La formazione per medici e altri operatori sanitari si è tradizionalmente concentrata sullo sviluppo delle conoscenze e delle competenze tecniche pertinenti alle singole specializzazioni. Un approccio educazionale che si riteneva potesse consentire di lavorare facilmente ed efficacemente in team con altri professionisti. Il lavoro multidisciplinare è ormai un modello consolidato, “gold standard”, nell’erogazione dell’assistenza sanitaria e il lavoro di squadra è parte dei programmi di studio attuali, in cui studenti di medicina, infermieri e altre professioni affini apprendono insieme durante il percorso di formazione. Vi è evidenza che sviluppare queste skill e competenze, offrire una assistenza in team migliori la qualità e la presa in carico e in cura del paziente in diversi contesti clinici.

La Giornata nazionale del personale sanitario, oggi 20 febbraio, è un’occasione per sottolineare l’importanza di un lavoro di squadra in alcune condizioni ad alta complessità.

Fibrillazione atriale: gestione integrata secondo le Linee Guida della Società Europea di Cardiologia

la complessità della fibrillazione atriale (FA) richiede un approccio di team integrato, multiforme, multidisciplinare e olistico per ottimizzare la gestione dei pazienti con patologia. Il loro coinvolgimento attivo nel percorso di cura, così come la partecipazione alleata di infermieri e dei vari professionisti associati (AP), in collaborazione con i medici sono fondamentali, è raccomandata dalle Linee Guida 2024 della Società Europea di Cardiologia sulla gestione della FA.

Ciò si esprime pienamente nel concetto di AF-CARE, in cui è cruciale l’inclusione del paziente e i vari professionisti sanitari che se ne prendono cura. L’assistenza multidisciplinare integrata è un lavoro sinergico che deve tenere conto della prospettiva del paziente per offrire implementare un’assistenza multidisciplinare ottimale al paziente.

Tumori ipofisari: il ruolo del MDT nella presa in carico

L’assistenza ottimale per i pazienti con tumori ipofisari è meglio fornita in un ambiente multidisciplinare e collaborativo.

I benefici e i vantaggi del team multidisciplinare ipofisario (MDT) sono ampi e tutti i consensi e le linee guida internazionali pertinenti in materia sottolineano che i pazienti con tumori ipofisari siano sempre gestiti da un MDT, in cui hanno un ruolo centrale endocrinologi e neurochirurghi in affiancamento a molte altre specialità essenziali per la diagnosi e la gestione dei tumori ipofisari, tra cui neuropatologia, neuroradiologia, neurooftalmologia e otorinolaringoiatria.

Pertanto, la gestione ottimale dei pazienti affetti da tumori pituitari è meglio gestita nel contesto di un team multidisciplinare dedicato, con competenze specifiche nel trattamento e persa in carico.

Epilessia: organizzazione del team orientato al paziente

Un’assistenza ottimale per le persone con epilessia (PwE) necessita di un team multidisciplinare orientato al paziente, secondo il concetto mutuato dall’oncologia. Operatori sanitari specializzati, dietologi, psicologi, farmacisti, psichiatri e assistenti sociali devono affiancarsi ai neurologi nell’assistenza alle PwE.

È raccomandato che i team dedicati al paziente con epilessia siano organizzati in 3 ambiti per offrire una assistenza multidisciplinare ottimale.

Nello specifico:

  • assistenza clinica con operatori sanitari specializzati in grado di collaborare con gli epilettologi per fornire efficacemente servizi per l’epilessia ambulatoriali e ospedalieri, dall’assistenza all’educazione dei pazienti, fino all’assistenza telefonica e alla gestione dei messaggi;
  • servizi di salute mentale e sociali al cui interno psicologi e assistenti sociali abbiano le competenze per fornire oltre a servizi specifici in ambito mentale, anche un supporto inerente alla vocazione professionale, alloggio e transizioni assistenziali ad esempio;
  • servizi di assistenza specialistica che deve essere erogata da farmacisti, dietisti e neuropsichiatri per trattare problemi nutrizionali e pianificare terapie dietetiche appropriate, ottimizzare la terapia farmacologica e l’aderenza terapeutica del paziente, trattare problemi psichiatrici nelle persone con encefalopatia e assistere nella valutazione chirurgica. I colloqui motivazionali possono essere inoltre utilizzati per migliorare gli esiti terapeutici per i pazienti.

Tre ambiti interdisciplinari che consentono di fornire cure personalizzate e di alta qualità a una varietà di pazienti affetti da epilessia.

Schisi e le anomalie craniofacciali: modello multidisciplinare centrato sugli esiti

Schisi e le anomalie craniofacciali sono condizioni ad alto impatto sul benessere funzionale, psicologico e sociale dei pazienti e delle loro famiglie. Per affrontare adeguatamente le manifestazioni di queste condizioni, il gold standard è il coordinamento di un team composto da diversi specialisti.

La composizione e la funzionalità del team, ad esempio per la gestione della palatoschisi, sono cambiate nel corso degli anni, ma hanno mantenuto l’attenzione sulla cura incentrata sul paziente e sul trattamento basato sui risultati.

Fin dalle prime linee guida dell’American Cleft Palate-Craniofacial Association (ACPA) per la cura multidisciplinare della palatoschisi del 1993, riviste e aggiornate nel 2022, si stabilisce che la composizione minima del team deve includere un coordinatore, un chirurgo, un ortodontista e un logopedista. Per essere considerati team approvati, è inoltre necessario l’inclusione di altri specialisti, che in incontri periodici, a intervalli regolari, si riuniscano per valutare la parola, l’alimentazione, la nutrizione e la crescita, l’estetica facciale uditiva, i risultati chirurgici, il benessere psicosociale e la qualità della vita del paziente.

Tutti contesti che ancora una volta valorizzano il ruolo del personale sanitario integrato nella gestione ottimale del paziente ad alta complessità.

Bibliografia
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