Il Parlamento Europeo “approva” e sostiene l’utilizzo, da parte degli Stati Membri, della medicina integrata a supporto delle cure tradizionali nel trattamento e cura del paziente oncologico: l’omeopatia rientra fra queste. La notizia, arrivata il 15 marzo, riceve il plauso di tutti gli addetti del settore e di Omeoimprese, l’associazione nazionale delle industrie farmaceutiche

Un sì deciso e autorevole: l’utilizzo delle medicine complementari integrate è raccomandato nei percorsi terapeutici oncologici. È questa la decisione, compatta, espressa dal Parlamento Europeo, che ha superato ogni aspettativa dell’intero comparto. «Mentre in Italia si cerca di osteggiare, sulla base di pregiudizi, la medicina integrata, Strasburgo parla di protocolli, addirittura per malati oncologici. Non servono interpretazioni, le indicazioni sono chiare» commenta Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese.

Aprono così a un nuovo paradigma di approccio e cura del paziente oncologico: l’integrazione della medicina tradizionale, scientifica, e le medicine complementari, laiche, inserite in un ‘unico’, nuovo e univoco, percorso terapeutico per il benessere psico-fisico della persona.

Gli atti ufficiali

Di quanto deciso dal Parlamento Europeo dà lettura Gorga: «Il Parlamento invita la Commissione a considerare una strategia dell’UE sull’assistenza a lungo termine appropriata, accessibile e di alta qualità; sottolinea il fatto che la medicina integrativa scientificamente riconosciuta e approvata dalle autorità sanitarie pubbliche può apportare benefici ai pazienti in relazione agli effetti paralleli di diverse malattie, come il cancro, e al loro trattamento; evidenzia l’importanza di sviluppare un approccio olistico, integrativo e incentrato sul paziente e di incoraggiare, ove opportuno, l’uso complementare di queste terapie sotto la supervisione di professionisti del settore sanitario».

La richiesta di Omeoimprese

La decisone di Strasburgo è un invito-richiesta alle istituzioni italiane, al Ministero della Salute in particolare, a prendere nuove misure di attenzione nei riguardi delle medicine complementari: «La fonte europea – conclude Gorga – è un chiaro esempio di quanto nel nostro Paese il pregiudizio sull’omeopatia e sulle medicine complementari non abbia fondamento. Polemiche e illazioni sul ruolo dei farmaci omeopatici sono del tutto fuori luogo. Insisto affinché il Ministero della Salute adotti tempestivamente quelle misure di carattere economico così vitali per lo sviluppo di questo comparto e che, da tempo, rimangono inascoltate».