La postura è quella meravigliosa amica che ci accompagna durante l’arco di tutta la nostra vita e che ci permette di sviluppare relazioni sane e prive di conflitto in ambito familiare, sociale, lavorativo e privato. È il ponte tra ciò che ci anima dentro e ciò che costruiamo a livello neuromuscolare per esprimerci e comunicare con all’altro. Una sana postura permette all’intero organismo di manifestare al meglio il proprio potenziale motorio attraverso un’espressione sincera di chi siamo veramente.

I primi passi

Nasciamo dall’acqua; appena atterrati su questo Pianeta veniamo adagiati su una superficie orizzontale (culla) e lì cominciamo a prendere contatto con il peso del nostro corpo. I primi movimenti poi che sviluppiamo sono quelli che ci permettono di aggiungere oscillazioni laterali per scoprire il mondo e sperimentare un approccio al movimento libero; il passo successivo lo compiamo erigendoci, da seduti, sul nostro fondo schiena e lì, il mondo comincia ad apparirci con una tridimensionalità tutta nuova e affascinante. Da quello “stare seduti” il nostro cervello comincia ad immagazzinare nuovi stimoli per evolvere verso la gioia di un movimento che comincerà a renderci più autonomi nella scoperta del mondo: il gattonare. Gattonare è il preludio della nostra camminata che in età adulta ci permetterà di avere, o meno, una sana postura. L’importanza di lasciar gattonare l’infante quanto e come lo desidera fare sarà di fondamentale importanza per potergli far sviluppare una postura corretta e un equilibrio funzionale per il suo sistema motorio e neuromuscolare.

Lo sviluppo del nostro sistema neuromuscolare

L’apprendimento neuromuscolare che ogni individuo acquisisce da bambino sviluppa un sistema di movimento che poi andrà a relazionarsi con l’aspetto emotivo. Una maggior sicurezza nel muoversi renderà il bambino un adulto più centrato e sicuro di sé nell’affrontare le sue relazioni sociali, lavorative ed amorose. La sicurezza nel muoversi il bambino la acquisisce sentendosi libero di sperimentare il “nuovo” attraverso una serie di prove, sconfitte, traguardi e speso insuccessi. Ecco perché è molto importante per i genitori lasciare che il bambino “sbagli” e da solo “corregga” un movimento per poterne raggiungere la versione migliore e più funzionale per il suo equilibro posturale.

Capita non di rado invece che il genitore (in buona fede s’intende) intervenga quasi subito in un “insuccesso” motorio del bambino suggerendogli di “fare così” o “meglio così” o peggio ancora “così non si fa”. Il nostro sistema limbico è predisposto anche per “correggere” e trovare soluzioni in caso di insuccesso dell’azione motoria che si sta sperimentando: cadi 9 volte, rialzati 10 sicché il tuo sistema neuromuscolare memorizzi il successo e non l’insuccesso. Va da sé che un eccessivo controllo dei genitori in età di sviluppo dei figli, può fare più “male” che bene: un genitore troppo apprensivo ingenera nel figlio un senso di insicurezza tale per cui da grande è più facile che possa sentirsi “non all’altezza” della situazione o dell’azione da compiere. Sviluppare un corretto e sano assetto posturale durante la crescita ci permetterà di camminare da adulti con passi sicuri, rinforzare la nostra schiena e allenare i nostri due emisferi nel trovare soluzioni non sempre pronte ma che ci consentano di manifestare la nostra unica e preziosa espressione emotiva nel compiere un gesto motorio. Per noi stessi e in relazione con l’altro.

Il nostro muoversi genera il nostro sentire

Tutti i tipi di esperienze che facciamo durante l’arco di tempo che va dalla nostra nascita ai 3 anni circa costruiscono i nostri “confini” di sicurezza che poi dai 3 ai 7 anni siamo in grado di consolidare e se necessario modificare. In età adulta poi, contrariamente a quello che si pensa sul fare esperienza da grandi, il nostro sistema neuromuscolare agirà prevalentemente in base agli input che ha consolidato fino ai 7/8 anni. Le esperienze “nuove” che l’adolescente fa nel suo muoversi nel mondo, sono un consolidamento o meno di ciò che ha già in memoria cellulare e cerebrale. L’eccessiva fretta di un genitore nel “tirare per un braccio il bambino” perché si è in ritardo per la scuola (a chi di noi non è capitato?!) svilupperà nel piccolo un senso di “paura” che qualcosa di “pericoloso” sta avvenendo giacché il genitore (secondo il sentire del bambino) sta “scappando” (correndo via) da un pericolo.

Il bambino non ha il senso del tempo (in orario o in ritardo…) dell’adulto e alla “corsa” associa il termine di “fuga da un pericolo” dato che nella fase biologica infantile si corre solo quando il pericolo ti viene incontro o quando vuoi scappare da qualcosa che non ti piace. Questo gesto così come molti altri a cui non diamo la dovuta importanza quando cresciamo i nostri figli, sviluppano ma a volte bloccano il sistema neuromuscolare del bambino. In Cina ad esempio, già in tenera età il bambino cammina per le strade a fianco del genitore senza essere preso per mano: educando il bambino a una sua subitanea autonomia nel gestirsi la camminata gli permetterò innanzitutto di andare alla propria lentezza e poi soprattutto di sviluppare un senso cinestetico più funzionale al suo radicamento.

Il nostro bagaglio neuromuscolare 

Se da bambini quindi siamo stati in grado di sperimentare movimenti lontani dalla “paura” il nostro sistema neuromuscolare sarà in grado di sviluppare azioni, pensieri ed emozioni che saranno più limpide, sincere e chiare anche nella relazione con l’altro. Nella relazione con la famiglia saremo in grado di rispettare le gerarchie senza però farci “afferrare” eccessivamente, sviluppando la giusta autonomia nel crescere e nello staccare poi in maniera sana il cordone ombelicale coi genitori. Nelle relazioni sociali saremo in grado di manifestare il nostro punto di vista supportato dalla sicurezza che abbiamo acquisito nel muoverci in autonomia e con fermezza.

Nelle nostre relazioni sentimentali ed emotive saremo in grado di sviluppare un sano equilibrio tra noi e l’altro, dove il rispetto, l’ascolto e soprattutto il non-giudizio (“si fa così…”) potranno ingenerare le basi per una sana convivenza/matrimonio/amicizia. Ogni volta quindi che ci relazioniamo con l’altro, siamo difronte a un’espressione posturale che parla molto di noi, di come siamo stati cresciuti, di quali sicurezze o paure manifestiamo, di come il nostro sentire ha modo o meno di manifestarsi attraverso il movimento del nostro corpo in relazione a chi abbiamo davanti. L’importanza di curare lo sviluppo del sistema neuromuscolare del bambino senza eccessive intromissioni da parte del genitore e il successivo mantenimento del nostro corpo dal punto di vista posturale durante tutto l’arco della nostra vita è un po’ la chiave per un vivere sano e in armonia con sé stessi e con gli altri.

Le ginnastiche mediche cinesi

“Le ginnastiche mediche cinesi sono praticate in Cina da migliaia di anni; fin dall’antichità i cinesi sono stati assai sensibili al concetto dell’equilibrio energetico come mezzo di mantenimento della salute […]. Probabilmente queste pratiche ginniche si svilupparono a partire da danze rituali […]. Le antiche popolazioni cinesi presero coscienza del fatto che alcuni particolari movimenti, la regolazione e il controllo del respiro, l’uso di specifiche vocalizzazioni erano in grado di equilibrare alcune funzioni del corpo umano [1].” La salute del nostro sistema neuromuscolare in età adulta ha la possibilità di essere sostenuta da diverse attività motorie quali il canto, il teatro, la musica, la danza, il Tai Chi e tutte quelle discipline che regolano il nostro respiro e il nostro lato emotivo nella libera espressione del corpo. Con una routine motoria quotidiana in grado di equilibrare la nostra energia noi permettiamo al nostro corpo di mantenersi in salute più a lungo e di autoregolarsi nel gestire i carichi di stress concedendoci la possibilità di vivere la relazione con l’altro in maniera più autentica e senza dover fingere ciò che non siamo.

Bibliografia

[1] “Ginnastica medica cinese” L. Sotte, L. Pippa, D. Ferraro, Red edizioni

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here