Microbiota: il ruolo di genetica e ambiente domestico nell’infanzia

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Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Oregon ha indagato il ruolo svolto dall’ambiente domestico condiviso nelle alterazioni del microbiota intestinali durante l’infanzia

La composizione del microbioma intestinale umano è altamente variabile e tale alterazione è stata ripetutamente legata alla variazione della salute umana. Tuttavia, le fonti di alterazione microbica rimangono poco chiare, soprattutto nei primi anni di vita. È particolarmente importante comprendere quali siano le cause che portano alle alterazioni del microbioma durante la prima infanzia, perché lo stato del microbioma in età infantile può influenzare la salute del soggetto per tutta la vita.

Un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Oregon, guidati da Hannah Tavalire, e pubblicato sulla rivista mBio ha indagato quale ruolo svolge l’ambiente domestico condiviso nelle alterazioni del microbiota intestinali nei primi anni di vita.

I ricercatori hanno messo a confronto il microbioma intestinale di bambini adottati durante l’infanzia con quelli di bambini geneticamente non imparentati nella stessa famiglia e di bambini geneticamente imparentati cresciuti in altre famiglie. L’obiettivo è stato quello di determinare l’impatto relativo della parentela genetica dell’ospite e dell’ambiente domestico condiviso sulla composizione del microbioma intestinale dei bambini.

Alterazioni del microbioma, cosa emerge dallo studio

I ricercatori hanno così osservato come un ambiente domestico condiviso fosse il predittore più forte della somiglianza complessiva del microbioma. All’interno dell’ambiente di allevamento locale, durante l’infanzia, i bambini condividono l’esposizione agli ambienti naturali e costruiti, la dieta, l’esercizio fisico e le pratiche igieniche.

L’abbondanza di un determinato taxon microbico, hanno osservato i ricercatori, era più frequentemente spiegata dalla somiglianza genetica dell’ospite (correlazione). La presenza di un preciso taxon, invece, dipendeva dal contesto ambientale. era più dipendente da un ambiente domestico condiviso. Ne deriva che l’ambiente domestico può assolvere alla funzione di fonte di specie per il microbioma intestinale durante l’infanzia; una volta che una specie colonizza l’intestino, tuttavia, i fattori genetici dell’ospite probabilmente determinano l’alterazione dell’abbondanza microbica. In aggiunta, i ricercatori hanno osservato che la quantità di alcuni taxa sembrava dipendere interamente dall’ambiente domestico condiviso.

«Il nostro studio dimostra che l’adozione nella prima infanzia può comportare un cambiamento misurabile nella composizione del microbioma intestinale dei bambini, potenzialmente mediato attraverso l’ambiente domestico condiviso con fratelli non imparentati – spiegano gli autori della ricerca – I nostri risultati suggeriscono anche che l’ambiente domestico della prima infanzia può alterare significativamente il microbioma intestinale nell’infanzia attraverso l’esposizione microbica differenziale, ponendo conseguenze potenzialmente importanti per la salute, sia durante l’infanzia sia più tardi nella vita».

Hannah F. Tavalire, Diana M. Christie, Leslie D. Leve, Nelson Ting, William A. Cresko, Brendan J. M. Bohannan, Claire M. Fraser. “Shared Environment and Genetics Shape the Gut Microbiome after Infant Adoption”. mBio, 2021, Vol. 12, No. 2. e00548-21. doi: 10.1128/mBio.00548-21

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