In Lombardia, un passo importante nella lotta alla fibromialgia. È nata FibronetCare, la prima rete regionale dedicata alla diagnosi, alla cura e al supporto dei pazienti affetti da sindrome fibromialgica.
Il nodo dei ritardi diagnostici
La fibromialgia colpisce dal 2 al 2,5% della popolazione italiana, nonostante la sua diffusione, Il problema maggiore è legato al ritardo diagnostico. I tempi di diagnosi possono arrivare fino a otto anni: un periodo segnato da sofferenza fisica e psicologica che incide profondamente non solo sulla persona colpita, ma anche sulla vita familiare e lavorativa.
Bisogna, inoltre, considerare che nonostante nel 20% dei casi la malattia esordisca già in età adolescenziale, la diagnosi arriva spesso solo dopo molti anni, tra i 30 e i 55 anni, quando i sintomi sono ormai cronici e invalidanti.
La risposta lombarda
Con la scelta di FibronetCare, la Lombardia ha dimostrato la volontà di rispondere concretamente ai bisogni dei pazienti. L’iniziativa si propone di integrare tecnologia, assistenza specialistica e presa in carico continuativa.
FibronetCare è stata presentata il 22 gennaio 2026 presso l’Hyatt Centric Milano Centrale. L’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni sanitarie, clinici, associazioni e pazienti.
Capofila e coordinatore dell’iniziativa è il dottor Oscar Epis dell’Ospedale Niguarda, affiancato dal dottor Roberto Gorla dell’ASST Spedali Civili di Brescia. La rete coinvolge specialisti di alcuni tra i principali IRCCS lombardi.
Nel corso dell’evento si sono alternati interventi delle principali associazioni impegnate sul tema della fibromialgia, tra cui CFU, AISF ODV, ALOMAR e Libellula Libera.

L’approccio terapeutico promosso dalla rete lombarda si basa sul modello bio-psico-sociale, secondo cui fattori biologici, psicologici e sociali interagiscono tra loro alterando il benessere complessivo della persona. La strategia di cura è quindi costruita su misura, integrando terapie farmacologiche mirate, come antidepressivi e anticonvulsivanti, esercizio fisico regolare, supporto psicologico e tecniche di medicina complementare.
Il progetto
FibronetCare si fonda su una rete coordinata di Centri di Reumatologia regionali e su una applicazione gratuita, disponibile su Google Play e App Store, che consente ai pazienti già diagnosticati di entrare in contatto diretto con il proprio centro di riferimento.
Attraverso la piattaforma, è possibile registrarsi, selezionare la struttura sanitaria e compilare autovalutazioni sui sintomi. Le schede di valutazione vengono quindi condivise con gli specialisti per facilitare l’impostazione di percorsi terapeutici personalizzati.
L’app offre inoltre servizi di supporto come “chiedi all’esperto” e “parla con lo psicologo”, riconoscendo il valore di un approccio multidisciplinare alla malattia.
FibronetCare investe anche sulla formazione del personale sanitario, un passaggio chiave per ridurre i tempi di riconoscimento della patologia e superare lo stigma che ancora oggi circonda la fibromialgia.
Le prospettive future della rete includono l’ampliamento dei servizi disponibili e il rafforzamento della ricerca clinica, con l’obiettivo di trasformare una diagnosi spesso per esclusione in un percorso strutturato, tempestivo e riconosciuto.
La missione
Migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da fibromialgia è la direzione entro cui vuole inserirsi FibronetCare. L’impegno dell’iniziativa non è da circoscrivere all’ambito sanitario, il progetto mira, infatti, a restituire alle persone colpite la possibilità di una vita più dignitosa, ridurre il rischio di invalidità e contenere i costi sociali ed economici della patologia.


