negli anziani. È consigliabile inoltre privilegiare fonti alimentari e integratori di vitamina C, vitamina A, vitamina E, antiossidanti e omega 3.

Daria Scienza