Nuove terapie, medicina di precisione, intelligenza artificiale, prevenzione e organizzazione dell’assistenza sono stati i temi centrali del XXVII Congresso Nazionale della Pneumologia della Società Italiana di Pneumologia (SIP/IRS), concluso negli scorsi giorni all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. Il confronto ha riguardato l’intero percorso del paziente respiratorio, dalla valutazione dei fattori ambientali alle cure e al follow-up territoriale.

Il tema “La Pneumologia moderna: il valore dell’integrazione tra scienza, clinica e collaborazione interdisciplinare” si è tradotto in indicazioni concrete per la pratica clinica: considerare la storia ambientale e professionale, valorizzare le nuove opportunità terapeutiche per asma grave e BPCO, esplorare le applicazioni dell’AI e ripensare l’assistenza al paziente sottoposto a trapianto polmonare.

Paola Rogliani, presidente SIP/IRS e del Congresso, ha richiamato la necessità di andare oltre la cura, integrando prevenzione, ambiente, ricerca e pratica clinica: «La salute respiratoria ci impone uno sguardo più ampio, che parte dalla prevenzione, prima ancora della cura, e considera insieme la persona, l’ambiente in cui vive e tutti i fattori che possono incidere sulla salute dei suoi polmoni».

Ambiente e salute: la storia ambientale nella valutazione del paziente

Luogo di vita e di lavoro, traffico, inquinamento, muffe, fumo passivo e sostanze professionali possono entrare nella valutazione clinica. Lo indica il position paper di esperti di nove società scientifiche italiane, tra cui SIP/IRS, presentato al Congresso e pubblicato il 22 settembre su Exploration of Asthma & Allergy. In Italia, tra il 2013 e il 2015, 8.917 ricoveri sono stati attribuiti all’esposizione a PM2,5; inoltre, il 16% dei casi di asma e il 14% dei casi di BPCO negli adulti sono stimati come riconducibili a esposizioni professionali.

Asma e BPCO: dalla gestione della malattia alla remissione

Asma e BPCO interessano oltre il 10% della popolazione italiana. Nell’asma grave, l’obiettivo non è più soltanto controllare singoli parametri, ma raggiungere la remissione clinica, intesa come sostanziale assenza dei sintomi e controllo stabile della malattia.

Uno studio internazionale di prossima pubblicazione su CHEST, basato su dati real-world di registri di 26 Paesi, indica che ritardare l’avvio della terapia biologica è associato a probabilità progressivamente inferiori di remissione. Il momento di inizio del trattamento diventa quindi parte della strategia terapeutica.

Per la BPCO si apre una nuova fase: una patologia a lungo priva di trattamenti monoclonali dispone ora di innovazioni terapeutiche in grado di ridurre le riacutizzazioni di almeno il 30% e di migliorare il quadro clinico. Nell’asma, le prospettive comprendono anche il distanziamento delle dosi e farmaci capaci di agire su altre componenti dell’infiammazione.

Intelligenza artificiale e appropriatezza dei farmaci biologici

Circa il 50% dei pazienti arruolati negli studi clinici sui biologici ha mostrato miglioramenti limitati. I modelli di intelligenza artificiale potrebbero aiutare a distinguere chi può essere controllato con terapia inalatoria da chi può ottenere un beneficio clinicamente significativo dai biologici, favorendo appropriatezza terapeutica e sostenibilità.

L’AI può supportare anche il monitoraggio, la previsione della risposta farmacologica, la diagnosi precoce, l’imaging e le decisioni cliniche. Non sostituisce però la valutazione del medico, anche alla luce delle questioni etiche, regolatorie e di trasparenza.

Trapianto polmonare: una rete Hub & Spoke per il territorio

In Italia i centri specialistici per il trapianto di polmone sono nove e soltanto uno si trova al Sud, a Palermo. La proposta emersa dal Congresso è una rete Hub & Spoke che colleghi i centri ad alta specializzazione con le pneumologie regionali e territoriali. Le attività più complesse resterebbero agli Hub, mentre parte dei controlli e del follow-up potrebbe svolgersi più vicino al domicilio.

Il modello rafforzerebbe il ruolo dello pneumologo prima e dopo il trapianto e garantirebbe continuità tra centro specialistico e assistenza di prossimità.

Prevenzione respiratoria: il Congresso esce dalle sale

Il Congresso ha riunito 1.200 partecipanti e relatori, con 56 ore di programma scientifico, 34 simposi, 10 letture magistrali, 5 corsi ECM, 233 abstract e 41 associazioni di pazienti e società scientifiche.

Con REMaRe Insieme, roadshow dedicato all’emersione delle malattie respiratorie, la prevenzione è arrivata nelle piazze di Roma attraverso un poliambulatorio mobile, consulenze specialistiche ed esami gratuiti. Sono state effettuate più di 500 spirometrie e valutazioni funzionali.

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